BitMEX chiuderà definitivamente i battenti il 23 settembre 2026, ma nel suo fondo assicurativo restano circa 270 milioni di dollari in Bitcoin e USDT senza una destinazione dichiarata. La cifra, crollata del 90% rispetto al picco storico dopo un misterioso ribilanciamento nel novembre 2025, ha acceso i sospetti di migliaia di trader proprio mentre l’exchange affronta una nuova class action per frode.
Da 36.400 a 3.600 Bitcoin: la parabola del fondo assicurativo
Il fondo assicurativo di BitMEX ha superato quota 36.400 BTC nel marzo 2020, durante il crollo dei mercati legato alla pandemia, secondo la ricostruzione di Protos (testata giornalistica specializzata in crypto ed exchange). A quel livello, e ai prezzi attuali di Bitcoin vicini ai 64.000$, il fondo varrebbe oggi oltre 2 miliardi di dollari; al massimo storico di BTC sopra i 126.000$ toccato nelle scorse 52 settimane, il suo valore avrebbe superato i 4,5 miliardi.
Il fondo nasce da un meccanismo particolare: non è alimentato da premi assicurativi o capitale versato dagli azionisti, ma dalle posizioni in perdita liquidate con leva dai clienti stessi. Durante il flash crash del 10-11 ottobre 2025 — innescato dalla minaccia di dazi al 100% verso la Cina e da prezzi anomali su alcune coppie di trading di Binance, che secondo Protos hanno cancellato oltre 19 miliardi di dollari in posizioni a leva nell’intero settore — BitMEX ha dichiarato che il fondo ha assorbito appena 2 milioni di dollari di perdite, uscendone quasi indenne.
Il ribilanciamento di novembre 2025 riduce il fondo del 90%
Il 18 novembre 2025 BitMEX ha annunciato, in un comunicato ufficiale sul proprio blog, di voler ribilanciare il fondo assicurativo a “circa 3.600 BTC e poco più di 30.000.000 USDT” per “riflettere meglio i rischi presenti nei propri mercati”. L’exchange ha assicurato che la modifica avrebbe garantito una copertura oltre otto volte superiore a quella media del settore, “senza alcun impatto sui trader”.
BitMEX non ha però mai chiarito dove siano finite le decine di migliaia di BTC eccedenti rispetto alla nuova soglia. È proprio questo silenzio, unito alla tempistica ravvicinata con l’annuncio di chiusura dell’exchange, ad aver acceso il dibattito online: diversi utenti hanno ipotizzato pubblicamente che i fondatori — tra cui Arthur Hayes (co-fondatore di BitMEX, poi condannato per violazione del Bank Secrecy Act e in seguito graziato dall’amministrazione Trump) — possano trattenere la cifra residua invece di restituirla ai clienti che l’hanno di fatto alimentata.
| Momento | Data | Dimensione fondo | Valore stimato |
|---|---|---|---|
| Picco storico | Marzo 2020 | 36.400+ BTC | oltre 2 miliardi $ (al prezzo attuale) |
| Massimo teorico | 52 settimane fa | 36.400+ BTC | oltre 4,5 miliardi $ (a BTC 126.000$) |
| Dopo il ribilanciamento | 18 novembre 2025 | ~3.600 BTC + 30M USDT | circa 270 milioni $ |
| Chiusura exchange | 23 settembre 2026 | destinazione non dichiarata | ~270 milioni $ |
Una nuova class action accusa BitMEX di “God Access”
Il 23 luglio 2026 due trader, BKX Services e David Namdar, hanno depositato presso il tribunale federale del Southern District di New York una proposta di class action contro BitMEX, come riportato da CoinDesk (testata finanziaria specializzata in criptovalute). I due sostengono di aver perso complessivamente circa 622 BTC a causa di liquidazioni forzate, e vogliono estendere la causa ai clienti USA che hanno operato su BitMEX dal luglio 2018.
La denuncia descrive un desk di trading interno con quella che i querelanti chiamano “God Access”: accesso privilegiato agli ordini nascosti e ai livelli di liquidazione dei clienti, usato — secondo le accuse, non ancora valutate da un giudice — per posizionarsi in anticipo durante i blocchi dei server che escludevano gli altri utenti. Il termine richiama una causa del 2020 contro gli stessi fondatori, poi archiviata. BitMEX non ha commentato pubblicamente le nuove accuse né i piani per il fondo assicurativo dopo la chiusura.
