La Grecia ha messo in consultazione pubblica una tassa del 10% sulle plusvalenze crypto dei privati, con esenzione per le plusvalenze fino a 500 euro per anno fiscale. Lo scrive il Ministero greco dell’Economia e delle Finanze nel comunicato del 7 ottobre 2026 sul nuovo disegno di legge, ripreso l’8 ottobre da Cointelegraph. Secondo il ministero, la norma serve a colmare un vuoto legislativo e a dare più certezza fiscale a chi possiede Bitcoin e altre criptovalute; la consultazione si chiude il 22 ottobre e l’obiettivo è il voto in Parlamento nella prima settimana di novembre.
Grecia, Tassa sulle Plusvalenze Crypto: Cosa Prevede la Bozza
Il ministero greco ha pubblicato il testo come parte di un disegno di legge più ampio, dedicato soprattutto alla protezione dei debitori e alla vigilanza sui servicer (le società che gestiscono i crediti deteriorati). Secondo il comunicato ufficiale, il capitolo sulle criptovalute stabilisce che la plusvalenza (il guadagno realizzato vendendo un asset a un prezzo più alto di quello d’acquisto) delle persone fisiche sarà tassata con aliquota del 10%.
La plusvalenza viene calcolata, di regola, come differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di cessione. Il testo prevede regole specifiche per documentare le operazioni e per determinare il prezzo medio di acquisto quando le crypto sono state comprate in più tranche.
Soglia di 500 Euro e Scambi tra Crypto: le Regole Chiave
La bozza greca esenta dall’imposta le plusvalenze fino a 500 euro per ciascun anno fiscale, e stabilisce che lo scambio di una criptovaluta con un’altra non genera una plusvalenza tassabile, come indica il Ministero greco dell’Economia e delle Finanze. La tassa scatta quindi quando si realizza il guadagno, non a ogni passaggio tra due token.
| Voce | Cosa prevede la bozza |
|---|---|
| Plusvalenze delle persone fisiche | Aliquota del 10% |
| Soglia di esenzione | Fino a 500 euro per anno fiscale |
| Scambio crypto contro crypto | Nessuna plusvalenza tassabile |
| Staking, prestiti e liquidità | Tassati come interessi, aliquota del 10% |
| Crypto ricevute da lavoratori, soci o azionisti | Valutate in euro al momento dell’acquisizione |
| Digital Transaction Fee sulla vendita | Non applicata |
| Dichiarazione volontaria di vecchie plusvalenze | Possibile entro 12 mesi dalla pubblicazione della legge, senza multe né interessi, alle condizioni previste |
Staking, Prestiti e Liquidità: Tassati Come Interessi
La tassa non riguarda solo la vendita. Secondo il Ministero greco dell’Economia e delle Finanze, i rendimenti da attività come il prestito di crypto, la fornitura di liquidità e lo staking (il blocco di token per validare le transazioni di una rete) saranno tassati come interessi, sempre con aliquota del 10%. Cointelegraph riporta lo stesso punto della bozza.
Il testo disciplina anche altri casi. Le crypto date a dipendenti, soci o azionisti come beneficio in natura saranno valutate in euro al momento in cui vengono acquisite, mentre l’acquisto di criptovalute rientra tra le spese di acquisizione di beni considerate ai fini dei tekmiria, i criteri di reddito presunto del fisco greco. Per le successioni, le donazioni e i trasferimenti tra familiari, le crypto sono classificate come bene mobile immateriale situato all’estero, con valore determinato in euro il giorno prima dell’insorgere dell’obbligo fiscale, scrive il ministero.
Dal 15% al 10%: Cosa Era Trapelato a Giugno
L’aliquota ufficiale è più bassa di quella anticipata mesi fa. Il 5 giugno 2026 Reuters, nella versione ripresa da Skai, scriveva che il governo greco stava preparando una tassa del 15% sulle plusvalenze crypto, citando due funzionari a conoscenza del dossier. Secondo quel resoconto, il testo avrebbe previsto una soglia esente di 500 euro sui primi guadagni.
| Dato | Anticipazione di giugno (Reuters) | Bozza in consultazione (7 ottobre) |
|---|---|---|
| Aliquota sulle plusvalenze | 15% | 10% |
| Soglia esente | 500 euro sui primi guadagni | 500 euro per anno fiscale |
| Stato del testo | In fase di redazione, secondo due funzionari | In consultazione fino al 22 ottobre |
Il confronto mostra che, tra l’indiscrezione e il testo pubblicato, la parte rimasta invariata è la soglia di 500 euro, mentre l’aliquota è scesa di cinque punti. Il comunicato del ministero non spiega il motivo del cambiamento.
