Bitcoin è salito sopra gli $81.000 giovedì 3 settembre, guadagnando oltre il 5% in 24 ore dopo che il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha aperto alla possibilità di lasciare i tassi fermi al meeting del 15-16 settembre. Il rally coincide con un calo del Dollar Index (DXY) a 99 punti e un sospetto intervento della Banca del Giappone sullo yen, che ha spinto il cambio USD/JPY da 158,5 a 155,4 in un solo giorno. Per BitcoinLive24 è il secondo colpo di scena macro in una settimana: appena 24 ore prima i mercati scommettevano ancora su un rialzo dei tassi.
Il rally porta Bitcoin sopra $81.000 in un solo giorno
Bitcoin è salito a $81.479 (+5,58% nelle 24 ore precedenti), secondo i dati riportati da CoinTelegraph. Motley Fool ha misurato un livello molto simile, $81.491,82 (+5,41%), segno che il movimento non è isolato a una singola piattaforma di scambio.
Il resto del mercato crypto ha seguito la stessa direzione: la capitalizzazione totale è salita a $2,82 trilioni (+4,7%), con Ethereum ($2.511, +5,10%) e Solana ($105,30, +5,54%) in rialzo di pari passo. Il Crypto Fear & Greed Index è passato da “paura estrema” un mese fa a “euforia” oggi, un’inversione di sentiment che accompagna un guadagno di quasi il 27% di Bitcoin nell’ultimo mese, secondo Motley Fool.
Waller apre ai tassi fermi, ma tutto dipende dai dati sull’inflazione dell’11 settembre
Il governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato giovedì che la sua posizione sulla riunione del FOMC del 15-16 settembre dipenderà dal rapporto sull’inflazione USA in uscita l’11 settembre, secondo CNBC. Se i dati confermeranno il rallentamento dei prezzi, Waller ha detto che sosterrebbe tassi fermi; in caso contrario, valuterebbe un rialzo: “But if inflation comes in hot, I would consider a rate hike” (“Se l’inflazione arriva bollente, considererei un rialzo dei tassi”), ha dichiarato secondo la stessa fonte.
Il mercato ha reagito riducendo le attese di stretta monetaria: Motley Fool riporta che la probabilità implicita di un rialzo a settembre è scesa al 50,5%, un livello vicino alla parità che segnala incertezza persistente più che una svolta decisa. Il prossimo catalizzatore, quindi, non è la riunione Fed in sé ma il report sui prezzi al consumo dell’11 settembre, che ridefinirà quella probabilità in un senso o nell’altro.
Il sospetto intervento della Banca del Giappone spinge giù il dollaro
Il cambio USD/JPY è sceso da 158,5 a 155,4 nelle ultime 24 ore (-2,5%), un movimento che diversi trader attribuiscono a un intervento diretto della Banca del Giappone (BOJ) a sostegno dello yen, secondo CoinTelegraph. Il Dollar Index (DXY), che misura il dollaro contro un basket di valute forti, è sceso di conseguenza a 99 punti — un livello storicamente correlato a rialzi di Bitcoin, perché un dollaro più debole rende gli asset denominati in USD, incluso BTC, relativamente meno costosi per gli investitori internazionali.
Il mercato delle previsioni Polymarket riflette lo stesso spostamento di aspettative: la probabilità che la BOJ lasci i tassi fermi al meeting del 18 settembre è crollata dal 12% all’1% in una settimana, mentre la probabilità di un rialzo di 25 punti base è salita al 98%, secondo dati riportati da CoinTelegraph.
Gli analisti guardano alla liquidità in dollari, non solo ai tassi
Arthur Hayes, CIO del fondo Maelstrom e co-fondatore di BitMEX, collega il rally al possibile utilizzo della FIMA repo facility della Federal Reserve — uno strumento che permette alle banche centrali estere di scambiare titoli del Tesoro USA con dollari senza venderli sul mercato aperto, secondo CoinTelegraph. Se le banche centrali asiatiche vi ricorressero per gestire la pressione sullo yen, l’effetto sarebbe un’iniezione indiretta di liquidità in dollari, uno scenario che gli investitori di Bitcoin tendono a leggere come favorevole al prezzo.
Non tutti condividono lo stesso entusiasmo: sul social X, l’account The Macro Paper ha fatto notare che un intervento valutario della BOJ è tipicamente un’azione difensiva di breve periodo, non un cambio di rotta della politica monetaria giapponese — una distinzione utile prima di leggere il rally come un cambiamento strutturale piuttosto che una reazione temporanea.
