La Borsa di Mosca (Moscow Exchange) punta ad aprire le negoziazioni di criptovalute il 1° dicembre 2026: lo ha dichiarato l’8 ottobre Boris Blokhin, senior managing director della borsa, secondo quanto riportato da Gazeta.Ru sulla base di un’agenzia TASS. Il Bitcoin sarebbe quindi negoziabile su un mercato regolamentato russo, con regolamento in rubli, a distanza di tre mesi dall’entrata in vigore della legge sulle valute digitali. Per BitcoinLive24 è il passaggio che trasforma una cornice normativa in un’infrastruttura concreta, con limiti precisi per i piccoli risparmiatori.
La notizia arriva due giorni dopo i primi registri della Banca di Russia, con Sberbank e VTB fra i custodi iscritti, che abbiamo ricostruito su fonti Interfax, Vedomosti e Cointelegraph in Sberbank nel Registro Crypto Russo: Cosa Cambia per Bitcoin. Allora il tema era chi può custodire e scambiare le crypto; oggi è dove si potranno negoziare in modo organizzato.
Cosa ha annunciato la Borsa di Mosca: Bitcoin dal 1° dicembre
La Borsa di Mosca ha indicato il 1° dicembre 2026 come data target per il trading di criptovalute. «Stiamo testando fino al lancio. Il 1° dicembre pianifichiamo di dare la possibilità di negoziare criptovalute nel quadro della nuova legislazione», ha dichiarato Blokhin, nella traduzione di una citazione che RT attribuisce a TASS (la data della dichiarazione è l’8 ottobre 2026).
Secondo Gazeta.Ru, Blokhin ha aggiunto che per gli scambi verrà usata l’infrastruttura del mercato azionario, perché lo consente la licenza attuale della borsa, e che i partecipanti non dovranno essere inseriti in registri aggiuntivi. Il testo non indica un calendario dei test né le piattaforme dei broker che offriranno l’accesso.
Un indizio sulla struttura del mercato era arrivato il 23 settembre. Sergey Shvetsov, presidente del consiglio di sorveglianza della borsa, aveva parlato a margine del Moscow Financial Forum 2026 di due coppie di negoziazione, BTC/RUB e BTC/USDx, secondo la citazione di RBC riportata da Vbr.ru. USDx è un «quasi-dollaro»: uno strumento in rubli legato al cambio del dollaro, basato sul contratto USDRUB_TOM, senza trasferimenti reali di valuta estera. Con la coppia USDx/RUB già in negoziazione, Shvetsov descriveva un «triangolo» di tre strumenti collegati.
Quali crypto e quali limiti: le regole della Banca di Russia
La Banca di Russia ha incluso Bitcoin, Ethereum e Tether (USDT) nel progetto di elenco delle criptovalute per la circolazione sulle borse. Lo ha comunicato l’11 agosto 2026, come riporta Novaya Gazeta Europe. Gazeta.Ru definisce l’elenco un «progetto» e aggiunge i criteri di scelta: capitalizzazione di mercato elevata, volume medio giornaliero di scambi e almeno cinque anni di storico dei prezzi sulle piattaforme estere.
Il regime è a due velocità. I risparmiatori non qualificati possono investire al massimo 300.000 rubli l’anno per ciascun intermediario (broker, cambio crypto o società di gestione) e solo nelle crypto più liquide; prima del primo acquisto devono superare un test e confermare di aver compreso i rischi, secondo Novaya Gazeta Europe. Gli investitori qualificati possono comprare tutte le criptovalute ammesse alle negoziazioni, senza tetto.
| Aspetto | Investitore non qualificato | Investitore qualificato |
|---|---|---|
| Criptovalute accessibili | Solo le più liquide (oggi Bitcoin, Ethereum, USDT) | Tutte quelle ammesse alle negoziazioni |
| Limite annuo | 300.000 rubli per intermediario | Nessun limite |
| Test sui rischi | Obbligatorio prima del primo acquisto | Non indicato nella fonte |
| Futures su Bitcoin in borsa | Non indicati come accessibili | Accessibili tramite broker (Vbr.ru) |
I dati della tabella derivano dalle comunicazioni della Banca di Russia riportate da Novaya Gazeta Europe e dal quadro riassunto da Vbr.ru il 23 settembre, che ricorda come i futures siano oggi accessibili ai soli qualificati.
