Un paper della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS, l’istituzione con sede a Basilea che coordina le banche centrali di tutto il mondo), riportato da CoinTelegraph il 15 settembre 2026, rivela che i volumi di trasferimento on-chain di Bitcoin possono variare fino a 6 volte a seconda della metodologia di calcolo usata. Lo studio, basato su circa 100 miliardi di record blockchain di Bitcoin, Ethereum e Tron, mostra anche che la capitalizzazione di mercato “semplice” di Bitcoin ha toccato fino a 4 volte quella “realizzata” durante le fasi di rialzo del prezzo. Per chi segue gli indicatori on-chain di Bitcoin per orientare le proprie analisi, lo studio è un invito alla cautela su dati spesso trattati come oggettivi.
Situazione Attuale del Mercato
Bitcoin tratta a $75.690 al momento della stesura, in calo del 3,52% nelle ultime 24 ore secondo i dati di CoinGecko (piattaforma di aggregazione prezzi crypto). Il volume scambiato nelle 24 ore è di circa $39,68 miliardi e la capitalizzazione di mercato si attesta a circa $1.520 miliardi. Il calo odierno arriva nella stessa giornata in cui il Senato USA ha bocciato il Clarity Act, notizia che BitcoinLive24 ha già raccontato separatamente e che pesa sul sentiment di breve termine — ma è proprio la misurazione di dati come la capitalizzazione di mercato a essere al centro del nuovo paper BIS.
| Metrica | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Prezzo BTC | $75.690 | CoinGecko |
| Variazione 24h | -3,52% | CoinGecko |
| Volume 24h | $39,68 mld | CoinGecko |
| Capitalizzazione “semplice” | ~$1.520 mld | CoinGecko |
| Scarto max cap semplice vs realizzata | fino a 4x | BIS Working Paper 1377 |
| Scarto max nei volumi di trasferimento | fino a 6x | BIS Working Paper 1377 |
Analisi degli Indicatori: Cosa Dice lo Studio BIS
Il paper, intitolato “Hidden by complexity? Measuring stablecoin, crypto and decentralised finance ecosystems” (BIS Working Paper No. 1377, settembre 2026), è firmato da quattro ricercatori — Timothy Aerts e Jan Paulick della BIS, Violeta Vuletic della BIS e Ronald Heijmans della banca centrale olandese DNB. Gli autori scrivono che “le metriche come i volumi di transazione, la capitalizzazione di mercato e il total value locked spesso suggeriscono un grado di accuratezza che non è supportato dalla natura dei dati sottostanti”, e concludono che gli indicatori on-chain vanno trattati “come approssimazioni rumorose piuttosto che come misure dirette dell’attività economica”.
Il problema centrale riguarda i “change output” (output di resto): ogni transazione Bitcoin deve spendere l’intero UTXO (Unspent Transaction Output, l’unità base di valore sulla blockchain di Bitcoin) disponibile, anche quando l’importo da inviare è inferiore. Se Alice possiede un UTXO da 4 BTC e vuole inviarne 1,5 a Bob, la transazione genera due output: 1,5 BTC per Bob e 2,5 BTC di resto che torna ad Alice. Chi calcola il volume di trasferimento sommando semplicemente tutti gli output — la misura “ingenua” più diffusa — conta anche quei 2,5 BTC di resto come se fossero un trasferimento economico reale, gonfiando il dato. Secondo il paper, escludere le “self-transfer” (transazioni in cui mittente e destinatario coincidono) riduce i flussi fino a un fattore sei rispetto alla misura più ampia, nonostante gli autori notino che è proprio quest’ultima a essere comunemente riportata come il valore di trasferimento.
Lo stesso problema di fondo si ripercuote sulla capitalizzazione di mercato. La BIS distingue tra la capitalizzazione “semplice” (prezzo corrente moltiplicato per l’offerta in circolazione) e la capitalizzazione realizzata (realized cap), che valuta ogni UTXO al prezzo a cui è stato mosso l’ultima volta anziché al prezzo attuale. Secondo il paper, durante i picchi di mercato del 2017, del 2021 e quello iniziato nel 2024, la capitalizzazione semplice ha raggiunto fino a 4 volte quella realizzata, perché il prezzo corrente sopravvaluta sistematicamente le monete che non si muovono da tempo a prezzi più bassi.
I Dati On-Chain a Confronto: Ethereum e le Altre Chain
Il paper non si limita a Bitcoin: analizzando 67,5 milioni di contratti attivi su Ethereum, i ricercatori non sono riusciti a classificare circa 54 milioni di essi, segno di quanto sia difficile distinguere l’attività economica reale dalla proliferazione di contratti spurii. Sul fronte stablecoin, lo studio nota che USDT su Ethereum ha oltre il 20% delle proprie disponibilità detenute da altri smart contract, contro circa l’1% su Tron — una differenza che riflette usi molto diversi della stessa moneta e che, secondo gli autori, rende fuorviante sommare l’attività delle diverse blockchain senza distinguerne la natura. Il messaggio di fondo, applicato anche a Bitcoin, è che la trasparenza delle blockchain pubbliche non equivale automaticamente a dati facili da interpretare: servono scelte metodologiche esplicite, che raramente vengono dichiarate da chi pubblica i grafici.
