Il Puzzle Nascosto nel Genesis Block: la Sfida di Satoshi

Rete blockchain digitale che rappresenta il puzzle crittografico nascosto nel Genesis Block di Bitcoin da Galaxy Research

Qualcuno ha nascosto un puzzle crittografico dentro il Genesis Block di Bitcoin, il primissimo blocco minato da Satoshi Nakamoto nel gennaio 2009. A trovarlo per prima è stata Galaxy Research (la divisione di ricerca di Galaxy Digital, società di servizi finanziari digitali), che ha individuato il messaggio nel blocco 963.629, datato 22 agosto 2026. Nessun seed segreto, nessun backup: secondo il suo stesso creatore anonimo, tutto quello che serviva a costruire quel portafoglio era già scritto, in chiaro, sulla blockchain da diciassette anni.

Non è la prima volta che il blocco più famoso della storia di Bitcoin torna al centro dell’attenzione, ma raramente lo aveva fatto in una forma così diretta: un invito pubblico, cifrato dentro la blockchain stessa, a decifrare un meccanismo che il suo autore dichiara di aver reso deliberatamente fragile.

Un Messaggio Nascosto nel Blocco 963.629

Il 22 agosto 2026, verso le 19:45 UTC, qualcuno ha trasmesso una transazione Bitcoin apparentemente banale: 500 byte totali, una commissione di appena 250 satoshi (0,60 sat/vB). Dentro, però, c’era un campo OP_RETURN — la porzione di una transazione che permette di scrivere fino a poche centinaia di byte di dati arbitrari sulla blockchain, senza muovere valore — riempito con un payload di 255 byte.

A notare l’anomalia è stata proprio Galaxy Research. Secondo quanto riportato da il post originale di Galaxy Research, il team ha classificato la transazione come un OP_RETURN “sovradimensionato” e ne ha reso pubblica l’esistenza. Alex Thorn, a capo della ricerca di Galaxy, è tra chi sta seguendo pubblicamente il caso da allora.

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«Tutto Quello che Serviva Era Già nel Genesis Block»

Il messaggio lasciato dal creatore anonimo è diretto: “I created a Bitcoin puzzle using information contained in the Genesis Block created by Satoshi to generate the wallet” — ho creato un puzzle Bitcoin usando le informazioni contenute nel Genesis Block creato da Satoshi per generare il wallet. E ancora: tutto ciò che serviva era “già nel Genesis Block”.

Il portafoglio in questione è un multisig 2-of-2: servono entrambe le chiavi per sbloccarlo, ed entrambe — sostiene l’autore — derivano dallo stesso campo pubblico del Genesis Block, senza alcuna funzione di hash intermedia. Il creatore ha dichiarato apertamente che l’entropia del wallet è “estremamente bassa”, trasformando l’annuncio in una sfida pubblica: chiunque riesca a ricostruire il procedimento di derivazione può reclamare i fondi.

Il Genesis Block da cui tutto parte è un blocco che ogni nodo Bitcoin conosce a memoria: hash 000000000019d6689c085ae165831e934ff763ae46a2a6c172b3f1b60a8ce26f, timestamp 1231006505 (3 gennaio 2009) e nonce 2083236893. Nella sua coinbase è incisa la celebre frase del Times di Londra sul salvataggio bancario del 2009 — lo stesso testo che, secondo gli indizi lasciati dal creatore del puzzle, fornirebbe il materiale grezzo per derivare le due chiavi.

Perché Nessuno Ha (Ancora) Risolto l’Enigma

Al momento della stesura, non risultano prove verificate che il puzzle sia stato risolto o che i fondi custoditi nel wallet si siano mai mossi. La sfida ha comunque acceso l’interesse della comunità Bitcoin: crittografi e sviluppatori stanno testando percorsi di derivazione che partono dai campi pubblici del Genesis Block — hash, timestamp, nonce, testo della coinbase — nel tentativo di replicare il procedimento a bassa entropia rivendicato dal creatore.

Non è la prima volta questo mese che Galaxy Research finisce al centro di una storia di dati pubblici sulla blockchain: pochi giorni prima aveva già documentato il risveglio di 553 bitcoin fermi da 12-15 anni, ricordando quanto la blockchain di Bitcoin conservi, immutabile, ogni traccia della sua storia più antica.