Una settimana fa i mercati scommettevano sul rialzo, non sui tassi fermi
Il contrasto con i giorni scorsi è netto. Il 2 settembre, Bitcoin reggeva a $77.000 mentre cresceva la scommessa su un rialzo Fed, sostenuta da dati ADP sul lavoro più forti delle attese. Pochi giorni prima, il tono più aggressivo di Kevin Warsh a Jackson Hole aveva pesato sul sentiment, spingendo gli operatori a prezzare probabilità di stretta monetaria in aumento. Le parole di Waller ribaltano quella narrativa in meno di una settimana, un segnale di quanto la Fed resti divisa sulla rotta da seguire nei prossimi mesi.
Il cambio di tono ha accompagnato anche il rimbalzo degli ETF Bitcoin di inizio settimana, che avevano registrato afflussi netti dopo giorni di deflussi. Se l’inflazione dell’11 settembre confermerà il rallentamento dei prezzi e la Fed lascerà i tassi fermi, diversi analisti si aspettano che il flusso verso gli ETF possa accelerare ulteriormente nelle settimane successive.
I numeri della giornata a confronto
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Bitcoin (BTC) | $81.479 (+5,58% in 24h) | CoinTelegraph |
| Capitalizzazione crypto totale | $2,82 trilioni (+4,7%) | Motley Fool |
| Dollar Index (DXY) | 99 punti | CoinTelegraph |
| USD/JPY | 155,4 (da 158,5, -2,5% in 24h) | CoinTelegraph |
| Probabilità rialzo Fed (settembre) | 50,5% | Motley Fool |
| Probabilità Polymarket rialzo BOJ (18 sett.) | 98% (da 12% una settimana fa) | CoinTelegraph / Polymarket |
Cosa aspettarsi da qui al 16 settembre
I prossimi dieci giorni concentrano due catalizzatori macro che difficilmente lasceranno Bitcoin indifferente: il report sull’inflazione USA dell’11 settembre e la decisione Fed del 16 settembre, seguita a stretto giro dal meeting BOJ del 18. Un’inflazione in calo confermerebbe la linea dovish di Waller e sosterrebbe la narrativa di dollaro debole che ha accompagnato il rally di questa settimana.
Un dato più caldo delle attese, al contrario, rimetterebbe in discussione sia i tassi fermi della Fed sia il sollievo per il dollaro, con il rischio di un’inversione altrettanto rapida di quella appena vista. Nessuno di questi scenari è scontato: BitcoinLive24 continuerà a seguire l’evoluzione dei dati macro e il loro impatto sul prezzo di Bitcoin. Per restare aggiornati in tempo reale su ogni sviluppo, scarica l’app BitcoinLive24 e attiva le notifiche push.
Domande Frequenti
Perché Bitcoin è salito sopra $81.000?
Bitcoin è salito sopra $81.000 perché il governatore della Fed Christopher Waller ha aperto alla possibilità di lasciare i tassi fermi a settembre, indebolendo il dollaro e spingendo gli investitori verso asset alternativi come Bitcoin. Il movimento è stato amplificato da un sospetto intervento della Banca del Giappone sullo yen, che ha fatto scendere ulteriormente il Dollar Index.
Chi è Christopher Waller e perché le sue parole muovono il mercato?
Christopher Waller è uno dei sette governatori della Federal Reserve e ha diritto di voto permanente al FOMC, il comitato che decide i tassi di interesse USA; le sue dichiarazioni pubbliche sono quindi seguite da vicino dai mercati come indicazione anticipata delle decisioni Fed. Giovedì ha detto che sosterrebbe tassi fermi se i dati sull’inflazione dell’11 settembre confermeranno il rallentamento dei prezzi.
Cos’è il sospetto intervento della Banca del Giappone sullo yen?
È un’azione non confermata ufficialmente con cui la Banca del Giappone avrebbe acquistato yen sul mercato dei cambi per contrastarne il deprezzamento, facendo scendere il cambio USD/JPY da 158,5 a 155,4 in 24 ore. Un dollaro più debole verso lo yen ha contribuito a far scendere anche il Dollar Index generale, storicamente correlato in modo inverso al prezzo di Bitcoin.
Quando si riunisce la Fed a settembre 2026 e cosa deciderà?
Il FOMC si riunisce il 15 e 16 settembre 2026, con l’annuncio della decisione sui tassi previsto per il 16 settembre. Al momento della stesura, il mercato prezza una probabilità del 50,5% di un rialzo, secondo Motley Fool, un livello che il report sull’inflazione dell’11 settembre potrebbe ridefinire in entrambe le direzioni.
Cos’è la FIMA repo facility citata dagli analisti?
La FIMA (Foreign and International Monetary Authorities) repo facility è uno strumento della Federal Reserve che permette alle banche centrali estere di ottenere dollari temporaneamente in cambio di titoli del Tesoro USA, senza doverli vendere sul mercato aperto. Secondo l’analista Arthur Hayes (CIO di Maelstrom), un suo eventuale utilizzo da parte delle banche centrali asiatiche per gestire la pressione sullo yen potrebbe aggiungere liquidità in dollari, un fattore che gli investitori Bitcoin tendono a interpretare come favorevole.
