MSCI e Strategy: il Think Tank BPI Contesta la Regola

Schermo con dati finanziari digitali, indici di borsa e grafici

Il Bitcoin Policy Institute (BPI, think tank non profit che si definisce «non-partisan» e che si occupa di politiche pubbliche su Bitcoin) contesta la proposta di MSCI sulle società «non operative», che nella simulazione del fornitore di indici escluderebbe Strategy e Metaplanet. Nel paper «Wall Street’s Invisible Committee», firmato dal direttore esecutivo Conner Brown e pubblicato il 30 settembre 2026, il BPI chiede di ritirare la regola. MSCI ha dichiarato che annuncerà la decisione entro il 16 ottobre, secondo il paper del BPI.

Per le aziende che tengono bitcoin in tesoreria la posta è concreta: un’esclusione dagli indici MSCI obbliga in genere i fondi che li replicano a vendere le azioni. BitcoinLive24 segue il dossier dalla lettera di Strategy a MSCI del 31 agosto.

La regola MSCI sulle società non operative: cosa prevede

MSCI, uno dei tre maggiori fornitori mondiali di indici azionari, dichiara 21 trilioni di dollari di attivi che seguono i propri benchmark, secondo il BPI. Secondo il paper, il 54% degli attivi dei fondi a lungo termine negli Stati Uniti segue in larga parte benchmark preparati da sole tre società.

La consultazione di agosto 2026 propone un test in due fasi. Nella prima, MSCI verifica se gli «operating assets» (attività operative) superano il 50% dell’attivo totale. Chi non supera questa soglia passa alla seconda fase, dove viene valutato su cinque indicatori finanziari ed escluso se ne fallisce quattro, come descritto nel paper del BPI.

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Indicatore (seconda fase)Soglia indicata dal BPI
Attività operativeInferiori al 20% dell’attivo totale
Spese operativeInferiori al 5% dell’attivo
Flusso di cassa operativoNegativo
Variazioni di fair value non operativeElevate
Flusso di cassa da finanziamentoSuperiore al 20% dell’attivo

Per i titoli già presenti negli indici le regole sono più graduali: secondo il BPI valgono soglie con margine del 10% e del 30% per attività operative e dipendenza da capitale esterno, e la rimozione scatta solo dopo due revisioni annuali consecutive. Un primo fallimento colloca la società in una nuova «watchlist» pubblica. Una società non ancora inclusa, invece, viene esclusa sulla base di un solo bilancio.

Strategy e Metaplanet nella simulazione di MSCI

Nella simulazione di MSCI la nuova metodologia eliminerebbe tre società: Strategy (ex MicroStrategy), Metaplanet (la società giapponese che accumula bitcoin) e Yellow Cake plc, che detiene uranio. Lo riporta il BPI, e lo conferma Cointelegraph.

Il costo potenziale era stato stimato a novembre 2025, per la prima proposta di MSCI (asset digitali almeno al 50%): gli analisti di JPMorgan avevano calcolato circa 2,8 miliardi di dollari di vendite forzate da parte dei fondi che replicano gli indici MSCI in caso di esclusione di Strategy, cifra che sarebbe salita a 8,8 miliardi se altri fornitori avessero seguito MSCI, secondo il BPI, che cita Barron’s e Reuters.

Il BPI osserva un dettaglio contabile. Dal 2025 Strategy registra utili e perdite sul bitcoin tra le spese operative: nel primo semestre 2026 le perdite ammontano a 22,8 miliardi di dollari, contro 195 milioni di altre spese operative. Secondo il paper, con i dati così come depositati l’indicatore sulle spese non scatterebbe, e il risultato simulato richiederebbe una riclassificazione non spiegata nella consultazione.

Dal 2025 a oggi: cronologia della regola

Il percorso è partito nel settembre 2025; la consultazione formale si è aperta il 10 ottobre 2025, con la proposta di escludere dai suoi indici globali le società con almeno il 50% dell’attivo in asset digitali. L’elenco preliminare comprendeva 37 titoli, 12 dei quali già negli indici, secondo il BPI.

DataEvento
10 ottobre 2025MSCI propone l’esclusione delle società con almeno il 50% dell’attivo in asset digitali
6 gennaio 2026La proposta viene accantonata «at this time»; blocco degli aumenti di azioni e delle nuove ammissioni
Agosto 2026Nuova consultazione sulle società non operative, senza citare bitcoin
31 agosto 2026Strategy risponde con una lettera di Michael Saylor e Phong Le
30 settembre 2026Chiusura dei commenti pubblici
Entro il 16 ottobre 2026Decisione attesa di MSCI
Intorno al 1° dicembre 2026Eventuale entrata in vigore alla revisione di novembre

Il 6 gennaio 2026 MSCI ha dichiarato di non applicare la regola «at this time» e di voler aprire una consultazione più ampia. Nello stesso annuncio ha però bloccato gli aumenti del numero di azioni conteggiate per le società coinvolte e rinviato le nuove ammissioni, come ricostruisce il BPI. In pratica i fondi non avrebbero più comprato le azioni nuove emesse da Strategy.