Il Quadro Europeo: Aliquote Molto Diverse da un Paese all’Altro
In Europa non esiste un’unica regola. Sempre secondo Reuters, nella versione di Skai, la tassazione delle crypto varia da circa l’8% di Cipro fino al 30% della Francia, e nella maggior parte dei paesi il prelievo si applica alle plusvalenze. Con il 10%, la Grecia si collocherebbe nella parte bassa di quella forbice.
Altri governi stanno ridisegnando il proprio sistema. Come abbiamo raccontato su BitcoinLive24, i Paesi Bassi vogliono una tassa sulle plusvalenze dal 2028, con la questione crypto ancora aperta. Sul fronte dell’accesso al mercato regolamentato, anche la Bielorussia ha registrato le prime due banche crypto e la BaFin ha rifiutato la licenza MiCA a Bitcoin.de: sono tessere diverse dello stesso mosaico, in cui gli Stati chiariscono regole e prelievi per chi opera in crypto.
Cosa Cambierebbe per Chi Detiene Bitcoin in Grecia
Per un piccolo investitore, la soglia di 500 euro significa che i guadagni modesti realizzati in un anno non vengono tassati, mentre sopra quel limite si applica il 10%. Chi usa Bitcoin come riserva di lungo periodo e non vende non realizza plusvalenze; chi invece percepisce rendimenti da staking o prestiti dovrebbe, stando alla bozza, vederli trattati come interessi. Il Ministero greco dell’Economia e delle Finanze aggiunge la possibilità di dichiarare volontariamente le plusvalenze di operazioni passate, senza sanzioni, per 12 mesi dalla pubblicazione della legge.
Si tratta ancora di un progetto: il testo può cambiare durante la consultazione e il passaggio parlamentare. Per questo conviene leggere i dettagli finali una volta approvata la legge, soprattutto sul calcolo del prezzo medio di acquisto, che nel comunicato è solo accennato.
Prospettive: le Tappe fino al Voto di Novembre
Il calendario indicato dal Ministero greco dell’Economia e delle Finanze è serrato. La consultazione pubblica termina il 22 ottobre 2026 alle 10:00, poi il disegno di legge dovrebbe approdare in Parlamento con l’obiettivo di essere votato nella prima settimana di novembre. Restano tre punti da seguire:
- Commenti in consultazione: eventuali modifiche ad aliquota, soglia o regole sul prezzo medio di acquisto.
- Voto parlamentare: il ministero punta alla prima settimana di novembre.
- Finestra di dichiarazione volontaria: i 12 mesi decorrono dalla pubblicazione della legge.
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Domande Frequenti sulla Tassa Crypto in Grecia
Quanto sarà la tassa sulle plusvalenze crypto in Grecia?
La bozza prevede un’aliquota del 10% sulle plusvalenze delle persone fisiche, secondo il Ministero greco dell’Economia e delle Finanze. Le plusvalenze fino a 500 euro per anno fiscale non sono tassate.
Scambiare Bitcoin con un’altra crypto è tassato?
No, secondo la bozza lo scambio di una criptovaluta con un’altra non genera una plusvalenza tassabile. Il ministero greco indica che la tassazione riguarda la cessione, con regole su prezzo di acquisto e prezzo medio.
Lo staking viene tassato in Grecia?
Sì, secondo la bozza i rendimenti da staking, prestito e fornitura di liquidità sono tassati come interessi con aliquota del 10%. Lo riportano il ministero e Cointelegraph.
Quando entra in vigore la tassa?
Non c’è ancora una data di entrata in vigore. La consultazione pubblica si chiude il 22 ottobre 2026 e l’obiettivo del ministero è il voto in Parlamento nella prima settimana di novembre.
Si possono dichiarare le vecchie plusvalenze senza multe?
Sì, la bozza prevede una dichiarazione volontaria delle plusvalenze di operazioni precedenti entro 12 mesi dalla pubblicazione della legge, senza sanzioni né interessi, alle condizioni previste dal testo.
