ICBA Fa Causa all’OCC: Charter Bancari Crypto Sotto Accusa

Le banche comunitarie americane hanno fatto causa all’OCC per fermare i charter bancari crypto. Venerdì 2 ottobre 2026 l’Independent Community Bankers of America (ICBA, l’associazione che rappresenta migliaia di piccole banche locali USA) ha depositato un ricorso al tribunale federale di Washington contro l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC, l’autorità che rilascia le licenze alle banche nazionali). Secondo l’ICBA, le licenze di “national trust bank” concesse alle società crypto sono una porta laterale nel sistema bancario, e in gioco c’è il canale con cui la custodia di Bitcoin è entrata nella vigilanza federale.

Cosa chiede la causa ICBA contro l’OCC

L’ICBA chiede al giudice di annullare la regola OCC del 2 marzo 2026 e l’Interpretive Letter 1176 del gennaio 2021, i due atti su cui poggiano i charter fiduciari concessi alle aziende crypto. Il ricorso, registrato come caso 1:26-cv-03441 presso la U.S. District Court for the District of Columbia, si basa sull’Administrative Procedure Act (APA, la legge che fissa le regole procedurali per le agenzie federali). Tra i convenuti c’è anche il Comptroller Jonathan V. Gould, nominato dall’amministrazione Trump.

Le richieste sono tre. Primo, dichiarare illegittimi e annullare sia la regola finale sia la lettera interpretativa. Secondo, vietare all’OCC di usarle per concedere nuove approvazioni, anche condizionate. Terzo, annullare l’approvazione di Protego Holdings, società di custodia e trading di cripto-asset che ha ottenuto il via libera condizionato nel febbraio 2026.

«Il Congresso non ha creato il charter fiduciario nazionale come porta laterale nel sistema bancario per le società crypto», ha dichiarato la presidente e CEO dell’ICBA Rebeca Romero Rainey nel comunicato ufficiale dell’associazione. Secondo Romero Rainey, queste società ottengono la credibilità di una licenza federale senza gli obblighi delle banche assicurate.

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Charter bancari crypto: i numeri contestati

Secondo il ricorso, sotto l’amministrazione Trump l’OCC ha approvato o approvato in via condizionata 21 trust bank nazionali, almeno 13 delle quali sono società crypto. La svolta più visibile risale al 12 dicembre 2025, quando l’OCC ha annunciato cinque approvazioni condizionate in un solo giorno.

Due erano charter nuovi, First National Digital Currency Bank (legata a Circle) e Ripple National Trust Bank. Tre erano conversioni da trust company statali: BitGo, Fidelity Digital Assets e Paxos. Su BitcoinLive24 abbiamo seguito questa espansione passo dopo passo, dalla licenza OCC ottenuta da Circle alla richiesta di Block per custodire Bitcoin.

Il caso Protego è quello su cui l’ICBA punta di più. Secondo l’atto, la società aveva già ottenuto un’approvazione condizionata nel 2021, scaduta nel 2023 senza che la banca aprisse mai. Nello stesso periodo Protego ha licenziato più di metà del personale e ha subito cause dai fornitori per fatture non pagate. Tra i suoi vecchi investitori, ricorda il ricorso, figuravano FTX e Deltec Bank.

Trust bank e banca comunitaria: le differenze

Una national trust bank non raccoglie depositi e non concede prestiti, e per questo resta fuori da gran parte delle regole che valgono per le banche tradizionali. È questo il cuore della contestazione: secondo l’ICBA, l’OCC sta usando una licenza nata per le attività fiduciarie (gestione di patrimoni per conto terzi) per autorizzare attività che fiduciarie non sono, come trading, prestito di cripto-asset ed emissione di token.

RequisitoBanca comunitaria assicurataTrust bank crypto (secondo l’ICBA)
Raccolta di depositiSìNo
Assicurazione FDIC sui fondi dei clientiSìNo
Community Reinvestment ActObbligatorioNon applicato
Vigilanza consolidata sul gruppoSìNon prevista
Standard di capitale e liquidità bancariPieniNon applicati
Norme statali, inclusa tutela dei consumatoriSi applicano alle banche con licenza stataleIn gran parte superate dal charter federale

Il ricorso porta anche un dato economico. Due banche associate, indicate come Member Bank A e B, hanno attivi sotto i 2,5 miliardi di dollari e spendono ciascuna oltre 1,5 milioni di dollari l’anno in costi di conformità, inclusi i contributi FDIC. Secondo l’ICBA, nel solo 2026 ognuna ha già perso centinaia di migliaia di dollari di affari a favore di società crypto approvate dall’OCC.