Livelli Chiave di Supporto e Resistenza
Sul piano prettamente tecnico, il quadro dei prezzi resta quello tracciato nei giorni scorsi da BitcoinLive24: dopo la rottura del supporto a $77.500 individuato l’11 settembre, la lettura on-chain complessiva continua a mostrare segnali contrastanti rispetto al prezzo spot.
| Livello | Tipo | Significato |
|---|---|---|
| $81.700 | Resistenza | Soglia indicata da BitcoinLive24 il 12 settembre come cambio di regime verso il bull market |
| $77.500 | Supporto rotto | Livello monitorato da BitcoinLive24 l’11 settembre, non ha retto nei giorni successivi |
| $75.690 | Prezzo attuale | Quotazione al momento della stesura (CoinGecko) |
| $75.000 | Supporto psicologico | Soglia tonda successiva, in test nelle prossime sedute |
| $73.190 | Supporto strutturale | Prezzo di costo medio degli short-term holder a 3-6 mesi (CryptoQuant) |
Pattern On-Chain: la Distorsione Statistica nei Cicli di Mercato
Il paper BIS individua un pattern ricorrente più statistico che grafico: lo scarto tra capitalizzazione semplice e realizzata si allarga proprio nelle fasi di euforia di prezzo — 2017, 2021 e il rally iniziato nel 2024 — per poi comprimersi quando il prezzo scende, come accade nella fase attuale. Gli autori osservano che, al contrario, nei crolli di mercato come quello del 2022 la capitalizzazione realizzata può superare quella semplice, perché molte monete restano “congelate” al prezzo di acquisto più alto senza essere rivendute in perdita. Per chi legge i grafici basati sulla realized cap — incluso il rapporto MVRV (Market Value to Realized Value, tra gli indicatori on-chain più diffusi tra gli analisti), che mette a confronto le due misure — questo significa che il “pattern” visivo di un’improvvisa espansione o contrazione può riflettere la dinamica descritta dalla BIS più che un reale cambiamento nella domanda di Bitcoin.
Scenario Bull vs Bear
Scenario rialzista: se piattaforme di analisi on-chain e testate specializzate adottano metodologie “corrette” — depurate dai change output e dalle self-transfer, come raccomanda la BIS — gli indicatori diventano più affidabili e i segnali di accumulo o distribuzione più facili da interpretare correttamente, riducendo il rischio di letture premature basate su volumi gonfiati. Un ritorno di Bitcoin sopra la resistenza di $81.700 in un contesto di dati on-chain più puliti rafforzerebbe la fiducia in segnali come quelli già descritti da BitcoinLive24 questa settimana.
Scenario ribassista: se la misura “ingenua” del volume di trasferimento continua a essere riportata come standard — come nota la stessa BIS — il rischio è che picchi di attività on-chain vengano scambiati per ondate di domanda reale quando in realtà riflettono solo resto tecnico o spostamenti tra wallet dello stesso utente. Una rottura sotto $75.000 in un contesto di dati on-chain sovrastimati aumenterebbe la probabilità di un test dei livelli di costo medio degli short-term holder, già a $73.190 secondo CryptoQuant.
Cosa Significa per gli Investitori
Il paper BIS non invalida gli indicatori on-chain, ma ne ridimensiona la pretesa di precisione: numeri come “volume di trasferimento” o “capitalizzazione di mercato” nascondono scelte metodologiche che raramente vengono dichiarate da chi li pubblica. Per chi segue analisi come quelle di BitcoinLive24 basate su indicatori come SOPR o realized cap, il messaggio pratico è distinguere tra dati “grezzi” (spesso gonfiati) e dati “aggiustati” per i change output, privilegiando fonti che dichiarano esplicitamente la metodologia usata. La BIS stessa raccomanda stime “granulari e delimitate”, cioè accompagnate da un margine di incertezza esplicito anziché da un singolo numero apparentemente definitivo.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati di prezzo sono aggiornati al momento della stesura e possono variare rapidamente.
Domande Frequenti
Cos’è la capitalizzazione di mercato “realizzata” di Bitcoin?
È una misura alternativa alla capitalizzazione di mercato standard che valuta ogni moneta al prezzo a cui è stata spostata l’ultima volta sulla blockchain, anziché al prezzo attuale. Secondo il paper BIS Working Paper 1377, durante i picchi di mercato la capitalizzazione semplice può arrivare fino a 4 volte quella realizzata.
Perché i volumi di trasferimento on-chain di Bitcoin possono variare fino a 6 volte?
Perché le transazioni Bitcoin generano spesso un “resto” (change output) che viene restituito al mittente ma può essere erroneamente conteggiato come trasferimento economico reale. Escludendo queste self-transfer, il paper BIS mostra che i flussi si riducono fino a un fattore sei.
Cos’è un “change output” in una transazione Bitcoin?
È l’importo residuo che torna al mittente quando spende un UTXO (unità di valore Bitcoin) più grande della cifra da inviare, generando un secondo output difficile da distinguere da un trasferimento reale senza euristiche dedicate.
Gli indicatori on-chain come il SOPR restano affidabili nonostante lo studio BIS?
Restano utili ma vanno letti con cautela: indicatori basati sul prezzo di realizzo per singolo UTXO, come SOPR e realized cap, sono meno esposti al problema dei change output rispetto ai semplici conteggi di volume, ma la BIS raccomanda comunque di trattare qualsiasi metrica on-chain come approssimazione, non come misura esatta.
Chi ha pubblicato lo studio e quando?
Il Working Paper 1377 è stato pubblicato dalla Bank for International Settlements a settembre 2026, firmato da Timothy Aerts, Jan Paulick e Violeta Vuletic (BIS) insieme a Ronald Heijmans della banca centrale olandese DNB.
Conclusione
Lo studio della BIS non cambia il prezzo di Bitcoin, ma cambia il modo in cui andrebbero letti i numeri che lo accompagnano: volumi di trasferimento e capitalizzazione di mercato, spesso presentati come fatti oggettivi, dipendono da scelte metodologiche che possono spostare il risultato fino a sei volte. Per una redazione come BitcoinLive24, che ogni settimana racconta indicatori come il sell-side risk ratio o il miner position index, il paper è un promemoria a citare sempre la fonte e la metodologia dietro ogni numero on-chain.
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