Polonia: il Sejm Non Ribalta il Veto Crypto, Bitcoin Senza MiCA

Riunione finanziaria che simboleggia la disputa legale CFTC-CME sui futures perpetui Bitcoin

Il Sejm (la camera bassa del parlamento polacco) ha fallito venerdì 5 settembre 2026 il terzo tentativo di ribaltare il veto del presidente Karol Nawrocki alla legge che recepisce MiCA (Markets in Crypto-Assets, il regolamento europeo sui crypto-asset in vigore in tutta l’UE), fermandosi a 241 voti su 266 necessari. Il voto arriva mentre si allarga lo scandalo dell’exchange Zondacrypto, sotto inchiesta per una voragine da almeno 350 milioni di zloty (circa 94 milioni di dollari) e per presunti legami con ex funzionari di governo. Il risultato lascia la Polonia l’unico paese UE privo di un’autorità designata per la vigilanza MiCA, un vuoto normativo che pesa direttamente su exchange e custodian che trattano Bitcoin nel paese.

Cosa è Successo

Il Sejm ha votato 241 voti favorevoli, 198 contrari e 3 astensioni su 442 deputati presenti: la soglia dei tre quinti richiesta per respingere il veto presidenziale era di 266 voti, mancati per 25 unità, secondo il resoconto ufficiale della seduta riportato da Rzeczpospolita. Il veto contestato risale all’11 giugno 2026, quando Nawrocki bloccò per la terza volta la legge sul mercato dei crypto-asset: la Cancelleria presidenziale ha pubblicato il testo del veto sul proprio sito ufficiale. La legge assegnava alla KNF (Komisja Nadzoru Finansowego, l’autorità di vigilanza finanziaria polacca) il ruolo di supervisore nazionale MiCA, il passaggio amministrativo che manca ancora oggi in Polonia.

I partiti della coalizione di governo — Coalizione Civica, PSL, Polonia 2050 e Sinistra — hanno votato per il superamento del veto, mentre PiS, Confederazione e Destra Repubblicana hanno votato per mantenerlo, come dettagliato da GazetaPrawna.

Il Contesto Geopolitico

MiCA è pienamente in vigore in tutta l’Unione Europea dal dicembre 2024 e regola in modo uniforme l’emissione di token, i servizi su crypto-asset e — per la parte che riguarda più da vicino Bitcoin — la licenza CASP (Crypto-Asset Service Provider) necessaria a exchange e custodian per operare con passaporto unico in tutti i 27 stati membri. La Polonia, quasi due anni dopo, resta l’unica giurisdizione UE senza un’autorità nazionale abilitata a rilasciare quella licenza.

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Nawrocki non si oppone alla regolamentazione in sé: secondo quanto riportato da Rzeczpospolita, il presidente contesta il cosiddetto gold-plating — l’aggiunta di requisiti nazionali più severi dello standard minimo europeo — in particolare il potere della KNF di bloccare i conti di un exchange fino a sei mesi senza controllo giudiziario preventivo. Il suo ufficio ha proposto di ridurre quel termine a tre mesi e di introdurre una verifica di un tribunale, ma l’emendamento non ha raccolto la maggioranza in Sejm.

Le Conseguenze per Bitcoin in Polonia

Senza un supervisore MiCA designato, gli exchange polacchi che vogliono trattare Bitcoin non hanno oggi una via nazionale per ottenere la licenza CASP: l’alternativa è registrarsi in un altro stato UE e operare in Polonia in regime di passaporto, un percorso più costoso e lento per gli operatori locali più piccoli. Lo stallo pesa anche sul piano della fiducia: la KNF aveva poteri di vigilanza limitati su Zondacrypto prima del suo collasso, e l’assenza di un quadro MiCA pienamente operativo lascia lo stesso vuoto aperto per qualunque nuovo exchange voglia operare nel paese.

PaeseAutorità MiCA designataStato implementazione
PoloniaNessuna (KNF proposta, non ancora designata)Veto presidenziale confermato 3 volte; ribaltamento fallito il 5/9/2026
GermaniaBaFinPiena operatività dal 2024
FranciaAMFPiena operatività dal 2024
ItaliaConsob e Banca d’ItaliaPiena operatività dal 2024
EstoniaFinantsinspektsioonOperativa; sede legale di BB Trade Estonia, la società dietro Zondacrypto

Le Reazioni Internazionali

Il premier Donald Tusk ha usato la seduta per collegare il dossier normativo allo scandalo Zondacrypto, citando in aula stralci di testimonianze raccolte dagli inquirenti: “Zondacrypto ha infiltrato lo stato polacco — lo ha infiltrato a lungo e senza ostacoli”, ha dichiarato secondo quanto riportato da Bitcoin.com News. L’inchiesta sull’exchange, operato dalla società estone BB Trade Estonia, ha portato al fermo dell’ex CEO Przemysław Kral (fuggito in Israele) e alla detenzione del presidente del Comitato Olimpico Polacco Radosław Piesiewicz.

