La senatrice Cynthia Lummis ha dichiarato a Bloomberg Crypto, in diretta dal Campidoglio, che il CLARITY Act permetterebbe a ogni banca statunitense di comprare e detenere liberamente Bitcoin e altri asset digitali. La dichiarazione arriva mentre il Senato USA vota oggi, martedì 15 settembre 2026, la mozione di cloture necessaria a sbloccare il testo dopo oltre cinque anni di negoziati. Repubblicani e Democratici restano lontani dai 60 voti richiesti, con grandi gruppi bancari, il CEO di JPMorgan Jamie Dimon e 17 procuratori generali statali guidati da New York schierati contro il provvedimento.
Il Voto di Oggi al Senato: la Mozione di Cloture
Il Senato non vota oggi il testo finale del CLARITY Act, ma una mozione di cloture (procedura che pone fine al dibattito e consente di passare al voto vero e proprio), che richiede almeno 60 voti favorevoli. I Repubblicani controllano 53 seggi: servono quindi almeno 7 senatori Democratici per superare la soglia, e al momento non li hanno ancora ottenuti.
Lummis, tra i principali negoziatori del testo, ha ammesso i limiti del margine di trattativa rimasto: “This is as good as it’s going to get” (“è il massimo che si può ottenere”) e “My tank is empty” (“il mio serbatoio è vuoto”), riferendosi alle richieste dei Democratici, che secondo la senatrice hanno avanzato 114 punti di policy individuali, inclusa una sezione sulle restrizioni etiche per i funzionari pubblici con interessi nel settore (CoinDesk).
| Elemento del voto | Dato |
|---|---|
| Seggi Repubblicani al Senato | 53 |
| Voti necessari per la cloture | 60 |
| Democratici da convincere | almeno 7 |
| Punti di policy chiesti dai Democratici | 114 |
| Coefficiente di rischio Basilea su asset digitali | 1.250% |
Il Nodo Basilea nel CLARITY Act: Perché le Banche USA Non Comprano Bitcoin
Il vero ostacolo, secondo Lummis, non è la volontà delle banche ma la regolamentazione prudenziale: il coefficiente di rischio Basilea dell’1.250% applicato agli asset digitali obbliga gli istituti a accantonare capitale pari all’intero valore dell’esposizione, rendendo di fatto antieconomico detenere Bitcoin in bilancio. Per Lummis il CLARITY Act rimuoverebbe questo vincolo normativo — non un obbligo di acquisto, ma un permesso regolatorio — e “BTC will increase dramatically” (“Bitcoin aumenterà drasticamente”) una volta aperto l’accesso a tutto il sistema bancario statunitense (CoinGape).
Chi è Cynthia Lummis e Perché le Sue Parole Contano
Cynthia Lummis (senatrice repubblicana del Wyoming, tra le voci più esplicitamente pro-Bitcoin del Congresso USA) è una delle principali autrici e negoziatrici del Digital Asset Market Clarity Act, il testo che disegna le competenze regolatorie tra SEC e CFTC (le due autorità di vigilanza sui mercati finanziari USA) per gli asset digitali. Il suo ruolo di negoziatrice diretta con la Casa Bianca e con i colleghi Democratici rende le sue dichiarazioni un termometro affidabile dello stato reale delle trattative, più delle dichiarazioni di circostanza di altri parlamentari.
L’Opposizione: Banche, Dimon e i Procuratori Generali
Il fronte del no include attori pesanti. I grandi gruppi bancari tradizionali temono la concorrenza degli emittenti di stablecoin (criptovalute ancorate al dollaro) sul fronte dei depositi. Jamie Dimon, CEO di JPMorgan (la maggiore banca USA per asset), si oppone in particolare alle disposizioni sugli stablecoin contenute nel testo. Si aggiungono 17 procuratori generali statali, guidati da quello di New York, preoccupati per le implicazioni sulla vigilanza a livello statale. Un fronte trasversale che spiega perché, nonostante il sostegno della Casa Bianca, la cloture resti in bilico.
Il Contesto: Banche e Bitcoin, un Settore in Movimento
La spinta all’accesso bancario a Bitcoin arriva in un momento in cui l’infrastruttura istituzionale si sta già ampliando su altri fronti: la borsa di Singapore SGX ha aperto i futures perpetui su Bitcoin agli istituzionali USA, segno che la domanda regolamentata non aspetta necessariamente il Congresso per crescere. Sul fronte politico, Trump aveva già accettato le regole etiche richieste dai Democratici nei giorni scorsi pur di portare il testo al voto di oggi, come raccontato da BitcoinLive24. Per i dettagli minuto per minuto della seduta, il quadro completo è nel nostro articolo dedicato al voto del Senato di oggi.
Cosa Succede se il Cloture Passa (o Fallisce)
Se la mozione raggiunge i 60 voti, il CLARITY Act passa alla fase di dibattito e voto finale in aula, con la possibilità concreta che le banche USA ricevano entro fine anno un quadro regolatorio chiaro per detenere Bitcoin in bilancio. Se fallisce, il testo torna al negoziato — ma le parole di Lummis (“il mio serbatoio è vuoto”) suggeriscono che i margini per nuove concessioni ai Democratici sono ormai minimi, il che potrebbe spingere i Repubblicani a un tentativo di voto più aggressivo nelle prossime settimane invece di riaprire il testo.
Domande Frequenti
Cos’è il CLARITY Act?
È il Digital Asset Market Clarity Act, il testo che assegna a SEC e CFTC competenze chiare sulla regolamentazione degli asset digitali negli Stati Uniti, incluso l’accesso delle banche a Bitcoin.
Perché il coefficiente Basilea dell’1.250% blocca le banche dall’acquisto di Bitcoin?
Perché obbliga le banche ad accantonare capitale pari all’intero valore dell’esposizione in Bitcoin, rendendo l’operazione antieconomica a livello di bilancio.
Quanti voti servono oggi al Senato?
Servono almeno 60 voti per la mozione di cloture; i Repubblicani ne hanno 53 e necessitano di almeno 7 voti Democratici.
Chi si oppone al CLARITY Act?
Grandi gruppi bancari, il CEO di JPMorgan Jamie Dimon (sulle norme stablecoin) e 17 procuratori generali statali guidati da New York.
Per seguire in tempo reale l’evoluzione del voto e le sue conseguenze sul prezzo di Bitcoin, scarica l’app BitcoinLive24.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
