Il Bitcoin Perduto di Intersango Torna a Casa Dopo 15 Anni

Bitcoin dimenticato dall'exchange Intersango, oggi recuperato dopo 15 anni

Nel 2011 Chris comprò 61 bitcoin su Intersango per meno di 2.000 dollari: poi l’exchange sparì nel nulla. Oggi quei bitcoin sono tornati sul suo conto e valgono oltre 3,3 milioni di sterline. È il capitolo più fortunato di una storia che riguarda altri 5.500 bitcoin ancora fermi nello stesso portafoglio, potenzialmente rivendicabili da altri ex clienti dello stesso exchange chiuso nel 2014.

Duemila Dollari per Scommettere sul Futuro

A dicembre 2011 Bitcoin era ancora un esperimento per pochi iniziati. Chris, un investitore britannico che ha chiesto di essere citato solo per nome, decise comunque di comprarne 61 attraverso Intersango, il primo exchange dedicato ai clienti del Regno Unito. Secondo CoinDesk, l’investimento iniziale si aggirava sui 2.000 dollari, mentre CryptoTimes riporta un prezzo medio di acquisto di 2,94 sterline per moneta — una cifra che oggi fa sorridere, ma che nel 2011 rappresentava già una scommessa sul futuro di una tecnologia sconosciuta al grande pubblico.

Intersango non nacque come Intersango. L’exchange era l’evoluzione di Britcoin, la prima piattaforma per comprare bitcoin in sterline, lanciata nel 2010 da Amir Taaki — programmatore diventato in seguito una delle figure più note del movimento cypherpunk, autore del progetto Dark Wallet e poi volontario nelle milizie curde in Siria. Nel giugno 2011 la società fu incorporata come Intersango Ltd insieme ai co-fondatori Donald Norman e Patrick Strateman, ereditando la base utenti costruita da Taaki. Per un breve periodo, tra il 2011 e il 2012, Intersango fu uno dei più grandi exchange Bitcoin al mondo.

Il Giorno in cui Intersango Sparì

La parabola durò poco. Da fine 2012 la piattaforma cominciò ad avere problemi operativi che portarono alla chiusura del mercato in dollari, mentre secondo le fonti raccolte da CryptoTimes il volume di scambi era ormai diventato troppo esiguo per sostenere l’attività. Il sito smise di funzionare del tutto tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, lasciando oltre 5.000 clienti senza alcun accesso ai propri fondi. La società fu formalmente cancellata dal registro delle imprese britannico (Companies House) il 22 marzo 2016, chiudendo sulla carta una vicenda che per molti utenti restava aperta solo nei ricordi.

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Chris è tra quelli che avevano ormai archiviato l’accaduto. Ricorda con amarezza come chi gestiva la piattaforma abbia potuto, a suo dire, chiudere tutto e sparire senza dover rendere conto a nessuno — un’esperienza comune a migliaia di primi utenti Bitcoin che si affidarono a exchange non regolamentati in un’epoca in cui la parola “custody” non esisteva ancora nel vocabolario crypto.

120 Giorni per Riavere i Bitcoin Perduti

La svolta arriva 15 anni dopo. Lo studio legale CEL Solicitors, specializzato nel recupero di criptovalute smarrite, ha rintracciato un portafoglio riconducibile ai vecchi utenti di Intersango che conteneva ancora migliaia di bitcoin mai reclamati. Chris ha incaricato lo studio il 20 gennaio 2026 e il caso si è chiuso il 28 maggio 2026 — circa quattro mesi — tramite un accordo negoziale, senza bisogno di un procedimento giudiziario.

Le prove decisive, secondo quanto riportato da IBTimes UK, sono state l’indirizzo email associato al vecchio account, la corrispondenza conservata con Intersango e gli estratti conto bancari che documentavano i bonifici verso l’exchange più di un decennio fa. Alla fine, tutti i 61 bitcoin sono stati restituiti integralmente. Oggi valgono 3.331.618 sterline, pari a circa 3,86 milioni di dollari secondo la conversione di CryptoTimes; CoinDesk, nel titolo del proprio pezzo, parla invece di quasi 4,5 milioni di dollari — una differenza che riflette semplicemente il prezzo di Bitcoin usato al momento della conversione da ciascuna testata, non un dato contestato.