A luglio l’indagine è stata unificata con quella sulla sparizione nel 2022 del fondatore della piattaforma, Sylwester Suszek. Tra le testimonianze citate da Tusk figura anche un presunto accordo da 2 milioni di zloty legato a una fondazione vicina all’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro, accuse che l’opposizione respinge come strumentali, secondo Poland Insight. Zondacrypto ha dichiarato bancarotta ad agosto 2026, con la prima assemblea dei creditori fissata per il 17 settembre.

Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla capacità dei singoli stati UE di adattare le regole europee ai contesti nazionali senza bloccarne l’attuazione — una dinamica non troppo diversa dallo stallo che negli Stati Uniti sta rallentando il CLARITY Act sulla classificazione di Bitcoin, dove il Congresso fatica a trovare un compromesso tra Camera e Senato prima delle elezioni di midterm.

Prospettive e Scenari

Tre scenari sono plausibili nelle prossime settimane. Nel primo, il governo Tusk presenta una versione riveduta della legge che recepisce parte delle richieste di Nawrocki sui poteri della KNF, cercando un compromesso che eviti un quarto veto: è lo scenario più probabile visto il pressing politico generato dallo scandalo Zondacrypto. Nel secondo, lo stallo si protrae fino al 2027, lasciando la Polonia esposta a una possibile procedura d’infrazione della Commissione Europea per mancata attuazione di MiCA. Nel terzo, meno probabile nel breve termine, le elezioni parlamentari cambiano gli equilibri in Sejm prima che si trovi un accordo. Nel frattempo, la SEC americana sta seguendo un percorso opposto su un fronte simile: la riscrittura delle regole di custodia crypto a Washington punta a semplificare, non a irrigidire, i vincoli per chi detiene Bitcoin per conto terzi.

In ogni caso, per gli utenti Bitcoin in Polonia la situazione pratica non cambia nell’immediato: gli exchange già autorizzati con licenze pre-MiCA continuano a operare sotto il regime transitorio nazionale, ma senza certezza su quando arriverà un quadro pienamente conforme. BitcoinLive24 seguirà gli sviluppi del dossier polacco e del caso Zondacrypto.

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Domande Frequenti

Cosa prevede la legge polacca vetoata sul crypto?

La legge recepisce in Polonia il regolamento europeo MiCA, assegnando alla KNF (l’autorità di vigilanza finanziaria polacca) il ruolo di supervisore nazionale per il rilascio delle licenze CASP a exchange e custodian di Bitcoin e altri crypto-asset.

Perché il presidente Nawrocki ha posto il veto?

Nawrocki non si oppone alla regolamentazione in sé ma al gold-plating del testo, in particolare al potere della KNF di bloccare i conti di un exchange fino a sei mesi senza controllo giudiziario preventivo: il suo ufficio ha proposto di ridurlo a tre mesi con verifica di un tribunale.

Cos’è lo scandalo Zondacrypto e cosa c’entra con il voto?

Zondacrypto è un exchange, operato dalla società estone BB Trade Estonia, sotto inchiesta per una voragine da almeno 350 milioni di zloty e per presunti legami con ex funzionari di governo: il premier Tusk ha usato il caso durante il dibattito per sostenere la necessità di una vigilanza più severa.

La Polonia è davvero l’unico paese UE senza supervisore MiCA?

Sì, ad oggi la Polonia è l’unico stato membro dell’Unione Europea senza un’autorità nazionale designata per la vigilanza MiCA, mentre paesi come Germania (BaFin), Francia (AMF) e Italia (Consob e Banca d’Italia) sono pienamente operativi dal 2024.

Bitcoin è legale in Polonia?

Sì, possedere e scambiare Bitcoin è legale in Polonia: il veto riguarda solo l’autorità di vigilanza nazionale sugli exchange sotto il regime MiCA, non la legalità dell’asset, e gli operatori già autorizzati continuano a operare sotto il regime transitorio pre-MiCA.

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