10% dei Bitcoin Minati: Kazakhstan Lancia la Riserva di Stato

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Il Kazakhstan ha varato un piano per costruire una riserva strategica di asset digitali alimentata direttamente dai propri miner di Bitcoin. Il presidente Kassym-Jomart Tokayev (capo dello stato kazako dal 2019) ha firmato il 7 luglio 2026 un decreto quadro, seguito l’18 luglio dalla Risoluzione Governativa n.638 che ne definisce il meccanismo operativo, in vigore dal 1° agosto 2026. La misura punta a portare l’intera industria mineraria del paese, tra le piu’ grandi al mondo per potenza di calcolo installata, sotto un sistema regolamentato e supervisionato dallo Stato.

Cosa è Successo: la Riserva Bitcoin del Kazakhstan

Il decreto presidenziale del 7 luglio istituisce il quadro per una riserva strategica di asset digitali e crea un Comitato per gli Asset Digitali e i Sistemi di Pagamento sotto la Banca Nazionale del Kazakhstan, secondo quanto riportato da Bitcoin Magazine. La successiva Risoluzione Governativa n.638, approvata il 18 luglio e pubblicata nel database legale PRG.kz, obbliga i miner partecipanti a trasferire mensilmente il 10% degli asset digitali minati (calcolato al netto dei costi di elettricità e servizi di rete) verso il fondo statale Astana Hub, che a sua volta li inoltra alla National Investment Corporation della Banca Nazionale.

Il provvedimento fissa anche i requisiti tecnici minimi per aderire al programma — data center da almeno 150 megawatt di capacità e rig di mining capaci di almeno 150 terahash al secondo (TH/s) ciascuno, come riportato da Bitcoin Magazine — una soglia che di fatto esclude i piccoli operatori artigianali e riserva lo schema alle mining farm industriali.

Perché è Importante

Il Kazakhstan e’ tra i primi cinque paesi al mondo per hashrate installato di Bitcoin, un ruolo consolidato dopo il divieto cinese al mining del 2021, quando molti operatori industriali si sono trasferiti verso giurisdizioni con energia a basso costo come quella kazaka, ricca di impianti a carbone. Da allora il paese ha alternato strette normative — inclusi blackout mirati ai miner durante le crisi energetiche invernali — a tentativi di formalizzare il settore attraverso licenze e registri statali. Il nuovo schema segna un ulteriore cambio di approccio: invece di limitarsi a tassare o razionare l’energia, lo Stato si inserisce direttamente nel flusso di Bitcoin prodotto, trasformando l’industria mineraria in una fonte di riserve sovrane.

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Secondo Crypto.news, alcuni media locali kazaki hanno riportato la quota del 10% ancora prima della pubblicazione dei dettagli integrali, ma altre testate internazionali non sono riuscite a verificarla in modo indipendente al momento della prima diffusione della notizia. Bitcoin Magazine la riporta invece come cifra esplicitamente definita dal testo della Risoluzione n.638 — una discrepanza che vale la pena segnalare ai lettori finché il documento integrale non sarà disponibile in traduzione ufficiale.

Il piano include inoltre una quota iniziale di 300 megawatt di energia dalla centrale a carbone Ekibastuz GRES-1, assegnata ai miner aderenti tramite contratti decennali a tariffa calmierata — dato anch’esso riportato da Bitcoin Magazine nella stessa ricostruzione.

Cosa Significa per gli Investitori

Per gli investitori istituzionali e i fondi che monitorano l’adozione statale di Bitcoin, l’iniziativa kazaka si aggiunge alla lista crescente di riserve sovrane in fase di costituzione. La differenza sostanziale rispetto ad altri schemi e’ che il Kazakhstan non acquista Bitcoin sul mercato aperto: lo preleva direttamente dalla produzione mineraria nazionale, un meccanismo che non genera pressione di acquisto immediata sul prezzo spot ma consolida riserve pubbliche nel tempo, mese dopo mese. Su scala globale, l’iniziativa rafforza la narrativa secondo cui Bitcoin viene trattato sempre piu’ spesso come asset di riserva strategica anche da parte di governi, non solo da aziende quotate o fondi di investimento privati — un percorso che finora ha coinvolto principalmente acquisti diretti sul mercato o confische giudiziarie, mentre il Kazakhstan sperimenta una terza via basata sulla produzione mineraria interna.

ElementoDettaglio
Decreto presidenziale7 luglio 2026
Risoluzione GovernativaN.638, 18 luglio 2026 (in vigore dal 1° agosto 2026)
Contributo miner10% degli asset digitali minati/mese, al netto dei costi energia/rete
Fondo di raccoltaAstana Hub → National Investment Corporation
Requisito data centerMinimo 150 MW di capacità
Requisito rigMinimo 150 TH/s per unità
Quota energetica iniziale300 MW da Ekibastuz GRES-1, contratti decennali

Prospettive

Se il modello kazako dimostrerà di funzionare, altri paesi con forte presenza di mining industriale potrebbero valutare schemi simili di “royalty in Bitcoin” al posto della tassazione monetaria tradizionale. Resta pero’ da capire quanto rigorosamente lo Stato riuscira’ a far rispettare l’obbligo del 10% sui miner piu’ piccoli o non registrati, che nel paese hanno storicamente rappresentato una quota significativa della capacita’ di calcolo reale, spesso alimentata da elettricità sussidiata e difficile da tracciare.

Nel breve termine, l’iniziativa consolida la strategia in due fasi descritta da Bitcoin Magazine: prima regolamentare l’industria mineraria attraverso il nuovo Comitato per gli Asset Digitali, poi capitalizzare direttamente sulle risorse prodotte a livello nazionale. La redazione di BitcoinLive24 seguirà gli sviluppi della normativa kazaka nelle prossime settimane, in particolare l’eventuale pubblicazione del testo integrale della risoluzione.

Per chi vuole restare aggiornato in tempo reale su iniziative statali legate a Bitcoin, approfondisci anche il caso della stretta della Malesia sul mining illegale di Bitcoin e l’espansione del settore mining tra Hut 8 e i data center AI, entrambe notizie che mostrano come i governi stiano ridefinendo il proprio rapporto con l’industria mineraria.

FAQ

Cos’è la riserva strategica di Bitcoin del Kazakhstan?
È un fondo statale, gestito dalla National Investment Corporation della Banca Nazionale del Kazakhstan, alimentato dal 10% mensile degli asset digitali prodotti dai miner Bitcoin che aderiscono al programma regolamentato introdotto dal decreto del 7 luglio 2026.

Quando entra in vigore la nuova regola?
La Risoluzione Governativa n.638, approvata il 18 luglio 2026, entra in vigore dal 1° agosto 2026.

Tutti i miner kazaki sono obbligati a partecipare?
Lo schema si applica ai miner che operano nel quadro regolamentato con i requisiti minimi previsti (150 MW di capacità del data center, 150 TH/s per rig); i dettagli su eventuali sanzioni per i miner non registrati o sotto soglia non sono ancora stati resi pubblici nel testo della risoluzione.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. Scarica l’app di BitcoinLive24 per restare aggiornato in tempo reale sulle notizie Bitcoin.

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