La dinamica è tipica di questo genere di enigmi: nessuna scadenza, nessun organizzatore ufficiale, solo un messaggio pubblico e un incentivo economico a risolverlo. Chiunque nel mondo può scaricare l’intera storia della blockchain di Bitcoin, isolare i campi citati dal creatore e mettersi alla prova senza chiedere il permesso a nessuno — è lo stesso principio open, senza autorizzazione, su cui si regge l’intera rete fin dal blocco che oggi è al centro del puzzle.

Cosa Ci Insegna Questa Storia

Il puzzle del Genesis Block è, prima di tutto, una dimostrazione pratica: se una chiave privata può — anche solo in teoria — essere ricavata da dati che stanno pubblicamente su una blockchain, quella chiave non è mai stata davvero sicura. È il motivo per cui i wallet reali si basano su seed generati con entropia casuale ad alta qualità, mai su pattern deducibili da informazioni già note. Il creatore del puzzle lo ha reso un gioco; nella vita reale, lo stesso principio protegge (o mette a rischio) i fondi di milioni di utenti.

È anche un promemoria di quanto il Genesis Block resti, diciassette anni dopo, un oggetto vivo per la cultura Bitcoin: non un semplice reperto storico, ma un testo che la community continua a rileggere, interrogare e — a quanto pare — usare come materiale crittografico.

C’è anche una lezione più tecnica, per chi si occupa di sviluppo: mostra come qualunque dato reso pubblico su una blockchain — un hash, un timestamp, un nonce, persino un frammento di testo incorporato in una coinbase — smetta per definizione di essere un segreto utilizzabile in sicurezza. È lo stesso principio alla base delle raccomandazioni contro il riuso di indirizzi o la derivazione di chiavi da frasi facilmente indovinabili: in crittografia, “pubblico” e “sicuro” non sono mai sinonimi.

Il Quadro Più Ampio

Bitcoin ha una lunga tradizione di enigmi ed easter egg nascosti nei propri dati pubblici: dalla caccia alle immagini segrete incise nella blockchain fino al mistero mai risolto attorno al tesoro da 71 miliardi di dollari di Satoshi Nakamoto. Il puzzle del blocco 963.629 si inserisce in questa stessa vena cypherpunk: usare gli strumenti e i dati che Bitcoin mette a disposizione di chiunque per costruire enigmi che nessuna autorità centrale potrebbe mai censurare o rimuovere.

BitcoinLive24 continuerà a seguire gli sviluppi, nel caso qualcuno riesca davvero a decifrare le chiavi nascoste nel primo blocco della storia di Bitcoin.

DatoValore
Blocco della transazione-puzzle963.629
Data di creazione22 agosto 2026, ore 19:45 UTC circa
Dimensione della transazione500 byte
Payload nel campo OP_RETURN255 byte
Commissione pagata250 satoshi (0,60 sat/vB)
Tipo di chiave richiestaMultisig 2-of-2
Età del Genesis Blockcirca 17,6 anni (minato il 3 gennaio 2009)

Domande Frequenti

Cos’è il puzzle nascosto nel Genesis Block di Bitcoin?

È un wallet Bitcoin multisig 2-of-2 creato da un cryptografo anonimo usando esclusivamente dati pubblici già presenti nel Genesis Block, il primo blocco minato da Satoshi Nakamoto nel 2009, senza alcun seed segreto.

Chi ha scoperto la transazione-puzzle?

Galaxy Research, la divisione di ricerca di Galaxy Digital, ha individuato e reso pubblica la transazione nel blocco 963.629, datata 22 agosto 2026.

Il puzzle è già stato risolto?

No: al momento della stesura non risultano prove verificate che qualcuno abbia ricostruito le chiavi o che i fondi del wallet-puzzle si siano mossi.

Cos’è un OP_RETURN e perché è rilevante in questo caso?

È un campo di una transazione Bitcoin che permette di scrivere dati arbitrari sulla blockchain senza spostare valore; in questo caso è stato usato per nascondere il messaggio di 255 byte con cui il creatore ha lanciato la sfida.

Perché il creatore del puzzle parla di entropia “estremamente bassa”?

Perché sostiene che le due chiavi del multisig derivino da un unico campo pubblico del Genesis Block senza hashing intermedio: un procedimento deliberatamente prevedibile, pensato per essere una sfida crittografica pubblica e non uno standard di sicurezza da imitare.

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Redazione Bitcoinlive24

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