Il contesto: dalla legge del 1° settembre alle prime banche autorizzate
La Russia ha regolamentato le criptovalute con una legge entrata in vigore il 1° settembre 2026: da quella data, scrive Vbr.ru, il settore è entrato nel perimetro giuridico, ma resta un asset di investimento e non un mezzo di pagamento per beni e servizi. Il Bitcoin, in questo modello, si compra come strumento finanziario ma non si spende.
Il percorso ha avuto più tappe in poche settimane: il progetto di elenco delle crypto in agosto, l’entrata in vigore della legge il 1° settembre, i primi registri di custodi e operatori di cambio il 6 ottobre (con Sberbank e VTB, come nel nostro articolo già citato). Nell’area ex sovietica il tema è caldo: abbiamo raccontato anche le prime due banche crypto registrate in Bielorussia. Sul fronte fiscale europeo, si veda invece il caso della tassa del 10% sulle plusvalenze crypto in Grecia.
Per Bitcoin, la novità potenziale è l’accesso. Chi voleva esposizione doveva passare da piattaforme estere, P2P o cambiavalute, strade che lo stesso Vbr.ru elenca come alternative con costi e rischi diversi. Un mercato domestico in rubli offre un canale in più, vigilato, accanto a quelli esistenti.
Le conseguenze per Bitcoin: cosa si può dire e cosa no
Le fonti non forniscono stime di volumi o di capitali attesi, e nessuno dei documenti letti indica quanta domanda si sposterà sul nuovo mercato. Il tetto di 300.000 rubli per intermediario limita l’ingresso dei piccoli risparmiatori, ma non dice nulla sull’operatività degli investitori qualificati, che non hanno limiti.
Gli aspetti verificabili sono tre. Primo, la liquidità: una coppia BTC/RUB su borsa regolamentata porterebbe gli scambi in un luogo unico, soggetto alle regole della borsa. Secondo, la custodia: banche come Sberbank e VTB risultano iscritte ai registri dei custodi. Terzo, la barriera d’ingresso: il test sui rischi e il tetto annuo introducono attrito deliberato. Sono considerazioni nostre, non dichiarazioni della borsa. In sintesi, il quadro resta quello di un mercato in costruzione: regole chiare sui limiti, ma ancora nessun dato sui volumi.
Reazioni e prospettive: scenari fino al lancio
Nelle fonti consultate non compaiono commenti di governi esteri o di altre borse sull’annuncio. Il solo elemento certo è la tabella di marcia di Mosca: test fino al lancio e data indicata al 1° dicembre. Vbr.ru precisa che a fine settembre il termine riguardava la prontezza tecnica della borsa, non l’apertura garantita del mercato.
Si possono immaginare tre scenari, tutti da trattare con cautela. Nel primo il calendario viene rispettato e il Bitcoin debutta il 1° dicembre sulle coppie annunciate. Nel secondo il lancio slitta per ragioni tecniche o regolamentari, per ragioni non note oggi. Nel terzo parte con volumi modesti, per effetto dei limiti ai non qualificati. Nessuno di questi esiti è confermato da fonti: sarà il calendario a dirlo.
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Domande frequenti sul Bitcoin alla Borsa di Mosca
Quando parte il trading di Bitcoin alla Borsa di Mosca?
La data indicata è il 1° dicembre 2026, secondo la dichiarazione di Boris Blokhin dell’8 ottobre riportata da Gazeta.Ru. I test proseguono fino al lancio.
Quali criptovalute si potranno negoziare?
Il progetto di elenco della Banca di Russia include Bitcoin, Ethereum e Tether USDT, secondo Novaya Gazeta Europe. Per Bitcoin sono state annunciate le coppie BTC/RUB e BTC/USDx.
Quanto può investire un privato russo?
Un investitore non qualificato può investire fino a 300.000 rubli l’anno per intermediario, dopo un test sui rischi. Gli investitori qualificati non hanno limite di importo.
Si potrà pagare con Bitcoin in Russia?
No: secondo Vbr.ru, la criptovaluta è considerata un asset di investimento e non può essere usata come mezzo di pagamento per beni e servizi.
Chi custodirà le crypto dei clienti?
I custodi iscritti ai registri della Banca di Russia; Sberbank e VTB figurano fra questi, come ricostruito nel nostro articolo su Sberbank e i registri crypto.
