Satoshi Nakamoto è Morto? Adam Back Smentisce la Speculazione
Il 18 luglio 2026 Adam Back (cypherpunk britannico, inventore di Hashcash e oggi CEO di Blockstream) ha risposto su X a chi dava per scontata la morte del creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. La replica è arrivata dentro l’acceso dibattito sulla soft fork BIP-110, dove un utente aveva invocato la presunta posizione di un Satoshi «ancora vivo». Back ha bollato l’intera premessa come pura speculazione, riaccendendo un mistero che dura da 15 anni.
Cosa Ha Detto Davvero Adam Back
Adam Back ha risposto direttamente, su X, a un utente che sosteneva: se fosse ancora vivo, Satoshi sosterrebbe il BIP-110 (la proposta di soft fork che limiterebbe temporaneamente alcune transazioni non finanziarie su Bitcoin, di cui BitcoinLive24 ha già raccontato il rifiuto di Michael Saylor). La replica di Back: «also what makes you think he’s dead? unlikely, but possible, either way pure speculation…» (post originale su X del 18 luglio 2026).
La frase, tradotta, significa: cosa ti fa pensare che sia morto? Improbabile, ma possibile — in entrambi i casi, pura speculazione. Back non conferma né smentisce nulla: si limita a rifiutare la certezza con cui l’argomento veniva usato nel dibattito.
Il Silenzio di Satoshi Nakamoto Dal 2011
L’ultima comunicazione pubblica attribuita a Satoshi Nakamoto resta un’email inviata il 23 aprile 2011 allo sviluppatore Mike Hearn, in cui affermava di essere passato ad altri progetti — secondo quanto ricostruito da U.Today. Da allora sono trascorsi circa 15 anni senza alcun messaggio verificato.
Back non è un commentatore qualsiasi sul tema: insieme a Hal Finney, fu tra i primissimi destinatari delle email di Satoshi nel 2008-2009, quando Bitcoin era ancora un progetto sperimentale discusso nella cerchia ristretta dei cypherpunk.
Perché la Domanda Torna Proprio Ora, con BIP-110
Il dibattito su BIP-110 sta polarizzando la community tra chi vede Bitcoin come “utility pubblica” da proteggere da transazioni non finanziarie e chi lo considera un mercato neutrale dove ogni transazione che paga le fee è legittima. In questo clima, invocare la volontà ipotetica di un fondatore scomparso è diventato un argomento retorico ricorrente — ed è esattamente ciò che ha spinto Back a intervenire.
Secondo la ricostruzione della testata U.Today, che ha riportato per prima lo scambio, la reazione di Back nasce proprio da un tentativo di usare “cosa vorrebbe Satoshi” come argomento a favore della soft fork.
Le Teorie sulla Scomparsa di Satoshi Nakamoto: Nessuna Prova, Solo Ipotesi
La community discute da 15 anni tre ipotesi principali sulla sorte di Satoshi Nakamoto, nessuna delle quali è mai stata confermata da prove dirette. Ecco le principali, così come circolano nel dibattito pubblico:
| Ipotesi | Argomento a favore | Argomento contrario |
|---|---|---|
| Non è più in vita | 15 anni di silenzio assoluto sono un’anomalia per chi aveva un ruolo pubblico attivo | Nessuna prova diretta; il pattern combacia anche con un ritiro volontario |
| Si è ritirato per sicurezza | Le prime email mostrano preoccupazione per l’esposizione personale legata al controllo di Bitcoin | Un ritiro totale senza mai riapparire, nemmeno in forma anonima, resta estremo |
| Osserva ancora, in incognito | Alcuni sviluppatori storici ritengono plausibile un monitoraggio passivo del progetto | Non esiste alcuna comunicazione verificabile dal 2011 |
Cosa Significa per Bitcoin e per gli Investitori
Sul piano pratico, la domanda “Satoshi è vivo?” non sposta prezzi né fondamentali di rete: Bitcoin funziona da 17 anni senza bisogno di un leader visibile, ed è proprio questo il punto che Back sembra voler difendere. Ma la disputa mostra quanto il nome del fondatore resti un’arma retorica potente nei conflitti di governance come quello su BIP-110, dove ogni fazione cerca legittimità anche invocando le intenzioni originarie del protocollo.
Per chi segue Bitcoin da vicino, la lezione è che le decisioni sulla rete si prendono oggi, tra sviluppatori, miner e utenti attivi — non per procura di un fondatore silente da un decennio e mezzo. BitcoinLive24 continuerà a seguire gli sviluppi del dibattito BIP-110 e ogni nuovo elemento sul mistero Nakamoto.
Conclusione
Il botta e risposta tra Adam Back e un sostenitore di BIP-110 non chiude il mistero su Satoshi Nakamoto, ma ricorda quanto sia ancora vivo — nel dibattito, se non altro — quindici anni dopo l’ultimo messaggio verificato. Finché non emergeranno prove concrete, ogni rivendicazione sulla sua presunta volontà resterà, nelle parole dello stesso Back, «pura speculazione».
Domande Frequenti
Chi è Adam Back?
Adam Back è un cypherpunk e crittografo britannico, inventore del sistema Hashcash citato nel white paper di Bitcoin, e tra i primi destinatari di email dirette da Satoshi Nakamoto nel 2008-2009. Oggi è CEO di Blockstream.
Quando è stato visto per l’ultima volta Satoshi Nakamoto?
L’ultima comunicazione pubblica verificata risale al 23 aprile 2011, un’email allo sviluppatore Mike Hearn in cui Satoshi annunciava di essere passato ad altri progetti.
Cos’è il BIP-110 che ha scatenato la discussione?
Il BIP-110 è una proposta di soft fork per Bitcoin che limiterebbe temporaneamente alcune transazioni non finanziarie sulla rete, oggetto di un dibattito acceso tra sviluppatori e figure di spicco come Michael Saylor.
Esistono prove che Satoshi Nakamoto sia morto?
No. Non esiste alcuna prova pubblica né a favore né contro questa ipotesi: il lungo silenzio dal 2011 alimenta le speculazioni, ma resta compatibile anche con un ritiro volontario dal progetto.
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