Bitcoin Regge a $62.600 Mentre Trump Riattiva il Blocco di Hormuz

Bitcoin Regge a $62.600 Mentre Trump Riattiva il Blocco di Hormuz

Bitcoin resta stabile a $62.600 (-0,3% nelle ultime 24 ore secondo CoinDesk) nonostante il presidente statunitense Donald Trump abbia annunciato lunedì 13 luglio il ripristino del blocco navale USA sullo Stretto di Hormuz contro le navi iraniane. La decisione arriva dopo un weekend di pesanti scambi di missili e droni tra forze americane e iraniane, che ha di fatto azzerato un accordo interinale di de-escalation firmato a giugno. Per BitcoinLive24 si tratta del terzo episodio di tensione diretta tra Washington e Teheran in meno di due settimane, con effetti immediati su petrolio, tassi Fed e mercati crypto.

Trump Riattiva il Blocco di Hormuz: la Dichiarazione

Trump ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti stanno “ripristinando il blocco iraniano”, precisando che la misura riguarda esclusivamente le navi e i clienti commerciali di Teheran, mentre “tutti gli altri paesi avranno libero e corretto utilizzo dello Stretto”. Il presidente ha aggiunto che Washington applicherà una tassa del 20% su tutti i carichi non iraniani in transito nello stretto, un passaggio che movimenta circa un quinto del petrolio mondiale.

L’annuncio segue un’escalation nel weekend: secondo Axios, forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi missilistici e con droni su scala crescente, con Teheran che sostiene di aver colpito basi militari USA nel Golfo e di aver mantenuto lo Stretto di Hormuz chiuso. La escalation mette in discussione l’accordo interinale USA-Iran firmato a giugno, che prevedeva 60 giorni di negoziati per riaprire stabilmente la rotta.

Il petrolio vola, i mercati tradizionali si muovono

Il prezzo del petrolio ha reagito con forza. Secondo US News, il greggio è salito di circa il 9% nel weekend fino a circa $83 al barile sulla scia della prima ondata di scontri. Il Brent ha poi guadagnato un ulteriore 2,8% lunedì, arrivando a circa $85 al barile: il secondo giorno consecutivo di rialzo. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni resta sopra il 4,6%, segnale che gli investitori tradizionali stanno già prezzando un premio di rischio geopolitico più alto.

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Questa non è la prima volta che la crisi nello Stretto di Hormuz muove i mercati Bitcoin: pochi giorni fa un attacco simile aveva già spinto BTC sopra i $63.000 in una fase di panic buying temporaneo, salvo poi rientrare nel range attuale.

Bitcoin tra correlazione macro e test del CPI

Bitcoin ha chiuso l’ultima settimana sostanzialmente piatto, muovendosi all’interno del range $59.000-$66.000 che caratterizza il mercato da inizio luglio. La tenuta di quota $62.600 nonostante lo shock geopolitico segnala, secondo diversi trader citati da CoinDesk, che il mercato sta attendendo conferme più solide prima di muoversi in una direzione precisa.

Il vero catalizzatore della giornata è però un altro: il report sull’inflazione USA (CPI) atteso per il 14 luglio. Gli economisti prevedono un’inflazione headline al 3,8% su base annua, in calo dal 4,2% precedente, con l’inflazione core stabile al 2,9%. Un dato più caldo del previsto rafforzerebbe le probabilità di un rialzo dei tassi, un dato più freddo le indebolirebbe — con conseguenze dirette sugli asset a rischio come Bitcoin.

La Fed osserva: 40% di probabilità di rialzo a luglio

Secondo il CME FedWatch Tool (lo strumento che stima le probabilità implicite di mercato sulle decisioni di tasso della Fed), i trader stanno prezzando una probabilità del 40% di un rialzo dei tassi Federal Reserve nella riunione del 28-29 luglio. È una svolta significativa rispetto alle settimane precedenti, quando il mercato scontava quasi esclusivamente tagli o una pausa. L’ipotesi di un rialzo, alimentata dal rincaro del petrolio e dal rischio di inflazione importata, arriva proprio mentre alla Fed prende forma il nuovo corso guidato da Kevin Warsh, considerato più attento agli asset digitali rispetto alla gestione precedente.

IndicatoreValoreFonte
Bitcoin (spot)$62.600 (-0,3% 24h)CoinDesk
Petrolio (weekend)+9% a ~$83/barileUS News
Brent (lunedì)+2,8% a ~$85/barileCoinDesk
Rendimento Treasury 10 anni>4,6%CoinDesk
Probabilità rialzo Fed (luglio)40% (CME FedWatch)CoinDesk
CPI headline atteso3,8% annuo (da 4,2%)CoinDesk
CPI core atteso2,9% annuoCoinDesk
Prossima riunione Fed28-29 luglio 2026CoinDesk

Cosa cambia per chi segue Bitcoin da vicino

La combinazione di rischio geopolitico in Medio Oriente, tassa del 20% sul transito di Hormuz e un report CPI decisivo nello stesso giorno crea una delle giornate più dense di catalizzatori delle ultime settimane. Il trasferimento di 2.875 BTC verso Coinbase Prime avvenuto ieri da parte del governo USA, avvolto ancora in domande sul rispetto della riserva strategica “no-sell” voluta da Trump, si inserisce nello stesso clima di incertezza politica attorno agli asset digitali.

Per il momento Bitcoin sta assorbendo lo shock senza rompere il proprio range, un comportamento che alcuni analisti leggono come segno di maturazione del mercato rispetto a shock geopolitici puramente esogeni. Il vero test arriva con la pubblicazione del CPI e con l’evoluzione, ora per ora, della crisi nello Stretto di Hormuz.

Domande Frequenti

Perché lo Stretto di Hormuz è così importante per i mercati?
Lo Stretto di Hormuz è il passaggio marittimo attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Qualsiasi blocco, anche parziale, fa salire i prezzi dell’energia e aumenta l’incertezza sui mercati finanziari globali, Bitcoin incluso.

Il blocco di Trump riguarda anche le navi non iraniane?
No. Secondo l’annuncio di Trump, il blocco colpisce solo le navi e i clienti commerciali iraniani; gli altri paesi mantengono libero transito, ma pagando una tassa del 20% sul carico secondo quanto dichiarato dal presidente.

Cosa ci si aspetta dal report CPI del 14 luglio?
Gli economisti prevedono un’inflazione headline al 3,8% annuo, in calo dal 4,2% precedente, con il dato core stabile al 2,9%. Un valore superiore alle attese aumenterebbe le probabilità di un rialzo dei tassi Fed a fine luglio.

Come ha reagito Bitcoin all’escalation Iran-USA?
Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile a $62.600, restando all’interno del range $59.000-$66.000 in cui si muove da inizio luglio, senza mostrare per ora una reazione direzionale marcata allo shock geopolitico.

Cosa significa un rialzo dei tassi Fed per Bitcoin?
Un rialzo dei tassi tende storicamente a ridurre l’appetito per asset a rischio come Bitcoin, rendendo più attraenti gli strumenti a reddito fisso. Al momento della stesura il mercato prezza una probabilità del 40% per la riunione del 28-29 luglio.

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Redazione Bitcoinlive24

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