La battaglia tra Strategy e MSCI (Morgan Stanley Capital International, il principale fornitore mondiale di indici azionari) entra in una nuova fase. Lunedì 31 agosto Strategy ha inviato una lettera ufficiale a MSCI, firmata dal fondatore Michael Saylor e dal CEO Phong Le, definendo “discriminatoria, arbitraria e fuorviante” la proposta che rischia di escludere l’azienda dai Global Investable Market Indexes. La mossa arriva quattro giorni dopo che BitcoinLive24 aveva riportato la minaccia iniziale di MSCI, con JPMorgan che stimava fino a 2,8 miliardi di dollari di deflussi in caso di esclusione.
Cosa Dice la Lettera di Strategy a MSCI
Nella lettera, Strategy accusa MSCI di voler “discriminare gli asset digitali” con un provvedimento che “mette in discussione la neutralità e l’affidabilità” del fornitore di indici. Un secondo passaggio, citato testualmente da Bitcoin Magazine, definisce la proposta 2026 “discriminatoria, arbitraria e fuorviante, come già lo era quella del 2025 che MSCI aveva ritirato” — un riferimento diretto a un precedente tentativo di MSCI, poi archiviato.
La consultazione MSCI riguarda la classificazione delle cosiddette “non-operating companies”: società il cui bilancio è dominato da asset non operativi (nel caso di Strategy, il Bitcoin in tesoreria) rischiano l’esclusione dagli indici globali seguiti da migliaia di fondi istituzionali. L’articolo di Bitcoin Magazine non specifica la soglia percentuale esatta né la data di entrata in vigore della proposta 2026, a differenza della versione 2025 (che fissava il limite al 50% degli asset totali) poi ritirata da MSCI.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Bitcoin in tesoreria Strategy | 845.050 BTC |
| Valore stimato (31 agosto) | circa $65,8 miliardi |
| Firmatari lettera | Michael Saylor (fondatore), Phong Le (CEO) |
| Performance MSTR lunedì | +4% |
| Performance MSTR da inizio anno | -15% |
| Deflussi stimati se esclusa (JPMorgan, stima precedente) | fino a $2,8 miliardi |
Chi è Strategy e Perché lo Scontro con MSCI Conta
Strategy (ex MicroStrategy, Nasdaq: MSTR) è la più grande società quotata al mondo per riserve di Bitcoin, con 845.050 BTC in tesoreria al valore corrente di circa 65,8 miliardi di dollari. L’azienda, guidata da Saylor come presidente esecutivo e da Phong Le come CEO, ha costruito il proprio modello di business trasformando gran parte del bilancio aziendale in un veicolo di esposizione a Bitcoin, come confermato anche dalla recente ripresa degli acquisti da 370 milioni di dollari dopo una pausa di due mesi.
Un’eventuale esclusione dagli indici MSCI non è solo simbolica: i fondi passivi che replicano quegli indici sarebbero costretti a vendere le proprie posizioni in MSTR, generando pressione strutturale sul titolo indipendentemente dall’andamento di Bitcoin.
L’Impatto sul Mercato
Il titolo MSTR ha chiuso lunedì in rialzo del 4%, segnale che il mercato ha letto la risposta pubblica di Strategy come un elemento di chiarezza più che di rischio aggiuntivo. Da inizio anno, tuttavia, l’azione resta in calo del 15%, riflettendo mesi di incertezza su regolamentazione degli asset digitali in bilancio e sulla sostenibilità del modello di leva su Bitcoin adottato dall’azienda.
Non è la prima volta che Strategy affronta un fornitore di indici: la proposta MSCI del 2025, con soglia fissata al 50% di asset non operativi, era stata ritirata dopo le pressioni del settore. Il fatto che MSCI sia tornata alla carica nel 2026 con una nuova consultazione suggerisce che il tema resta irrisolto per l’intero comparto delle “Bitcoin treasury company”.
Il Contesto di Settore
Lo scontro Strategy-MSCI arriva nella stessa settimana in cui Strive ha superato Bullish diventando il quinto maggiore detentore corporate di Bitcoin, a conferma che il modello delle società-tesoreria in Bitcoin continua ad attrarre nuovi player nonostante l’incertezza regolamentare sugli indici. Se MSCI dovesse confermare l’esclusione per le aziende con bilancio dominato da asset digitali, l’intero segmento — non solo Strategy — dovrebbe fare i conti con un costo di capitale più alto e una base di investitori istituzionali più ristretta.
Cosa Significa per il Futuro
Per ora Strategy gioca la carta della pressione pubblica, esattamente come nel 2025 quando MSCI fece marcia indietro. Se la storia si ripetesse, la consultazione 2026 potrebbe chiudersi senza modifiche sostanziali all’idoneità di MSTR per gli indici globali. In caso contrario, il precedente aprirebbe la strada a criteri simili da parte di altri index provider (S&P, FTSE Russell), con conseguenze dirette sull’intero comparto delle società quotate con Bitcoin in bilancio.
Domande Frequenti
Cosa propone MSCI su Strategy?
MSCI sta consultando una nuova classificazione per le “non-operating companies” che potrebbe escludere Strategy dai Global Investable Market Indexes a causa del peso del Bitcoin nel suo bilancio.
Perché Strategy si oppone alla proposta?
Strategy sostiene che la proposta sia “discriminatoria, arbitraria e fuorviante” e che discrimini ingiustamente gli asset digitali rispetto ad altre classi di attivi non operativi già presenti negli indici.
Quanto Bitcoin possiede oggi Strategy?
Strategy detiene 845.050 BTC, per un valore stimato di circa 65,8 miliardi di dollari al 31 agosto 2026.
È già successo in passato con MSCI?
Sì: una proposta simile nel 2025, con soglia al 50% di asset non operativi, era stata ritirata da MSCI dopo le pressioni del settore.
Cosa rischia Strategy se l’esclusione venisse confermata?
I fondi passivi legati agli indici MSCI sarebbero costretti a vendere le posizioni in MSTR, con pressione strutturale sul titolo indipendente dal prezzo di Bitcoin.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
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