Le azioni di American Bitcoin (Nasdaq: ABTC) hanno perso oltre il 95% del loro valore rispetto al picco storico, secondo i calcoli di Bloomberg, cancellando più di 600 milioni di dollari dalla partecipazione di Eric Trump, figlio del presidente degli Stati Uniti, che detiene circa il 6% della società. Il titolo ha toccato un minimo record nella settimana del 7 luglio 2026, chiudendo a 6,13 dollari il 10 luglio — già adeguato al frazionamento azionario inverso eseguito a inizio mese.
American Bitcoin è una società di mining e treasury Bitcoin quotata al Nasdaq, con un portafoglio che supera oggi gli 8.000 BTC — triplicato dall’esordio in borsa. Nonostante la crescita delle riserve, il mercato ha continuato a penalizzare il titolo per mesi, trascinandolo verso livelli incompatibili con i requisiti di quotazione dell’exchange americano.
Il caso ABTC è, per BitcoinLive24, un segnale chiaro: detenere un tesoro crescente di Bitcoin non garantisce la fiducia degli investitori azionari quando il prezzo della criptovaluta attraversa una fase di compressione prolungata.
I Dati del Crollo: -95% dal Picco e $600 Milioni Cancellati
Bloomberg ha calcolato che le azioni ABTC, corrette per il frazionamento inverso avvenuto a luglio, valgono oltre il 95% in meno rispetto al picco storico. Il calcolo riflette i prezzi post-split, non una perdita causata direttamente dalla riduzione delle azioni in circolazione.
| Indicatore | Valore | Note |
|---|---|---|
| Calo dal picco (Bloomberg) | Oltre -95% | Prezzi corretti post-split |
| Perdita stimata stake Eric Trump (~6%) | $600M+ | Calcolo Bloomberg |
| Prezzo di chiusura ABTC (10 lug 2026) | $6,13 | Post reverse split 1:15 |
| Riserva Bitcoin treasury | 8.000+ BTC | Aggiornamento luglio 2026 |
| Perdita operativa Q1 2026 | $118,2M | Di cui $117,2M non-cash mark-to-market |
| Bitcoin estratti Q1 2026 | 817 BTC | Costo produzione $36.200/BTC (-23% vs Q4 2025) |
Chi è American Bitcoin e il Ruolo della Famiglia Trump
American Bitcoin è stata fondata come spin-off di Hut 8 (società canadese di mining e partner infrastrutturale principale), con l’obiettivo di combinare estrazione di Bitcoin in larga scala e accumulo diretto di BTC nel bilancio aziendale. Eric Trump, figlio del presidente Donald Trump, detiene circa il 6% della società e ne è stato tra i promotori pubblici più attivi, descrivendo il modello operativo come “praticamente imbattibile”.
La società mantiene la sua strategia di non vendere i Bitcoin estratti per coprire i costi correnti — un approccio simile a quello di Strategy (ex-MicroStrategy) di Michael Saylor, di cui BitcoinLive24 ha recentemente analizzato la controversa svolta nella politica di gestione delle riserve. American Bitcoin afferma di non avere ceduto alcuna coin fino ad oggi.
Il portafoglio ha superato gli 8.000 BTC a luglio 2026, dopo l’aggiunta di 500 BTC nell’ultimo aggiornamento — un livello che la società definisce “quasi triplicato” rispetto al debutto al Nasdaq.
Il Reverse Split 1-per-15: Mossa Difensiva, Non un Rimedio
Il 2 luglio 2026 American Bitcoin ha eseguito un frazionamento azionario inverso (reverse split) nel rapporto 1:15: per ogni 15 azioni detenute, gli azionisti hanno ricevuto 1 nuova azione a prezzo più elevato. Le azioni in circolazione sono scese da circa 1,09 miliardi a circa 73 milioni, con il trading ricalibrato dal 6 luglio sotto lo stesso ticker Nasdaq (ABTC).
L’operazione è stata approvata dagli azionisti all’assemblea annuale di giugno, con l’obiettivo di rispettare la soglia minima di prezzo del Nasdaq (bid-price rule, almeno 1 dollaro per azione). Nonostante l’intervento tecnico, il titolo ha ripreso a scendere: un reverse split aumenta il prezzo nominale per azione ma non modifica il valore complessivo della società né le sue prospettive economiche fondamentali.
