Le istituzioni non hanno venduto Bitcoin durante il crollo. Lo rivela un nuovo report di Bitwise Asset Management (societa’ statunitense di gestione patrimoniale, autrice dello studio), che ha intervistato responsabili degli investimenti di 15 grandi istituzioni globali tra ottobre 2025 e aprile 2026 — mesi in cui i prezzi delle criptovalute si sono dimezzati —: nessuna delle 15 ha ridotto la propria allocazione, e alcune hanno addirittura comprato di più. Il dato conferma che l’adozione istituzionale di Bitcoin si sta consolidando su posizioni strutturali di lungo periodo, non su scommesse speculative.
Il Traguardo: Zero Vendite su 15 Istituzioni
Secondo il report Bitwise, firmato dal Chief Investment Officer Matt Hougan e dal Head of Research Ryan Rasmussen, il campione comprende endowment universitari, fondi pensione pubblici, fondi sovrani, multi-family office e società quotate, intervistati nell’arco di tre mesi. Il dato centrale: nessuna istituzione ha ridotto la propria allocazione crypto durante un crollo di circa il 50% tra ottobre 2025 e aprile 2026, e diverse hanno aumentato gli acquisti proprio in quella fase. Come riportato da Bitcoin Magazine, il 100% delle istituzioni che possiedono asset digitali detiene Bitcoin, che per quasi tutte rappresenta il primo acquisto crypto, la posizione più grande e quella detenuta più a lungo.
Adozione Istituzionale: Come Funziona l’Allocazione
L’allocazione crypto delle 15 istituzioni intervistate varia da 0,5% al 13% degli asset investibili, con la maggior parte concentrata tra l’1% e il 2%, secondo i dati Bitwise. Bitcoin (spiegazione: la prima criptovaluta, nata nel 2009, concepita come riserva di valore digitale) occupa un ruolo diverso rispetto alle altre crypto in portafoglio: Ethereum e Solana vengono trattati come scommesse tecnologiche minori, con “condizioni di uscita esplicite legate all’accrescimento di valore”, mentre Bitcoin è l’unico asset su cui, secondo il report, la convinzione istituzionale resta costante nel tempo.
Diversi endowment stanno costruendo la posizione Bitcoin accanto a quella in oro, trattandolo come copertura contro la svalutazione monetaria (in gergo, “debasement trade”: comprare un asset per proteggersi dalla perdita di valore della valuta). Una fonte citata da Bitwise ha dichiarato: “Le persone iniziano a usare Bitcoin come trade di debasement insieme all’oro”. Un’istituzione classifica Bitcoin direttamente nel proprio “paniere oro”, mentre un fondo sovrano finanzia parte della propria allocazione crypto vendendo oro e riserve in valuta estera.
Chi ne Beneficia
La conferma arriva in un momento in cui il tema dell’adozione istituzionale è già centrale per il mercato: BitcoinLive24 ha riportato di recente gli afflussi record sugli ETF Bitcoin, oltre 1,7 miliardi di dollari in due giorni, e l’accumulo di oltre un miliardo di dollari in Bitcoin da parte di BlackRock. I dati Bitwise aggiungono un tassello qualitativo a questi flussi: non solo gli istituzionali comprano, ma restano fermi anche quando il mercato scende, un comportamento diverso da quello tipico degli investitori retail durante le fasi ribassiste. Ne beneficiano gli emittenti di ETF spot, i custodian regolamentati e, indirettamente, l’intero ecosistema, perché una base di detentori a lungo termine riduce la volatilità strutturale nel tempo.
Il Quadro Generale
Un endowment intervistato da Bitwise ha descritto la propria posizione come una scommessa di lungo periodo su Bitcoin come mercato da 20.000 miliardi di dollari nell’arco di 5-15 anni. Un investment consultant citato nel report ha sintetizzato così la logica di permanenza: “Se la tesi è corretta, dato l’andamento a S dell’adozione, vendere ora significherebbe vendere troppo presto”. Diverse istituzioni hanno già attraversato più correzioni superiori al 50%, incluso il 2022, senza uscire dalla posizione. Al momento della pubblicazione del report, secondo Bitcoin Magazine il prezzo di Bitcoin si attestava a 84.506 dollari, invariato nelle 24 ore precedenti e in rialzo di circa il 7% nell’ultimo mese — un contesto di ripresa che rende ancora più rilevante la tenuta istituzionale osservata durante il crollo di ottobre 2025-aprile 2026.
| Metrica (fonte: Bitwise, report 23 settembre 2026) | Dato |
|---|---|
| Istituzioni intervistate | 15 |
| Istituzioni che hanno ridotto l’allocazione nel crollo | 0 |
| Istituzioni (con crypto) che possiedono Bitcoin | 100% |
| Range allocazione su asset investibili | 0,5% – 13% |
| Calo prezzo crypto (ott. 2025 – apr. 2026) | ~50% |
| Prezzo Bitcoin (rilevazione fonte, 24set2026) | $84.506, +7% in 30gg |
Sfide e Prossimi Passi
Bitwise si aspetta che la maggioranza delle istituzioni globali deterrà asset crypto entro i prossimi cinque anni, ma il report individua anche i limiti di questa fiducia: gli allocatori intervistati hanno indicato come trigger di uscita non il calo di prezzo, bensì un ribaltamento della tesi di investimento, un’inversione normativa o una crisi di credibilità a livello di settore. La sfida per l’ecosistema Bitcoin resta quindi trasformare la tenuta attuale in un’adozione ancora più ampia, mantenendo la fiducia normativa che finora ha sostenuto l’ingresso di capitali istituzionali di lungo periodo. Anche l’evoluzione dell’adozione di Bitcoin supportata da strumenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbe accelerare l’accesso di nuovi allocatori istituzionali nei prossimi trimestri.
In Sintesi
Il messaggio del report Bitwise è chiaro: 0 istituzioni su 15 hanno ridotto la posizione Bitcoin durante un crollo del 50%, e il 100% di chi detiene crypto detiene Bitcoin come asset primario. Per la redazione di BitcoinLive24, questo comportamento conferma che l’adozione istituzionale non è più una fase sperimentale: è diventata una componente strutturale dei portafogli, con logiche di permanenza diverse da quelle degli investitori retail.
Domande Frequenti
Cos’è il report Bitwise sull’adozione istituzionale?
È uno studio di Bitwise Asset Management, firmato da Matt Hougan e Ryan Rasmussen, che ha intervistato responsabili degli investimenti di 15 grandi istituzioni globali su come gestiscono la loro allocazione in asset digitali.
Le istituzioni hanno venduto Bitcoin durante il crollo?
No: secondo il report, nessuna delle 15 istituzioni intervistate ha ridotto la propria allocazione crypto durante il calo di circa il 50% registrato tra ottobre 2025 e aprile 2026.
Perché le istituzioni preferiscono Bitcoin alle altre crypto?
Perché lo trattano come riserva di valore a lungo termine, spesso accanto all’oro, mentre altre crypto come Ethereum e Solana vengono gestite come posizioni speculative minori con condizioni di uscita esplicite.
Cosa farebbe uscire un’istituzione da Bitcoin?
Non il prezzo: gli allocatori intervistati citano come trigger un ribaltamento della tesi di investimento, un’inversione normativa o una crisi di credibilità a livello di settore.
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