Il Senato degli Stati Uniti voterà il 15 settembre alle 14:15 ora locale sulla mozione di cloture che deciderà se il CLARITY Act potrà procedere al dibattito formale in aula. Ma secondo Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy Digital, il calendario legislativo ridotto di settembre rende un’approvazione prima delle elezioni di midterm “estremamente improbabile”.
Il deputato repubblicano French Hill lavora nel frattempo a un percorso bipartisan per salvare il testo, ma il nodo resta la regolamentazione etica sugli asset digitali detenuti da funzionari pubblici.
Il Voto di Cloture del 15 Settembre: la Soglia dei 60 Voti
Il CLARITY Act (H.R. 3633) è la legge quadro che dovrebbe finalmente chiarire la divisione di competenze tra SEC e CFTC sulla regolamentazione di Bitcoin e degli altri asset digitali.
La Camera lo aveva approvato a luglio 2025 con 294 voti contro 134, mentre il Senate Banking Committee lo ha licenziato il 14 maggio con un voto bipartisan di 15 contro 9, sostenuto anche dai senatori democratici Ruben Gallego e Angela Alsobrooks.
Ora la palla passa all’aula del Senato: la mozione di cloture del 15 settembre serve a chiudere il dibattito procedurale e aprire la strada al voto finale. Per passare servono 60 voti su 100. I repubblicani controllano 53 seggi: significa che almeno sette senatori democratici dovranno unirsi al fronte compatto del GOP perché il testo non resti bloccato in partenza.
L’Allarme di Galaxy Digital: Perché il Calendario è il Vero Ostacolo
Non è la sostanza del testo a preoccupare gli osservatori di mercato in questi giorni, ma i tempi. Alex Thorn ha definito “estremamente improbabile” un passaggio del CLARITY Act prima delle elezioni di metà mandato, proprio per la scelta dei repubblicani di accorciare la sessione di settembre.
Anche l’analista Brendan Pedersen ha parlato su X di “notizia potenzialmente molto negativa per l’industria crypto”, segnalando il rischio concreto che il voto definitivo slitti a dopo le elezioni, nella cosiddetta sessione “lame duck”.
Il problema è aritmetico: la Camera torna a Washington il 14 settembre per una sessione di appena quattro giorni, e tra il voto di cloture del 15 settembre e i primi giorni di ottobre restano solo circa tre settimane di calendario legislativo utile per coordinare Camera e Senato su un testo unificato.
Uno spazio che, secondo Thorn, è troppo stretto per un dossier ancora aperto su più fronti.
French Hill Punta al Bipartisan: lo Scoglio delle Regole Etiche
Il presidente della House Financial Services Committee, il repubblicano dell’Arkansas French Hill, ha confermato a Fox Business che repubblicani e democratici stanno “restringendo le differenze” nella stesura del testo. Hill ha inquadrato la posta in gioco con un paragone efficace, già usato durante un’audizione alla Camera il 2 settembre: avere il GENIUS Act sulle stablecoin senza una legge di market structure equivale ad “avere l’autorizzazione per un cellulare ma senza rete telefonica”.
Il nodo principale nelle trattative resta la definizione delle regole etiche per i funzionari pubblici che detengono asset digitali — un tema sensibile che finora ha frenato l’intesa piena tra le due parti, nonostante il sostegno bipartisan già dimostrato in commissione a maggio.
Da Atkins a Thorn: il Tono Cambia in Tre Giorni
Appena tre giorni fa, il presidente della SEC Paul Atkins si era detto fiducioso sul voto del 15 settembre, come raccontato da BitcoinLive24 nell’articolo dedicato. Lo scetticismo di Thorn non contraddice quella previsione — il voto di cloture è comunque atteso alla data prevista.
Ma sposta l’attenzione dal “se” si voterà al “cosa succede dopo”: anche superando la soglia dei 60 voti, il tempo per portare a casa una legge definitiva entro l’anno resta compresso.
