Le riserve di Liquid Network, la sidechain Bitcoin gestita da Blockstream, sono crollate da circa 4.200 BTC a 207,275 BTC nella giornata di sabato 6 settembre 2026, secondo l’explorer ufficiale della rete citato da bitcoin.com News. La transazione che ha svuotato il forziere multi-firma contiene un messaggio OP_RETURN — un campo dati che Bitcoin permette di allegare a ogni trasferimento — con scritto testualmente “we are whitehats. contact us on chain” (siamo whitehat, contattateci on-chain). L’ammontare, circa 319 milioni di dollari al cambio riportato dalle testate che seguono il caso, rende l’episodio uno dei più grandi movimenti di fondi mai registrati su un’infrastruttura di secondo livello di Bitcoin.
Cosa è Successo
Il movimento è stato ricostruito dal ricercatore on-chain Ergo BTC e riguarda due transazioni collegate. Quella isolata dal mempool.space, con hash c103de95...9a19, sposta da sola circa 3.998,5 BTC con timestamp 6 settembre 2026 alle 18:30 UTC. Oltre al messaggio “whitehat”, la transazione include un output simbolico da 0,00001 BTC verso un secondo indirizzo, probabile canale di contatto per la controparte. Chiunque può verificare la transazione originale su mempool.space.
Liquid Network funziona con una “federazione forte” di 15 functionaries selezionati da Blockstream: almeno 11 di loro devono autorizzare ogni prelievo (peg-out) di bitcoin dalla riserva condivisa, secondo la descrizione tecnica riportata da CryptoBriefing. Senza queste 11 firme, nessun bitcoin dovrebbe poter lasciare il forziere — un dettaglio che rende la vicenda ancora più insolita.
Perché il Caso Liquid Network è Importante
Liquid Network è la sidechain Bitcoin più usata per il trading istituzionale di asset digitali (L-BTC, stablecoin, security token), e la sua riserva BTC funge da garanzia 1:1 per tutti i token emessi sulla rete. Un prelievo non autorizzato di questa scala metterebbe in discussione l’affidabilità del modello a federazione forte che Blockstream promuove dal 2018.
Se invece si trattasse — come suggerisce il messaggio stesso — di un intervento whitehat per proteggere fondi dopo la scoperta di una falla, i precedenti più vicini sono i casi Euler Finance (2023) e Poly Network (2021), citati da CryptoBriefing: episodi in cui un attaccante autodefinitosi “etico” ha restituito i fondi dopo aver negoziato una ricompensa. BitcoinLive24 seguirà gli sviluppi, perché un chiarimento di Blockstream cambierebbe radicalmente la lettura dell’episodio.
Le Reazioni
Al momento della stesura, né Blockstream né il suo co-fondatore Adam Back hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto, come riportato da bitcoin.com News. Le testate che seguono la vicenda riassumono tre ipotesi, nessuna ancora confermata: un wallet whitelistato compromesso, un abuso del meccanismo di sicurezza interno di Liquid, oppure un’estrazione coordinata da soggetti che sostengono di aver agito per proteggere i fondi dopo aver individuato una vulnerabilità.
Cosa Aspettarsi
Nelle prossime ore la variabile decisiva sarà un’eventuale comunicazione ufficiale di Blockstream: un silenzio prolungato alimenterebbe i sospetti di una violazione subita, mentre una rivendicazione pubblica della “restituzione” avvicinerebbe il caso ai precedenti Euler e Poly Network. BitcoinLive24 ha già raccontato altri episodi recenti legati alla sicurezza custodial Bitcoin, come la violazione Trezor via ShipMonk e il caso Coldcard legato al furto ThorChain, segno di una stagione particolarmente intensa per la custodia Bitcoin. Il prezzo di Bitcoin, nel frattempo, resta stabile intorno ai $79.900 al momento della stesura, segno che l’episodio non ha ancora avuto un impatto visibile sul mercato.
I Numeri della Vicenda
| Dato | Valore |
|---|---|
| Riserva Liquid prima dell’incidente | ~4.200 BTC |
| Riserva Liquid dopo l’incidente | 207,275 BTC |
| BTC movimentati nella transazione principale | ~3.998,5 BTC (~$319M) |
| Soglia multisig richiesta per un peg-out | 11 di 15 functionaries |
| Dichiarazione ufficiale Blockstream | Nessuna, al momento della stesura |
Conclusione
Il caso Liquid Network dimostra che anche le infrastrutture Bitcoin considerate più robuste — protette da firme multiple e funzionari selezionati — restano esposte a scenari non previsti dal design originale. Che si tratti di un salvataggio whitehat o di una violazione vera e propria, la vicenda arriva in un momento in cui la sicurezza custodiale di Bitcoin è già sotto i riflettori per altri episodi recenti. BitcoinLive24 continuerà a monitorare eventuali comunicati di Blockstream e gli aggiornamenti sull’indirizzo coinvolto. Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere una notifica push non appena arriveranno sviluppi.
FAQ
Cos’è Liquid Network?
Liquid Network è una sidechain Bitcoin lanciata da Blockstream nel 2018 che permette di scambiare bitcoin (come L-BTC), stablecoin e altri asset digitali con conferme più rapide della rete principale. La sicurezza dei fondi è affidata a una federazione di 15 functionaries, di cui almeno 11 devono autorizzare ogni operazione di prelievo.
Cosa significa “whitehat” in un incidente crypto?
Un whitehat è un soggetto che sfrutta una vulnerabilità di sicurezza non per rubare fondi, ma per metterli al sicuro o segnalarne l’esistenza, spesso negoziando in seguito una ricompensa (bug bounty) con il progetto colpito, come accaduto nei casi Euler Finance e Poly Network.
I fondi degli utenti di Liquid sono a rischio?
Al momento della stesura non risultano segnalazioni di fondi utente bloccati o persi: la vicenda riguarda la riserva della federazione, non i singoli wallet L-BTC, ma la situazione resta da chiarire in attesa di una comunicazione ufficiale di Blockstream.
Come si può verificare la transazione in prima persona?
La transazione è pubblica e consultabile sull’explorer mempool.space cercando l’hash che inizia con c103de95, dove è visibile anche il messaggio OP_RETURN “we are whitehats. contact us on chain”.