Il token BMEX crolla del 96% da inizio anno
Anche il mercato ha reagito alla notizia della chiusura: il token proprietario dell’exchange, BMEX, ha perso circa il 96% del proprio valore da inizio 2026, secondo i dati citati da Protos, con un crollo particolarmente marcato nelle ore successive all’annuncio di chiusura. La caduta riflette la perdita di fiducia degli utenti proprio mentre cresce l’incertezza sulla destinazione del fondo assicurativo residuo.
Non è la prima volta che BitMEX finisce sotto i riflettori delle autorità. L’exchange e i suoi fondatori — tra cui Arthur Hayes, Benjamin Delo e Samuel Reed — hanno pagato in passato un accordo da 100 milioni di dollari con la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e la rete FinCEN, dopo essersi dichiarati colpevoli di violazioni del Bank Secrecy Act statunitense. Hayes e Delo hanno poi ricevuto una grazia dall’amministrazione Trump, che ha di fatto azzerato le conseguenze penali di quella vicenda. Una precedente class action del 2020, guidata dal trader Brett Messieh e incentrata su accuse simili di manipolazione del mercato, si era invece conclusa con un’archiviazione.
Cosa significa per chi ha ancora fondi su BitMEX
Chi ha trader attivo su BitMEX ha tempo fino al 23 settembre 2026 per prelevare i propri asset, ma il fondo assicurativo — costruito nel tempo con le liquidazioni degli stessi clienti — non è formalmente di proprietà degli utenti, bensì dell’exchange. Non è mai stato comunicato un piano di redistribuzione in caso di chiusura definitiva, e la vicenda mostra un rischio spesso sottovalutato: su un exchange centralizzato, anche i fondi “assicurativi” restano un asset discrezionale della società che li gestisce, non una garanzia legale per il singolo trader.
Per chi segue da vicino l’evoluzione dei mercati Bitcoin, BitcoinLive24 ha già raccontato la chiusura dei perpetual di BitMEX dopo 11 anni e la prima class action da 623 BTC presentata contro l’exchange.
Conclusione: un conto alla rovescia senza risposte
Nessun tribunale ha ancora valutato le accuse contro BitMEX, e l’exchange mantiene che il ribilanciamento del 2025 non abbia penalizzato i trader. Ma dal 23 settembre 2026, i clienti che hanno riempito il fondo assicurativo una liquidazione alla volta non avranno più un exchange a cui chiedere dove sia finito il loro Bitcoin. Il caso BitMEX resta un promemoria delle domande che gli utenti Bitcoin dovrebbero porsi prima ancora di un’eventuale chiusura: chi controlla davvero i fondi, e cosa succede quando la piattaforma smette di rispondere.
Domande Frequenti
Cosa è successo al fondo assicurativo di BitMEX?
Il fondo è passato da oltre 36.400 BTC nel marzo 2020 a circa 3.600 BTC dopo un ribilanciamento annunciato da BitMEX il 18 novembre 2025, riducendosi di circa il 90% e portando il suo valore attuale a circa 270 milioni di dollari.
Perché BitMEX sta chiudendo?
BitMEX ha annunciato la chiusura definitiva dei propri servizi di trading perpetuo entro il 23 settembre 2026, senza però specificare pubblicamente cosa accadrà al fondo assicurativo residuo dopo quella data.
Chi ha fatto causa a BitMEX e perché?
I trader BKX Services e David Namdar hanno presentato il 23 luglio 2026 una proposta di class action nel Southern District di New York, sostenendo perdite combinate per circa 622 BTC causate da un desk di trading interno con accesso privilegiato ai dati dei clienti.
Il fondo assicurativo appartiene ai clienti di BitMEX?
No: secondo quanto riportato da Protos, il fondo è di proprietà di BitMEX, anche se è stato costruito principalmente con le liquidazioni forzate dei clienti stessi durante il trading a leva.
Cosa dovrebbero fare gli utenti che hanno ancora fondi su BitMEX?
Chi ha ancora asset sull’exchange dovrebbe monitorare le comunicazioni ufficiali di BitMEX sui tempi di prelievo prima della chiusura del 23 settembre 2026, senza attendere l’ultimo momento utile.
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