Per BitcoinLive24, il vero rischio non è quindi un cloture fallito il 15 settembre, ma un Congresso che approva l’avvio del dibattito senza riuscire a chiuderlo prima delle urne di novembre.
È proprio lo scenario che BlackRock aveva già derubricato a non essenziale per l’adozione istituzionale di Bitcoin, sostenendo che il mercato può crescere anche senza una cornice normativa definitiva.
Le Tappe del CLARITY Act nel 2026
| Data | Evento | Esito |
|---|---|---|
| Luglio 2025 | Voto alla Camera USA | Approvato 294-134 |
| 14 maggio 2026 | Senate Banking Committee | Approvato 15-9 (bipartisan) |
| 2 settembre 2026 | Audizione Camera + intervento Hill | Spinta bipartisan confermata |
| 14 settembre 2026 | Rientro Camera a Washington | Sessione di soli 4 giorni |
| 15 settembre 2026, ore 14:15 | Voto di cloture al Senato | Servono 60 voti (53 GOP + 7 Dem) |
Cosa Dicono i Mercati delle Previsioni: Polymarket e Kalshi
I mercati predittivi confermano il clima di incertezza. Su Polymarket, il contratto che traccia l’approvazione del CLARITY Act entro fine 2026 quota una probabilità del 15%, con circa 11,6 milioni di dollari di volume scambiato — un livello vicino ai minimi toccati nelle settimane precedenti.
Su Kalshi, i contratti a orizzonte più lungo sono più ottimisti: 30% di probabilità di approvazione entro il 1° luglio 2027 e 50% entro gennaio 2028, per un volume di circa 6,85 milioni di dollari.
Se il testo non dovesse chiudere l’iter entro la fine di questa legislatura, tornerebbe sostanzialmente al punto di partenza nella prossima, lasciando irrisolta la questione più rilevante per il settore: chi tra SEC e CFTC ha davvero l’ultima parola sulla classificazione di Bitcoin e degli altri asset digitali.
Conclusioni: un Voto Simbolico, non Risolutivo
Il 15 settembre resta una data chiave per il settore crypto americano, ma sempre più osservatori — dagli analisti di Galaxy Digital ai mercati predittivi — la leggono come un passaggio simbolico più che risolutivo. Anche in caso di cloture superata, la vera partita si giocherà nelle tre settimane successive, tra negoziati bipartisan sulle regole etiche e un calendario legislativo che lascia pochissimo margine di errore prima delle elezioni di midterm.
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Domande Frequenti
Cos’è il voto di cloture del 15 settembre sul CLARITY Act?
È la mozione procedurale che decide se il Senato può aprire il dibattito formale sul CLARITY Act. Richiede 60 voti su 100 ed è fissata per le 14:15 del 15 settembre 2026.
Quanti voti servono e chi deve fornirli?
Servono 60 voti. I repubblicani controllano 53 seggi al Senato, quindi almeno sette senatori democratici dovranno votare a favore per superare la soglia.
Perché Galaxy Digital teme un rinvio del CLARITY Act?
Perché la Camera torna in sessione solo il 14 settembre per quattro giorni, lasciando appena tre settimane di calendario legislativo utile tra il voto del 15 settembre e l’inizio di ottobre per finalizzare un testo unificato.
Cosa propone French Hill per sbloccare l’impasse?
Un percorso bipartisan tra Camera e Senato, superando il nodo delle regole etiche sugli asset digitali detenuti dai funzionari pubblici, principale ostacolo residuo secondo Hill.
Cosa succede se il CLARITY Act non passa entro il 2026?
Il testo resterebbe fermo fino alla fine dell’attuale legislatura, lasciando irrisolta la divisione di competenze tra SEC e CFTC sulla regolamentazione di Bitcoin e degli altri asset digitali — lo scenario che sia Polymarket (15%) sia Kalshi (30% entro luglio 2027) considerano oggi il più probabile nel breve termine.
Fonti: U.Today, Bitcoin Magazine, Bitcoin.com News.