Le conseguenze per la custodia di Bitcoin

Se il tribunale desse ragione all’ICBA, la base giuridica di molte licenze federali per la custodia di Bitcoin verrebbe messa in discussione. Il charter OCC permette a un custode di operare in tutti gli Stati con un’unica licenza federale. Per i fondi, gli ETF spot e le tesorerie aziendali che affidano i propri BTC a soggetti come BitGo, Fidelity Digital Assets o Paxos, questo significa un interlocutore vigilato a livello federale.

Una causa non sospende però le licenze già concesse. Per bloccarle servirebbe una sentenza, oppure un provvedimento cautelare del giudice, e i tempi di un ricorso APA si misurano di solito in mesi. Nel breve periodo, quindi, i custodi già autorizzati continuano a lavorare come prima.

Il dossier custodia è peraltro aperto anche su un secondo fronte: la SEC sta discutendo nuove regole sulla custodia crypto per consulenti e fondi. Due regolatori diversi, quindi, stanno ridisegnando nello stesso momento le regole su chi può conservare Bitcoin per conto terzi.

Le reazioni: banche contro crypto, round decisivo

Lo scontro tra lobby bancaria e settore crypto si sposta dalle lettere di commento alle aule di tribunale. L’ICBA si era già opposta alla domanda di Protego e aveva chiesto all’OCC di ritirare la proposta sui charter fiduciari. Ora sostiene che l’agenzia abbia ignorato quelle obiezioni, e per questo definisce le approvazioni “arbitrarie e capricciose”, la formula tecnica dell’APA.

Secondo il resoconto di Cointelegraph, l’OCC non aveva ancora risposto alle richieste di commento. La linea dell’agenzia resta quella espressa a dicembre dal Comptroller Gould, secondo cui i nuovi ingressi nel settore bancario federale fanno bene a consumatori, banche ed economia. È la stessa linea che ha alimentato la corsa alle domande raccontata nel nostro articolo sui charter bancari crypto dell’OCC.

Prospettive e scenari

Il ricorso ICBA apre tre scenari per il rapporto tra Bitcoin e sistema bancario americano. Nel primo il tribunale respinge la causa: i charter fiduciari diventano la via standard per custodi ed exchange, e la concorrenza con le banche tradizionali si intensifica.

Nel secondo il giudice annulla solo l’approvazione di Protego. Il quadro generale resta in piedi, ma l’OCC dovrebbe motivare con più rigore ogni nuova licenza. Nel terzo, il più dirompente, cadono la regola del 2026 e la lettera 1176: le società crypto sarebbero spinte verso charter bancari pieni, con requisiti di capitale più severi.

Per chi detiene Bitcoin in autocustodia (con le chiavi private nel proprio wallet) non cambia nulla. Per chi si affida a custodi regolati, invece, l’esito di questa causa definirà le tutele dei prossimi anni. Per seguire gli sviluppi in tempo reale, scarica l’app BitcoinLive24: notizie Bitcoin in italiano, con notifiche sui fatti che contano.

Domande frequenti

Chi ha fatto causa all’OCC e perché?

L’Independent Community Bankers of America (ICBA) ha fatto causa all’OCC il 2 ottobre 2026. L’associazione sostiene che l’agenzia abbia superato i poteri concessi dal Congresso, rilasciando charter di trust bank nazionale a società crypto che svolgono attività non fiduciarie.

Che cos’è un charter di national trust bank?

È una licenza federale rilasciata dall’OCC a banche che non raccolgono depositi e non concedono prestiti. Nasce per le attività fiduciarie, come la gestione di patrimoni per conto terzi, e consente di operare in tutti gli Stati USA.

Quante società crypto hanno ottenuto un charter dall’OCC?

Secondo il ricorso ICBA, l’OCC ha approvato o approvato in via condizionata 21 trust bank, di cui almeno 13 società crypto. Il 12 dicembre 2025 sono arrivate cinque approvazioni condizionate, tra cui Ripple, BitGo, Fidelity Digital Assets e Paxos.

La causa blocca subito le licenze già concesse?

No, il deposito del ricorso non sospende le licenze esistenti. Per bloccarle servirebbe una sentenza o un provvedimento cautelare del tribunale federale del District of Columbia.

Cosa cambia per chi possiede Bitcoin?

Per chi custodisce Bitcoin in autonomia non cambia nulla. Per chi usa custodi regolati, ETF o fondi, l’esito della causa deciderà quale vigilanza federale si applica a chi conserva i loro BTC.

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né legale. Investire in Bitcoin comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.

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Redazione Bitcoinlive24

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