Un forum semi-deserto, un conto della luce e un utente pseudonimo convinto di aver fatto un pessimo affare: è così che il 7 settembre 2010 — sedici anni fa esatti — il mining Bitcoin scrisse una delle sue pagine più involontariamente profetiche. Quel giorno l’utente bitcointalk TTBit (un early miner attivo nei forum Bitcoin del primissimo periodo) pubblicò un calcolo che oggi suona quasi comico, giudicando “una perdita netta” il costo di 5,68 dollari di elettricità necessario a produrre un blocco da 50 BTC. Il giorno dopo, l’8 settembre 2010, a intervenire nello stesso thread fu Satoshi Nakamoto in persona, con un consiglio tecnico per velocizzare il mining su CPU.
Oggi, 8 settembre 2026, quel calcolo è diventato un aneddoto da manuale: gli stessi 50 BTC varrebbero circa 3,95 milioni di dollari al prezzo corrente di bitcoin, poco sopra i 79.000 dollari (dato CoinGecko all’8 settembre 2026). La discussione, conservata integralmente nell’archivio del Satoshi Nakamoto Institute, resta una delle fotografie più precise di cosa significasse minare Bitcoin nel suo primo anno e mezzo di vita.
Il Post di TTBit su Bitcointalk: il Calcolo del 7 Settembre 2010
Il thread nasce il 30 agosto 2010 come una discussione generica su bitcointalk: conviene comprare bitcoin o minarli da soli? Una settimana dopo, il 7 settembre 2010 alle 19:12:53 UTC, l’utente TTBit interviene con numeri precisi tratti dal proprio hardware.
Il suo setup girava a 2.200 kilohash al secondo (kH/s, l’unità che misura quanti calcoli di mining vengono eseguiti ogni secondo), consumando 140 watt a monitor spento. Con questi parametri, TTBit calcola che produrre un blocco richiede in media 14 giorni, 2 ore e 3 minuti di mining continuo, per un consumo totale di 47,327 kWh.
Alla tariffa elettrica dichiarata di 12 centesimi di dollaro per kWh, il conto finale è 5,68 dollari di elettricità per blocco — a fronte di una ricompensa di 50 BTC. La sua conclusione, testuale: “a net loser”, una perdita netta.
Il thread originale è ancora consultabile integralmente nell’archivio del Satoshi Nakamoto Institute, che ha preservato la discussione di bitcointalk.org. La storia è tornata alla ribalta il 7 settembre 2026, ripresa da U.Today in occasione dell’anniversario.
La Risposta di Satoshi Nakamoto: il Flag -4way per Velocizzare il Mining su CPU
Quello che rende il thread speciale non è solo il calcolo di TTBit, ma chi decide di rispondergli. L’8 settembre 2010 alle 20:27:39 UTC — esattamente 16 anni prima di oggi — Satoshi Nakamoto interviene di persona nella discussione, non per commentare la convenienza economica, ma per suggerire un’ottimizzazione tecnica.
Nakamoto scrive: “AMD Phenom (I think 4-core) CPUs are doing about 11,000khps with -4way, about 100% speedup. 24 cores should get 66,000khps” — ovvero che i processori AMD Phenom, grazie al flag di compilazione -4way (un’ottimizzazione SSE2 per il calcolo parallelo su CPU), raggiungevano circa 11.000 kH/s, quasi il doppio della velocità senza quel flag, con proiezioni fino a 66.000 kH/s su configurazioni a 24 core.
Anche la CPU “veloce” descritta da Satoshi, però, restava a circa 5 volte l’hash rate del setup di TTBit — un margine minimo se paragonato a quanto sarebbe successo negli anni successivi, quando FPGA e poi ASIC (Application-Specific Integrated Circuit, chip progettati esclusivamente per calcolare hash Bitcoin) avrebbero reso il mining su CPU completamente obsoleto.
Quanto Valevano Davvero 50 BTC nel Settembre 2010
Per capire se il giudizio di TTBit fosse fondato, serve sapere quanto valesse un bitcoin in quei giorni. Le prime contrattazioni organizzate erano iniziate da poco: il 17 luglio 2010 sull’exchange Mt.Gox erano stati scambiati i primi bitcoin a 0,05 dollari l’uno, come ricostruito da CryptoPotato. Nelle settimane successive il prezzo era salito gradualmente, superando la soglia dei 10 centesimi il 14 settembre 2010 — una settimana dopo il post di TTBit.