Operazioni analoghe si sono viste nel corso del 2025-2026 anche in altri miner quotati sotto pressione, segnalando una difficoltà sistemica nel sostenere la fiducia del mercato azionario in un contesto di Bitcoin in range di prezzo prolungato.
Q1 2026: Mining in Utile, Bitcoin in Perdita Contabile
I risultati del primo trimestre 2026 mostrano una perdita operativa di 118,2 milioni di dollari, quasi interamente riconducibile a una svalutazione non-cash di 117,2 milioni sulle riserve Bitcoin, contabilizzate al valore di mercato (mark-to-market) in un trimestre in cui Bitcoin ha perso circa il 22% del suo valore.
Il CEO Mike Ho ha dichiarato che il “business sottostante era profittevole” escludendo l’adeguamento contabile, sottolineando l’assenza di vendite di Bitcoin. Sul fronte operativo, la società ha estratto 817 BTC nel trimestre, con un costo di produzione sceso a 36.200 dollari per Bitcoin — in calo del 23% rispetto ai 46.900 dollari del trimestre precedente, grazie a ottimizzazioni infrastrutturali con Hut 8. I ricavi da mining sono stati di 62,1 milioni di dollari, con una perdita netta di 81,8 milioni.
Un confronto utile: Empery Digital ha scelto la strada opposta, vendendo circa 1.400 BTC per $87 milioni per finanziare un data center AI — una strategia che ha ricevuto una reazione positiva dal mercato azionario ma che implica la rinuncia al modello treasury puro.
Il Contesto del Settore: Quando il Treasury Non Basta
American Bitcoin non è l’unica società di mining quotata a fare i conti con la pressione azionaria. Il trend comune è che gli investitori istituzionali tradizionali applicano multipli di valutazione classici (P/L, EV/EBITDA) a società che accumulano un asset volatile come Bitcoin. Finché il prezzo della criptovaluta resta compresso in un range, si crea un disallineamento strutturale tra la crescita del treasury e la performance di borsa.
La prossima pubblicazione dei risultati Q2 2026 sarà il banco di prova decisivo: un ulteriore calo dei costi di produzione (già a 36.200$/BTC) potrebbe generare utili operativi reali, rendendo la svalutazione mark-to-market sempre meno rilevante rispetto al cash flow. Se invece il prezzo di Bitcoin dovesse rimanere sotto i livelli di breakeven contabile, la pressione sulle azioni ABTC potrebbe continuare.
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FAQ — American Bitcoin (ABTC): Domande e Risposte
Cos’è American Bitcoin (ABTC)?
American Bitcoin (Nasdaq: ABTC) è una società americana di mining e treasury Bitcoin, nata come spin-off di Hut 8. Detiene oltre 8.000 BTC e non vende i Bitcoin estratti. Eric Trump, figlio del presidente degli Stati Uniti, ne è azionista con circa il 6% della società.
Perché le azioni ABTC sono crollate del 95%?
Secondo Bloomberg, il calo riflette mesi di pressione di vendita legata alla contrazione del prezzo di Bitcoin, al modello di business che dipende strettamente dalla quotazione BTC, e all’incapacità del reverse split di ripristinare la fiducia degli investitori.
Cos’è il reverse split 1:15 eseguito da American Bitcoin?
Il frazionamento inverso 1:15, effettivo dal 2 luglio 2026, ha ridotto le azioni da 1,09 miliardi a circa 73 milioni, aumentandone il prezzo nominale senza modificare il valore totale della società. L’operazione serviva a rispettare i requisiti minimi di prezzo del Nasdaq.
American Bitcoin ha venduto i suoi Bitcoin?
No. Il CEO Mike Ho ha confermato che la società non ha ceduto alcun Bitcoin durante il Q1 2026. Il treasury supera gli 8.000 BTC a luglio 2026 e la strategia di accumulo è confermata.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. Le informazioni sono fornite a scopo puramente informativo. Investire in criptovalute e in azioni di società crypto comporta rischi elevati.