TappaDataDettaglio
Acquisto inizialeDicembre 201161 BTC su Intersango, circa 2.000 dollari investiti
Inizio dei problemiFine 2012Chiusura del mercato in dollari, attività in calo
Exchange offline2013-2014Oltre 5.000 clienti senza accesso ai fondi
Cancellazione societaria22 marzo 2016Intersango Ltd rimossa da Companies House
Incarico legale20 gennaio 2026Chris affida il caso a CEL Solicitors
Risoluzione del caso28 maggio 2026Accordo negoziale, restituzione integrale dei 61 BTC
Valore attualeSettembre 2026£3.331.618 (circa 3,86-4,5 milioni di dollari)

Cosa Ci Insegna Questa Storia

Il caso di Chris arriva mentre BitcoinLive24 sta seguendo da vicino un altro filone della stessa saga: quello dei wallet dormienti dal 2011-2013 tornati improvvisamente attivi secondo i dati di Galaxy Research. La differenza è sostanziale: quei coin erano rimasti sotto il controllo diretto dei proprietari originali in self-custody, mentre i bitcoin di Chris erano bloccati presso un exchange terzo fallito. È la lezione di custody più antica di Bitcoin, riportata alla cronaca da un lieto fine: affidare le proprie chiavi a una piattaforma centralizzata espone a un rischio di controparte che può materializzarsi anche 15 anni dopo, quando ormai quella piattaforma è solo un ricordo su un vecchio conto email.

Non è un caso isolato nel filone dei “bitcoin ritrovati”. BitcoinLive24 ha raccontato di recente anche un altro wallet dormiente dal 2011 finito al centro di una causa legale da 293 miliardi di dollari sulla proprietà di asset digitali abbandonati, e la battaglia legale che vuole dichiarare “abbandonati” i bitcoin dormienti di cui nessuno reclama la proprietà da anni. Il caso Intersango mostra l’altra faccia della medaglia: quando la documentazione esiste ed è conservata, anche un conto dato per perso da un decennio e mezzo può tornare a casa.

Il Quadro Più Ampio: 433 Milioni di Dollari Ancora in Gioco

Il caso di Chris, per quanto già di per sé notevole, è solo la punta dell’iceberg. Secondo CryptoSlate, il portafoglio individuato da CEL Solicitors contiene complessivamente oltre 5.500 bitcoin riconducibili a ex utenti di Intersango — equivalenti a circa 433 milioni di dollari al prezzo di riferimento di 78.824 dollari per moneta usato nel calcolo. Non si tratta di un accertamento giudiziale definitivo, ma della stima tracciata dallo studio legale sulla base dei dati storici della piattaforma.

Per gli altri ex clienti di Intersango, la strada verso un eventuale recupero passa dagli stessi tipi di prova che hanno funzionato per Chris: email dell’epoca, corrispondenza con l’exchange, estratti conto che documentino i bonifici verso la piattaforma. È un ostacolo tutt’altro che banale — ritrovare documentazione bancaria e informatica vecchia di 15 anni è spesso più difficile che dimostrare la proprietà di una casa ereditata. Ma il precedente di Chris dimostra che, con le prove giuste, anche i bitcoin dati per persi da più di un decennio possono tornare a casa. Per restare aggiornati su ogni sviluppo di questa e altre storie Bitcoin, si può scaricare l’app di BitcoinLive24 e ricevere una notifica push non appena emergono nuovi dettagli.

Domande Frequenti

Chi è Chris e cosa gli è successo con Intersango?

Chris è un investitore britannico che nel dicembre 2011 acquistò 61 bitcoin sull’exchange Intersango, il primo dedicato al mercato britannico, per un investimento che pensava di aver perso quando la piattaforma smise di funzionare pochi anni dopo, lasciandolo senza accesso ai fondi per oltre un decennio.

Cos’era Intersango e perché chiuse?

Intersango era il primo exchange Bitcoin dedicato al Regno Unito, nato nel 2010 come Britcoin per iniziativa di Amir Taaki e incorporato nel giugno 2011 insieme a Donald Norman e Patrick Strateman. La piattaforma iniziò ad avere problemi operativi da fine 2012, andò offline tra il 2013 e il 2014 lasciando oltre 5.000 utenti senza accesso ai fondi, fino alla cancellazione societaria del marzo 2016.

Quanto valgono oggi i bitcoin recuperati da Chris?

I 61 bitcoin restituiti a Chris alla fine di maggio 2026 valgono 3.331.618 sterline, equivalenti a circa 3,86-4,5 milioni di dollari a seconda del tasso di cambio e del prezzo di Bitcoin usato nella conversione dalle diverse testate che hanno seguito il caso.

Quanti altri ex utenti Intersango potrebbero recuperare fondi?

Lo studio legale CEL Solicitors ha tracciato oltre 5.500 bitcoin, pari a circa 433 milioni di dollari al prezzo di riferimento usato nel calcolo, potenzialmente rivendicabili da altri ex clienti di Intersango che riescano a dimostrare la proprietà con email, corrispondenza o estratti conto dell’epoca.

Cosa serve per dimostrare la proprietà di bitcoin persi 15 anni fa?

Secondo quanto riportato da CEL Solicitors, le prove più utili sono l’indirizzo email associato al vecchio account, la corrispondenza conservata con Intersango e gli estratti conto bancari che documentano i bonifici verso l’exchange — documenti che per molti ex utenti rappresentano un ostacolo significativo dopo così tanti anni.

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Redazione Bitcoinlive24

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