Nei primi giorni di settembre 2010, quindi, un bitcoin valeva verosimilmente tra i 5 e i 9 centesimi di dollaro. A questi prezzi, 50 BTC valevano tra i 2,50 e i 4,50 dollari — una cifra vicina o addirittura inferiore ai 5,68 dollari di elettricità calcolati da TTBit. In altre parole, il suo “net loser” non era pessimismo o mancanza di visione: nei numeri nudi e crudi di quel preciso momento, minare un blocco costava davvero più di quanto rendesse in dollari.
Mining Bitcoin nel 2026: dalla CPU ai Capannoni da 930 Exahash
Il modo migliore per misurare la distanza tra il 2010 e il 2026 è mettere i numeri uno accanto all’altro. La rete Bitcoin oggi elabora un volume di calcolo che nel 2010 sarebbe stato semplicemente inconcepibile, secondo i dati pubblici aggiornati di mempool.space.
| Caratteristica | 7-8 settembre 2010 | 8 settembre 2026 |
|---|---|---|
| Hash rate di riferimento | 2.200 kH/s (singola CPU, TTBit) | ~930,6 EH/s (rete globale) |
| Ricompensa per blocco | 50 BTC | 3,125 BTC (dopo 4 halving) |
| Prezzo di un bitcoin | ~0,05-0,09 $ | ~79.064 $ |
| Valore della ricompensa di blocco | ~2,50-4,50 $ | ~247.075 $ |
| Metodo di mining tipico | CPU di un computer domestico | Data center industriali con ASIC dedicati |
Il salto di scala nella potenza di calcolo dedicata al mining è di un fattore superiore a 400 milioni di miliardi di volte rispetto all’hardware di TTBit. Anche un’altra eredità del 2010 raccontata di recente da BitcoinLive24 — il risveglio di 600 BTC minati nello stesso periodo — conferma quanto quell’anno resti un punto di riferimento per misurare l’evoluzione della rete.
Perché una Discussione di 16 Anni fa Vale Ancora Oggi
Il thread del settembre 2010 non è solo una curiosità storica: è la prova documentata che i primi minatori di Bitcoin operavano senza alcuna garanzia di successo, facendo calcoli in perdita su un asset che non aveva ancora dimostrato di valere qualcosa. Nessuno, in quel thread — nemmeno Satoshi Nakamoto — scriveva come se stesse costruendo un sistema che sedici anni dopo avrebbe avuto un valore di mercato di centinaia di miliardi di dollari.
Vale la pena ricordare che lo stesso Satoshi Nakamoto, in quei mesi, era attivo su più fronti tecnici del protocollo: BitcoinLive24 ha raccontato anche il puzzle nascosto nel Genesis Block, un’altra traccia diretta del suo lavoro nei primissimi mesi di vita della rete.
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Domande Frequenti
Cosa scrisse esattamente TTBit su bitcointalk il 7 settembre 2010?
TTBit calcolò che il proprio hardware, a 2.200 kH/s e 140 watt di consumo, impiegava in media 14 giorni, 2 ore e 3 minuti per produrre un blocco, consumando 47,327 kWh di elettricità. Al costo di 12 centesimi per kWh, la spesa era di 5,68 dollari per blocco, a fronte di una ricompensa di 50 BTC — una cifra che TTBit definì “a net loser”, una perdita netta.
Satoshi Nakamoto rispose davvero in quel thread?
Sì. L’8 settembre 2010 alle 20:27:39 UTC, Satoshi Nakamoto intervenne per segnalare che i processori AMD Phenom a 4 core, con il flag di ottimizzazione -4way, raggiungevano circa 11.000 kH/s, quasi il doppio della velocità standard, con proiezioni fino a 66.000 kH/s su 24 core.
Quanto valevano 50 BTC nel settembre 2010 in dollari?
Tra i 2,50 e i 4,50 dollari, considerando che un bitcoin veniva scambiato indicativamente tra 5 e 9 centesimi di dollaro nei primi giorni di settembre 2010, prima di superare la soglia dei 10 centesimi il 14 settembre 2010.
Quanto varrebbero oggi quegli stessi 50 BTC?
Circa 3,95 milioni di dollari, al prezzo di bitcoin di 79.064 dollari registrato l’8 settembre 2026 — un moltiplicatore di quasi 696.000 volte rispetto ai 5,68 dollari di costo elettrico calcolati da TTBit nel 2010.
Perché oggi non si può più minare Bitcoin con una CPU?
Perché la difficoltà di mining è cresciuta insieme all’hash rate globale della rete, che a settembre 2026 supera i 930 exahash al secondo, contro i 2.200 kilohash al secondo del setup di TTBit nel 2010. Il mining è oggi dominato da hardware ASIC specializzato, organizzato in data center industriali, e una CPU domestica non ha più alcuna possibilità realistica di produrre un blocco.
