Il segnale dei miner per BIP-110 è salito all’1,09%, ma resta lontanissimo dalla soglia del 55% necessaria per l’attivazione. A due giorni dalla scadenza del periodo di segnalazione volontaria, Adam Back — CEO di Blockstream e inventore di Hashcash, l’algoritmo citato nel whitepaper di Satoshi Nakamoto — ha definito la proposta un errore di progettazione, prevedendo che si fermerà “quasi immediatamente” quando la segnalazione diventerà obbligatoria. La soft fork, pensata per limitare i dati arbitrari nelle transazioni, rischia di chiudersi come l’ennesimo tentativo di modifica delle regole di Bitcoin naufragato per mancanza di consenso.
BIP-110: Cosa è Successo
Il dashboard on-chain bip110monitor.com registra un segnale dell’1,09% dei blocchi nel periodo di difficoltà 475, contro il 55% richiesto per l’attivazione della soft fork BIP-110. La rete ha raggiunto il blocco 959.346, con 269 blocchi rimanenti (circa 1,9 giorni) prima del blocco 961.632, termine della finestra di segnalazione volontaria.
Secondo BeInCrypto, Adam Back ha bollato l’iniziativa come “idiocrazia”, sostenendo che i promotori confondano gli ultimatum lanciati sui social con il consenso reale della rete Bitcoin. Secondo quanto riportato da Yahoo Finance, Back ha paragonato un’eventuale fork abbandonata a una “Pompeii chain”: una catena congelata come monumento al fallimento, destinata a essere abbandonata dai miner perché resterebbe indietro nel lavoro cumulativo di proof-of-work rispetto alla chain principale.
Perché è Importante
BIP-110 punta a limitare temporaneamente la dimensione dei dati arbitrari incorporati nelle transazioni Bitcoin, nel mirino soprattutto le inscrizioni in stile Ordinals (contenuti non finanziari, come immagini o testo, incorporati direttamente nei blocchi). I miner segnalano il proprio supporto tramite il meccanismo BIP9, impostando un bit specifico nel campo versione del blocco: solo se il 55% dei blocchi di un intero periodo di difficoltà (2.016 blocchi, circa due settimane) lo attiva, la soft fork entra in vigore.
Il dibattito va avanti da settimane: Michael Saylor aveva già respinto la softfork con oltre 100 argomenti, mentre il segnale dei pool di mining era rimasto sotto l’1% per gran parte di luglio 2026.
Rispetto ai dati riportati nel precedente monitoraggio del 20 luglio 2026 (0,6%-0,83% di signaling), l’1,09% odierno segna una lieve risalita, ma resta di gran lunga insufficiente. Nessun meccanismo di finanziamento — airdrop, liquidità o “fork futures” — si è mai materializzato per sostenere economicamente l’iniziativa, un elemento che secondo diversi sviluppatori spiega la debolezza del supporto tra i miner.
Non tutti i sostenitori di BIP-110 condividono i timori di Back: Start9, tra i principali promotori della proposta, sostiene che il costo per i miner nell’attivare il “flip the bit” sia limitato, pari a circa lo 0,1% dei ricavi annui.
Cosa Significa per la Community Bitcoin
Con il segnale fermo sotto l’1,1%, la soft fork non raggiungerà la soglia del 55% entro la fine del periodo di difficoltà 475. Da qui in poi la segnalazione diventerà obbligatoria: chi continuerà a supportare BIP-110 dovrà farlo consapevole del rischio di produrre blocchi su una catena minoritaria, isolata dal resto della rete.
Per gli utenti e i nodi Bitcoin non cambia nulla nell’immediato: le regole di consenso restano quelle attuali finché non viene raggiunta la soglia di attivazione. Il caso BIP-110 resta comunque un test importante su come la rete gestisce le proposte di modifica prive di consenso ampio, un tema che BitcoinLive24 continuerà a monitorare fino alla scadenza del blocco 961.632.
Prospettive
Lo scenario più probabile, secondo le previsioni di Adam Back, è un rapido spegnimento del segnale una volta avviata la fase di segnalazione obbligatoria, senza conseguenze sulla chain principale di Bitcoin. Resta un rischio residuo, giudicato marginale dagli osservatori, che un piccolo gruppo di miner minoritari tenti comunque l’attivazione isolata: uno scenario che Back liquida come una “Pompeii chain” destinata all’abbandono.
| Metrica | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Signaling attuale | 1,09% | bip110monitor.com |
| Soglia di attivazione | 55% in un periodo di difficoltà | bip110monitor.com |
| Blocco corrente | 959.346 | bip110monitor.com |
| Deadline signaling volontario | Blocco 961.632 (periodo 477) | bip110monitor.com |
| Signaling al 20 luglio 2026 | 0,6%-0,83% | BitcoinLive24 (monitoraggio precedente) |
Domande Frequenti
Cos’è BIP-110?
BIP-110 è una proposta di soft fork che limiterebbe temporaneamente la dimensione dei dati arbitrari inseriti nelle transazioni Bitcoin, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’uso della blockchain per contenuti non finanziari come le inscrizioni Ordinals.
Perché Adam Back si oppone a BIP-110?
Adam Back sostiene che la proposta manchi del consenso ampio necessario tra miner e nodi, e che i suoi promotori scambino le pressioni sui social media per un vero accordo di rete.
Cosa succede se il segnale resta sotto soglia?
Se il segnale non raggiunge il 55% richiesto entro il periodo di difficoltà, la soft fork BIP-110 non si attiva e le regole di consenso di Bitcoin restano invariate.
Bitcoin rischia una fork permanente?
Secondo Adam Back il rischio è minimo: un’eventuale chain minoritaria che tentasse comunque l’attivazione verrebbe abbandonata dai miner perché resterebbe indietro nel lavoro cumulativo rispetto alla chain principale.
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Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
