Il rendimento reale del Treasury americano a 10 anni ha toccato il 2,44% il 27 luglio 2026, il valore piu’ alto dal 31 ottobre 2023: quasi trentatre’ mesi. E’ il livello che, secondo la tesi macro piu’ diffusa in queste settimane, dovrebbe penalizzare Bitcoin piu’ di ogni altra cosa, perche’ quando i titoli di Stato rendono molto al netto dell’inflazione tenere un asset che non paga cedole costa di piu’. Eppure da inizio luglio Bitcoin guadagna oltre il 7%, e i dati giornalieri raccontano una storia meno lineare di quella dei titoli.
Il rendimento reale a 10 anni chiude a 2,41% dopo il picco di 2,44%, massimo da fine ottobre 2023
Il rendimento reale del decennale americano vale 2,41% al 30 luglio 2026, dopo aver toccato il 2,44% tre sedute prima. E’ il rendimento di un titolo di Stato al netto dell’inflazione, e negli Stati Uniti si legge direttamente sui TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities, i titoli del Tesoro indicizzati all’inflazione). Il Tesoro americano ne pubblica la curva ogni giorno lavorativo.
L’ultimo dato disponibile, quello del 30 luglio 2026, segna 2,41% sulla scadenza decennale, secondo la curva dei rendimenti reali pubblicata dal Dipartimento del Tesoro USA. Il picco del mese e’ il 2,44% del 27 luglio.
Per trovare un valore piu’ alto bisogna risalire al 31 ottobre 2023, quando il decennale reale segnava 2,46%. In quelle settimane il tasso reale era arrivato fino al 2,52% (25 ottobre 2023), un massimo che resta lontano. Da novembre 2023 in poi, invece, l’indicatore non aveva mai piu’ raggiunto quota 2,44: nell’intero biennio 2024-2025 il valore piu’ alto e’ stato 2,34%, toccato per la prima volta il 10 gennaio 2025.
Per dare la misura del movimento recente: nel gennaio 2026 lo stesso indicatore viaggiava sotto il 2%, con una media mensile dell’1,91%. In sette mesi il tasso reale decennale e’ salito di circa mezzo punto percentuale.
Dei 24 punti base guadagnati a luglio, 21 arrivano dalla componente reale
Dei 24 punti base guadagnati dal Treasury decennale nel mese di luglio 2026, 21 arrivano dalla componente reale e soltanto 3 dall’inflazione attesa. La distinzione decisiva, per chi detiene Bitcoin, non e’ quanto salgono i tassi ma perche’ salgono.
Un rendimento nominale si scompone in due parti: il rendimento al netto dell’inflazione e l’inflazione attesa dal mercato, chiamata breakeven. Il breakeven non va cercato in una tabella dedicata: si ottiene sottraendo la curva reale da quella nominale, entrambe pubblicate dal Tesoro.
Abbiamo fatto il conto sui dati grezzi di curva nominale e curva reale del Tesoro. Il risultato per il mese di luglio 2026:
| Indicatore a 10 anni | 30 giugno 2026 | 30 luglio 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Rendimento nominale | 4,44% | 4,68% | +24 punti base |
| Rendimento reale (TIPS) | 2,20% | 2,41% | +21 punti base |
| Inflazione attesa (breakeven) | 2,24% | 2,27% | +3 punti base |
Il mercato obbligazionario, in altre parole, non ha rialzato i tassi perche’ teme l’inflazione: l’aspettativa di inflazione a dieci anni e’ rimasta praticamente ferma, poco sopra il 2,2%. A muoversi e’ stata quasi solo la componente reale. Lo stesso vale sulla scadenza a cinque anni, dove il breakeven calcolato sui dati del Tesoro al 30 luglio risulta 2,24%.
La differenza conta. Se i rendimenti salgono perche’ il mercato teme la svalutazione della moneta, un bene a offerta fissa come Bitcoin ne esce rafforzato. Se salgono perche’ aumenta il guadagno al netto dell’inflazione, cresce invece il costo-opportunita’ di tenere un asset che non distribuisce cedole. Come sintetizza Cointelegraph, rendimenti reali crescenti su obbligazioni e azioni rendono gli asset che non producono reddito «relativamente meno attraenti per certi investitori».
Sulle cause del movimento non c’e’ consenso. Frederic Neumann, economista di HSBC citato nella stessa analisi, attribuisce le vendite sui titoli di Stato a pressioni sul mercato valutario piuttosto che a un giudizio sul dollaro.
Bitcoin guadagna il 7,3% da inizio luglio, ma cede il 5,5% dal picco del 22
Bitcoin guadagna il 7,3% da inizio luglio, ma perde il 5,5% rispetto al massimo del mese. Il periodo che ha portato il tasso reale al livello piu’ alto da ottobre 2023 e’ stato, nel complesso, un periodo positivo per la quotazione.
Secondo la serie giornaliera dell’API pubblica di CoinGecko, il prezzo e’ passato dai 58.566$ del 1° luglio ai 62.831$ rilevati il 31 luglio alle 17:17 UTC, al momento della stesura.
Il quadro cambia guardando l’ultima decina di giorni. Dal massimo mensile di 66.521$ toccato il 22 luglio la quotazione ha ceduto il 5,5%, e nelle ultime 24 ore arretra di circa il 3%. Il valore attuale e’ sotto tutte le rilevazioni giornaliere dal 15 luglio in poi.
