Una proposta pubblicata sul forum tecnico Delving Bitcoin vuole risolvere un problema di privacy che riguarda ogni pool di mining Bitcoin: il modo in cui i miner vengono pagati. L’idea, descritta nella newsletter Bitcoin Optech #421 del 4 settembre 2026, propone di usare i Silent Payments (BIP352) direttamente nella coinbase transaction, la prima transazione di ogni blocco che crea i nuovi bitcoin. Se formalizzata, la proposta renderebbe molto più difficile ricostruire la cronologia dei guadagni di un miner a partire da un eventuale leak del database del pool.
Il Traguardo: una Proposta Concreta su Delving Bitcoin
L’utente average_gary ha pubblicato su Delving Bitcoin — il forum di ricerca tecnica frequentato dagli sviluppatori di Bitcoin Core e delle principali implementazioni Lightning — una specifica dettagliata per integrare i Silent Payments nel pagamento dei miner all’interno della coinbase transaction. Bitcoin Optech, la newsletter settimanale che sintetizza le discussioni tecniche più rilevanti per gli sviluppatori Bitcoin, ha dedicato spazio alla proposta nel numero #421, uscito il 4 settembre 2026.
Non si tratta ancora di un BIP (Bitcoin Improvement Proposal) formale: l’autore ha esplicitamente chiesto feedback alla community prima di trasformare l’idea in una specifica definitiva. Ma il tema tocca un punto dolente noto da anni, nello stesso filone di rafforzamento dell’infrastruttura di rete Bitcoin che BitcoinLive24 segue da mesi: la privacy finanziaria dei singoli miner che lavorano dentro un pool.
Come Funziona: Silent Payments Dentro un Blocco Senza Input
Oggi la maggior parte dei pool paga i miner derivando un nuovo indirizzo per ogni pagamento a partire da una xpub (una chiave pubblica estesa, una sorta di “matrice” da cui si generano infiniti indirizzi figli). È comodo per la contabilità interna del pool, ma ha un rischio strutturale: se il database del pool viene compromesso, chiunque può ricostruire l’intera cronologia dei pagamenti ricevuti da quel miner, collegando tra loro transazioni che altrimenti sarebbero rimaste indipendenti.
I Silent Payments risolvono questo problema per le transazioni normali: il destinatario comunica un unico indirizzo statico, riutilizzabile all’infinito senza che le transazioni ricevute risultino collegabili tra loro sulla blockchain pubblica. Il problema è che questo meccanismo calcola normalmente un “segreto condiviso” a partire dagli input della transazione — mentre una coinbase transaction, che crea bitcoin dal nulla come ricompensa di blocco, non ha input reali da cui partire.
La proposta di average_gary aggira l’ostacolo così: il pool genera una chiave temporanea (A_send) e la combina, tramite hash, con l’altezza del blocco che si sta minando. Questo impedisce al pool di manipolare la chiave a proprio vantaggio. Il risultato — 34 byte — sostituisce il tradizionale “pool tag” nello script della coinbase, permettendo a ogni miner di scansionare la blockchain e reclamare la propria quota usando esclusivamente la propria chiave privata di scansione, senza che il pool debba conoscerla.
Il tassello che rende tutto possibile è Stratum v2, il protocollo di nuova generazione per la comunicazione tra pool e miner: il suo canale cifrato permette al miner di comunicare il proprio indirizzo Silent Payment al pool senza intermediari e senza esporlo in chiaro.
Chi ne Beneficia: dai Piccoli Miner all’Intero Ecosistema
I primi beneficiari sarebbero i miner individuali e le piccole mining farm, che oggi affidano la propria privacy finanziaria esclusivamente alla sicurezza informatica del pool a cui si affidano. Un eventuale leak — per errore umano o attacco — smetterebbe di tradursi automaticamente in un’esposizione completa dei loro guadagni storici.
Il beneficio si estende anche alla percezione dell’intero settore del mining, spesso criticato per la centralizzazione attorno a pochi grandi pool che controllano la maggioranza dell’hashrate (la potenza di calcolo complessiva dedicata a validare i blocchi). Una proposta come questa rafforza le garanzie tecniche offerte ai miner senza richiedere loro di cambiare pool o di rinunciare ai vantaggi del mining collettivo.