Strategy ha risposto alla nuova consultazione il 31 agosto 2026, con una lettera firmata dal presidente esecutivo Michael Saylor e dal CEO Phong Le. La proposta è definita «discriminatory, arbitrary, and misguided» (discriminatoria, arbitraria e fuorviante) e, secondo la lettera citata dal BPI, riproporrebbe la regola del 2025 «in different language, but reaching the same result» (con un linguaggio diverso, ma con lo stesso risultato).

I metadati del PDF e la richiesta di trasparenza

Un passaggio del paper riguarda i metadati del PDF pubblico della consultazione di agosto. Un campo chiamato «Tfs.LastKnownPath» riporta un percorso con le cartelle «Projects/DATCOs», «Operating vs Non Operating» e «IPC Decks». DATCOs sta, presumibilmente, per digital asset treasury companies, le società che tengono asset digitali in tesoreria.

Il BPI ne ricava che il test del 2026 sia stato sviluppato nel filone di lavoro dedicato a queste società, e chiede a MSCI di spiegare come l’iniziativa precedente abbia influenzato la proposta più ampia. Lo stesso paper precisa però che il percorso non dimostra esclusioni decise in anticipo, e che i metadati possono sopravvivere al riuso di una presentazione.

Il BPI contesta anche il termine «operating assets», che non è una categoria standard di bilancio né nei principi contabili USA (GAAP) né negli IFRS. Secondo il paper, MSCI dovrebbe quindi classificare a propria discrezione cassa, investimenti, magazzino, diritti minerari e partecipazioni strategiche prima ancora di calcolare gli indicatori.

Cosa chiede il BPI e cosa può succedere ora

La richiesta principale è che MSCI ritiri il test. In alternativa, il BPI rilancia la proposta avanzata da Strive a dicembre 2025: una variante opzionale degli indici che escluda le società non operative, lasciando intatto il benchmark standard. Il paper chiede inoltre alla SEC di concludere l’istruttoria avviata nel 2022 con una richiesta di commenti sul ruolo dei fornitori di indici, e di imporre un processo pubblicato, con commenti e motivazioni, per ogni modifica categorica ai criteri di ammissibilità degli indici usati dai fondi registrati.

Il paper sostiene inoltre che l’ambiguità del test potrebbe colpire anche settori strategici a lungo ciclo di investimento, come i satelliti (AST SpaceMobile) e il litio (Lithium Americas), e che la neutralità dichiarata da MSCI alla SEC sia messa in discussione. Cointelegraph ha chiesto un commento a MSCI sulla vicenda, senza risposta prima della pubblicazione.

MSCI ha dichiarato in passato, rispondendo agli investigatori del Congresso USA nel 2024, che un indice è «un semplice calcolo matematico» che non indirizza gli investimenti, come ricorda il paper. In termini pratici gli esiti possibili sono due: ritiro o modifica della regola, oppure adozione per la revisione di novembre. Per chi segue le tesorerie in bitcoin il 16 ottobre è la data da segnare. Resta un limite: il paper è opera di un think tank dedicato a Bitcoin, quindi va letto come una posizione di parte.

Per seguire gli sviluppi in tempo reale, scarica l’app BitcoinLive24. Sul fronte delle società quotate con bitcoin in bilancio, vedi anche l’analisi sui premi mNAV sotto pressione e il caso di Metaplanet che taglia il pool di azioni.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria.

Domande frequenti sulla regola MSCI e Strategy

Che cos’è la proposta MSCI sulle società non operative?

È una consultazione di agosto 2026 che propone un test in due fasi per escludere dagli indici le società il cui valore deriva soprattutto dall’accumulo di asset non operativi. Il primo test usa una soglia del 50% di attività operative sull’attivo totale, il secondo cinque indicatori finanziari, secondo il BPI.

Quali società verrebbero escluse?

Nella simulazione di MSCI verrebbero eliminate Strategy, Metaplanet e Yellow Cake plc. L’esito reale dipende dalla decisione finale e dalla classificazione degli asset.

Quando decide MSCI?

MSCI ha dichiarato che annuncerà i risultati entro il 16 ottobre 2026. Se la regola passa, le modifiche entrerebbero in vigore con la revisione di novembre, intorno al 1° dicembre.

Quanto potrebbero vendere i fondi?

Secondo la stima di JPMorgan del novembre 2025, riferita alla prima proposta MSCI e citata dal BPI, l’esclusione di Strategy avrebbe comportato circa 2,8 miliardi di dollari di vendite, fino a 8,8 miliardi se altri fornitori avessero seguito MSCI. È una stima di analisti, non un dato ufficiale, e non riguarda direttamente il test del 2026.

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Redazione Bitcoinlive24

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