BIP-110: Saylor e Adam Back Bocciano il Soft Fork sugli Ordinals — Supporto Miner allo 0%

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BIP-110, la proposta di soft fork temporanea che avrebbe limitato i dati non-finanziari sulla blockchain di Bitcoin, si avvicina alla sua scadenza di agosto 2026 con il supporto dei miner fermo a zero. Michael Saylor e Adam Back si sono schierati apertamente contro, sostenendo che il rischio del precedente creato dalla proposta sia più pericoloso del problema che cerca di risolvere. La proposta appare destinata a fallire, ma la controversia accende il dibattito su cosa Bitcoin debba essere.

BIP-110: il Soft Fork che Vuole Limitare gli Ordinals su Bitcoin

BIP-110, formalmente chiamato “Reduced Data Temporary Soft Fork”, è stato introdotto nel dicembre 2025 dallo sviluppatore pseudonimo “Dathon Ohm” con il supporto di Luke Dashjr, fondatore del pool minerario Ocean. La proposta prevede di limitare temporaneamente per un anno i dati non-finanziari sulla blockchain di Bitcoin: ridurrebbe il limite di OP_RETURN, bloccherebbe i data push arbitrari sopra i 256 byte e restringerebbe i formati script usati principalmente per archiviazione dati. L’obiettivo dichiarato è combattere lo “spam” causato da Ordinals, iscrizioni e token BRC-20.

Il meccanismo di attivazione scelto è insolito: invece di richiedere il 95% di consenso tra i miner come avviene tradizionalmente, BIP-110 utilizza un User-Activated Soft Fork (UASF) con una soglia abbassata al 55% dei blocchi minati. Secondo il monitor BIP-110, il supporto dei miner nel periodo corrente è allo 0%, mai superiore all’1% in qualsiasi periodo precedente. Nessun grande pool minerario ha aderito. Anche tra i nodi, l’adozione è in “singole cifre basse”, sostenuta quasi esclusivamente da Bitcoin Knots, un’alternativa al software Bitcoin Core dominante.

La deadline tecnica è concreta: il periodo di segnalazione corrente va dal blocco 957.600 al 959.615, il lock-in volontario è atteso al blocco 961.542 (stimato inizio agosto 2026), con attivazione prevista intorno a settembre 2026. Con i numeri attuali, BIP-110 non cambierà Bitcoin per la rete nel suo insieme, ma potrebbe creare una catena minoritaria.

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Saylor e Adam Back: “Ci Sono 110 Cose Più Pericolose dello Spam”

Michael Saylor, fondatore esecutivo di Strategy (il maggiore detentore corporate di Bitcoin con 843.775 BTC), ha pubblicato sabato 11 luglio un post critico su X: “Ci sono 110 cose più pericolose di Bitcoin rispetto allo spam. BIP-110 trasforma una disputa sullo spam in una modifica al consenso che invaliderebbe alcune transazioni attualmente valide e paganti commissioni. Quel precedente è il vero pericolo.”

Adam Back, co-fondatore di Blockstream (il cui design hashcash è citato nel White Paper di Bitcoin di Satoshi Nakamoto) ha offerto una critica ancora più articolata, indirizzata ai sostenitori della proposta: “Bitcoin dice rispettosamente no a quello che volete,” ha scritto, aggiungendo che la decentralizzazione di Bitcoin significa che “non puoi imporre le tue opinioni agli altri” — una posizione incompatibile con l’etica cypherpunk di denaro permissionless e resistente alla censura.

Secondo quanto riportato da CoinDesk e CoinTelegraph, la resistenza di figure come Saylor e Back riflette una preoccupazione condivisa: una volta che il protocollo stabilisce che alcune transazioni “valide” possano essere censurate per ragioni di contenuto, apre una porta difficile da richiudere.

La Realtà degli Ordinals nel 2026: il Problema si è Già Ridimensionato

Uno degli argomenti più forti contro BIP-110 è che il problema che vuole risolvere si è già ridotto in modo significativo. Secondo i dati di Dune Analytics, le iscrizioni giornaliere di Ordinals su Bitcoin sono scese sotto le 10.000 unità negli ultimi trenta giorni — un calo massiccio rispetto al picco di oltre 400.000 iscrizioni giornaliere registrato nell’agosto 2023. L’attività dei token BRC-20 ha subito una contrazione analoga.