Abbiamo incrociato le due serie giorno per giorno, dal 17 giugno al 30 luglio: 29 variazioni giornaliere accoppiate fra tasso reale decennale e prezzo di Bitcoin. La correlazione risulta +0,168, cioe’ debolmente positiva, il segno opposto a quello che la tesi del costo-opportunita’ farebbe prevedere. Con 29 osservazioni, pero’, quel valore non e’ statisticamente significativo (p circa 0,39): il segno positivo non e’ distinguibile dal caso.
Scomponendo ulteriormente: nelle 15 giornate in cui il rendimento al netto dell’inflazione e’ salito, Bitcoin ha guadagnato in media lo 0,38% e ha chiuso in positivo 10 volte su 15. Nelle 10 giornate in cui e’ sceso, Bitcoin ha perso in media lo 0,48%, con sole 2 chiusure positive (nelle restanti 4 sedute il tasso reale e’ rimasto invariato). Il campione resta troppo piccolo per parlare di una relazione stabile, ma e’ abbastanza per dire che nelle ultime sei settimane il meccanismo descritto dagli analisti non si legge nei dati giornalieri.
Cosa significa un rendimento reale al 2,41% per chi detiene Bitcoin
Un tasso reale al 2,41% e’ un dato verificabile a costo zero, ed e’ il primo punto pratico. La curva del Tesoro americano viene aggiornata ogni giorno lavorativo, di norma nel pomeriggio ora italiana, ed e’ liberamente consultabile: non serve un abbonamento a un terminale finanziario per sapere se i tassi salgono per effetto dell’inflazione attesa o della componente reale.
Il secondo punto e’ che le due componenti vanno lette insieme. Un rialzo del nominale accompagnato da breakeven in crescita e un rialzo del nominale a breakeven fermo sono due scenari macro diversi, con implicazioni opposte per un bene a offerta limitata. A luglio 2026 siamo nel secondo caso.
Il terzo e’ una questione di orizzonte temporale. Sull’arco del mese Bitcoin e tassi reali sono saliti insieme; sull’ultima settimana e mezza si sono mossi in direzioni opposte. Chi costruisce una tesi su una correlazione macro dovrebbe specificare su quale finestra la sta misurando, perche’ cambiando finestra cambia il segno. Su questi temi la redazione di BitcoinLive24 ha gia’ analizzato la reazione di Bitcoin alla decisione della Fed di tenere fermi i tassi con tre dissensi e il confronto fra la performance di Bitcoin e quella di Wall Street nelle stesse settimane.
Prospettive: le soglie da monitorare sono 2,44% e 2,20%
Le due soglie da monitorare sul decennale reale sono il 2,44% del picco di luglio e il 2,20% di fine giugno. Nello scenario in cui il tasso reale prosegue la salita oltre il 2,44%, la pressione sul costo-opportunita’ aumenta: e’ il quadro meno favorevole per Bitcoin nel breve, soprattutto se accompagnato da un breakeven fermo o in calo, segnale che il mercato non teme la svalutazione della moneta.
Nello scenario opposto, un rientro verso i valori di fine giugno, intorno al 2,20%, allenterebbe quel vincolo. Da monitorare soprattutto il caso intermedio: nominale in salita ma trainato dal breakeven, che storicamente e’ l’ambiente in cui la narrativa di Bitcoin come riserva di valore trova piu’ ascolto.
In tutti e tre i casi vale l’avvertenza emersa dai dati: la relazione fra tassi reali e Bitcoin, nelle ultime sei settimane, e’ stata molto piu’ debole di quanto suggeriscano i titoli. Chi vuole seguire l’andamento del prezzo in tempo reale insieme alle notizie che lo muovono puo’ scaricare l’app di BitcoinLive24.
Domande frequenti
Che cos’e’ il rendimento reale di un titolo di Stato?
E’ il rendimento al netto dell’inflazione. Negli Stati Uniti si legge sui TIPS, i titoli del Tesoro indicizzati all’inflazione, la cui curva viene pubblicata ogni giorno lavorativo dal Dipartimento del Tesoro. Al 30 luglio 2026 la scadenza a dieci anni segna il 2,41%. A differenza del rendimento nominale, che incorpora anche l’inflazione attesa, questo indicatore misura il potere d’acquisto effettivo che il titolo restituisce all’investitore.
Perche’ un rendimento reale alto dovrebbe penalizzare Bitcoin?
Perche’ aumenta il costo-opportunita’ di detenere un asset che non genera reddito. Se un titolo di Stato garantisce un guadagno del 2,4% al netto dell’inflazione, chi sceglie Bitcoin rinuncia a quel rendimento. E’ la ragione per cui gli analisti macro considerano i tassi reali una variabile chiave per gli asset privi di cedola. Nei dati di giugno e luglio 2026, tuttavia, questa relazione non e’ emersa con chiarezza.
Dove si controllano questi dati senza abbonamenti?
Sul sito del Dipartimento del Tesoro americano, nella sezione dedicata ai tassi di interesse. Sono disponibili due tabelle giornaliere separate, una per la curva nominale e una per quella reale: la differenza fra le due, sulla stessa scadenza, restituisce l’inflazione attesa dal mercato, il cosiddetto breakeven. Entrambe le serie sono gratuite, storicizzate mese per mese e scaricabili anche in formato XML.
Fonte originale della notizia: Cointelegraph. Dati sui rendimenti elaborati da BitcoinLive24 sulle serie giornaliere del Dipartimento del Tesoro USA (curva reale e curva nominale, formato XML); prezzi Bitcoin dalla serie coins/bitcoin/market_chart dell’API pubblica CoinGecko.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