Si inserisce inoltre nello stesso filone di lavoro sulla sicurezza dei protocolli descritto da BitcoinLive24 a proposito della falla decennale corretta in LND: sviluppatori diversi, in progetti diversi, che dedicano tempo a chiudere singole falle di sicurezza e privacy nell’infrastruttura Bitcoin, un pezzo alla volta.
Il Quadro Generale: la Privacy Bitcoin si Muove su Più Fronti
Il 2026 sta portando diversi aggiornamenti paralleli sul fronte privacy, ciascuno rivolto a una parte diversa dell’infrastruttura Bitcoin.
| Strumento | Cosa protegge | Stato a settembre 2026 |
|---|---|---|
| xpub tradizionale (pool→miner) | Pagamenti ai miner | In uso, vulnerabile a leak del database |
| Silent Payments in coinbase | Pagamenti ai miner | Proposta su Delving Bitcoin, in fase di feedback |
| CoinJoin (Wasabi Wallet 2.8.2) | Transazioni utente ordinarie | Aggiornamento pubblicato il 31 agosto 2026 |
| Lightning Network | Pagamenti istantanei fuori catena | Capacità a 2.702 BTC, in crescita |
Nessuno di questi strumenti risolve da solo tutti i problemi di privacy di Bitcoin — anche il CoinJoin, come BitcoinLive24 ha spiegato analizzando lo studio di Spiral, ha limiti strutturali noti. Ma la somma di più iniziative indipendenti, ciascuna focalizzata su un punto specifico della filiera, è il modo in cui l’ecosistema Bitcoin ha sempre affrontato questo tipo di problemi tecnici.
Sfide e Prossimi Passi
La proposta resta per ora una bozza in discussione. Alcuni partecipanti al thread di Delving Bitcoin hanno già sollevato obiezioni tecniche concrete: il calcolo iniziale sullo spazio disponibile nella coinbase transaction non teneva conto del fatto che l’altezza del blocco, codificata secondo lo standard BIP34, occupa più byte del previsto — riducendo il margine residuo per l’extranonce (il numero che i miner incrementano ripetutamente nel tentativo di trovare la soluzione valida per il blocco).
Manca inoltre il supporto lato wallet: i portafogli che già gestiscono Silent Payments per le transazioni ordinarie non sono ancora compatibili con questa variante pensata per le coinbase transaction, che richiede una logica di scansione leggermente diversa. Senza una data di formalizzazione in un BIP ufficiale, l’adozione da parte dei pool resta un’ipotesi a medio termine, non un cambiamento imminente.
Se il percorso di standardizzazione dovesse concludersi con successo, l’ecosistema Bitcoin guadagnerebbe un altro tassello nella protezione della privacy finanziaria degli operatori che tengono in piedi la rete — dai grandi pool industriali fino al miner che gestisce qualche ASIC da casa. Scarica l’app BitcoinLive24 per restare aggiornato su ogni sviluppo dell’infrastruttura Bitcoin, in tempo reale.
Domande Frequenti
Cosa sono i Silent Payments?
I Silent Payments (standard BIP352) permettono di ricevere bitcoin tramite un indirizzo statico e riutilizzabile, senza dover pubblicare un indirizzo diverso per ogni transazione e senza che i pagamenti ricevuti risultino collegabili tra loro sulla blockchain pubblica.
Perché i pool di mining hanno oggi un problema di privacy?
Perché derivano gli indirizzi di pagamento dei miner da un’unica chiave pubblica estesa (xpub): se il database del pool viene compromesso, l’intera cronologia dei pagamenti ricevuti da un miner diventa ricostruibile.
Quando sarà disponibile questa funzione nei pool Bitcoin?
Non esiste ancora una data. La proposta pubblicata su Delving Bitcoin il 4 settembre 2026 è in fase di raccolta feedback tecnico e dovrà prima diventare una specifica formale prima che qualsiasi pool possa implementarla.
Serve Stratum v2 per usare i Silent Payments nel mining?
Sì. Stratum v2, il protocollo di nuova generazione tra pool e miner basato su canali cifrati, è il meccanismo con cui il miner comunica il proprio indirizzo Silent Payment al pool senza intermediari.