Questa dinamica indebolisce ulteriormente la proposta: introdurre una modifica al consenso per un problema che il mercato sta già risolvendo autonomamente — attraverso commissioni più alte che rendono lo spam economicamente non conveniente — appare a molti sviluppatori come un intervento sproporzionato e potenzialmente dannoso.

IndicatoreValoreFonte
Supporto miner attuale BIP-1100% (max storico: ~1%)Monitor BIP-110
Soglia attivazione UASF55% blocchi (vs 95% tradizionale)BIP-110 spec
Lock-in volontarioBlocco 961.542 (stima: agosto 2026)CoinDesk
Iscrizioni Ordinals/giorno<10.000 (luglio 2026) vs 400.000+ (ago 2023)Dune Analytics
Adozione nodiSingole cifre basse (Bitcoin Knots)CoinDesk

Cosa Succederà a Settembre 2026: la Catena Minoritaria

Se BIP-110 arriverà all’attivazione senza il supporto della rete, il risultato sarà una “catena minoritaria”: i pochi nodi che eseguono il software BIP-110 inizieranno a rifiutare blocchi che non segnalano il supporto alla proposta. Con quasi nessun miner allineato, questi nodi si troveranno su una fork isolata con pochissima potenza di hash e nessuna liquidità significativa.

Questa dinamica ricorda, per certi versi, le Bitcoin Blocksize Wars del 2015-2017 — quando la comunità si divise sulla dimensione dei blocchi — anche se in scala molto ridotta. Come osserva BitcoinLive24, la vera posta in gioco non è BIP-110 in sé, ma il principio: chi ha il diritto di decidere cosa costituisce una transazione Bitcoin “accettabile”?

I sostenitori della proposta, tra cui Luke Dashjr, sostengono che una restrizione temporanea di un anno sia diversa da un cambiamento permanente e non invalidi transazioni paganti nel lungo periodo. Ma la risposta del mercato — zero supporto miner, opposizione dei due volti più influenti del settore — suggerisce che la rete non sia pronta a questa conversazione, almeno non in questi termini.

Cosa Significa per gli Investitori Bitcoin

Per chi detiene Bitcoin, BIP-110 non rappresenta oggi un rischio concreto: la proposta quasi certamente non si attiverà con forza sufficiente da modificare il protocollo principale. Il prezzo di Bitcoin rimane guidato da variabili macro più rilevanti — come i flussi degli ETF spot che hanno invertito direzione con $197 milioni in ingresso la settimana del 10 luglio 2026 — e non da un dibattito tecnico che riguarda meno dell’1% dei miner.

Il valore a lungo termine di questo episodio è invece pedagogico: dimostra che Bitcoin cambia solo quando l’intera rete decide di cambiare, non quando singoli sviluppatori o gruppi di interesse lo richiedono. La resistenza al cambiamento non è una debolezza del protocollo: è la sua principale garanzia di sicurezza e prevedibilità per gli investitori istituzionali.

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FAQ su BIP-110 e il Futuro degli Ordinals

Cos’è BIP-110 e cosa cambierebbe su Bitcoin?
BIP-110 è una proposta di soft fork temporanea che limiterebbe per un anno i dati non-finanziari sulla blockchain di Bitcoin, colpendo Ordinals, iscrizioni e token BRC-20. Ridurrebbe il limite OP_RETURN e bloccherebbe data push arbitrari sopra 256 byte. Con il supporto dei miner a zero, è improbabile che si attivi sulla rete principale.
Perché Michael Saylor e Adam Back si oppongono a BIP-110?
Entrambi ritengono che il vero pericolo non sia lo spam degli Ordinals, ma il precedente che si creerebbe: una volta che il protocollo stabilisce che si possono censurare transazioni “valide” per ragioni di contenuto, questo principio può essere esteso in futuro a qualsiasi tipo di transazione. Il rischio per la censorship-resistance di Bitcoin è giudicato più grave del problema attuale.
Gli Ordinals sono ancora un problema per la rete Bitcoin nel 2026?
L’attività degli Ordinals si è ridotta drasticamente: da oltre 400.000 iscrizioni giornaliere nel picco del 2023 a meno di 10.000 al giorno nel luglio 2026, secondo Dune Analytics. Le commissioni di rete elevate durante i picchi hanno agito come filtro economico naturale, riducendo l’incentivo a usare Bitcoin come database per contenuti non finanziari.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. Gli investimenti in criptovalute comportano rischi significativi.

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Redazione Bitcoinlive24

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