Bitcoin: DOG Mode Sblocca $25M Sfidando le Regole di Relay

DOG Mode, il client Bitcoin sviluppato dal programmatore Leonidas (@LeonidasNFT, sostenitore del protocollo Ordinals, ~185.500 visualizzazioni sul suo annuncio), rilassa le politiche di relay predefinite della rete senza toccare le regole di consenso: alza il limite di dimensione delle transazioni standard da 400.000 a 3.900.000 unità peso (WU) e riduce il dust limit (la soglia minima sotto cui un’uscita in satoshi viene considerata “polvere” e rifiutata dal relay) da 294-546 satoshi a 1 satoshi. Secondo l’annuncio di Leonidas del 17 luglio 2026, la modifica sbloccherebbe circa $25 milioni in satoshi rimasti economicamente non spendibili sotto le soglie attuali. La proposta, ripresa da CoinDesk il 18 luglio 2026, riapre un dibattito filosofico su chi controlla davvero cosa viaggia sulla rete Bitcoin (BTC).

Cos’è DOG Mode e Come Funziona

DOG Mode modifica due parametri chiave a livello di nodo: il limite di dimensione delle transazioni standard, alzato a 3.900.000 WU (quasi dieci volte il default di Bitcoin Core), e il dust limit, ridotto a 1 satoshi. Nel suo annuncio, Leonidas scrive: “Una transazione può essere pienamente valida secondo le regole di consenso ed essere comunque bloccata dal relay perché considerata ‘non standard'” (fonte: post originale). Il client è open source, non richiede alcun fork della rete e opera interamente dentro le regole di consenso già esistenti: cambia solo quali transazioni valide un nodo sceglie di inoltrare prima che un miner le includa in un blocco.

L’effetto pratico riguarda soprattutto le transazioni Ordinals e Runes (protocolli che permettono di inserire dati non monetari, come immagini o token, all’interno delle transazioni Bitcoin): oggi faticano a propagarsi sulla rete peer-to-peer perché i criteri di relay di default le trattano come “non standard”, costringendo chi le invia a passare da servizi specializzati o da accordi diretti con mining pool. Allargando le soglie, DOG Mode riduce questa dipendenza.

Perché Bitcoin Core Limita le Transazioni “Non Standard”

Bitcoin Core applica un set di regole di “standardness” (letteralmente: conformità allo standard) che filtrano quali transazioni valide vengono inoltrate di default dai nodi, prima ancora che i miner le includano in un blocco: sono criteri di relay, non di consenso, e ogni implementazione software può impostarli in modo diverso senza causare uno split della rete. Queste regole nascono per contenere spam e transazioni “dust” economicamente irrilevanti, ma negli ultimi anni sono diventate anche terreno di scontro sulla presenza di dati non di pagamento (Ordinals, Runes) su Bitcoin — lo stesso terreno su cui si gioca la battaglia attorno a BIP-110, la soft fork discussa nelle scorse settimane anche dalla redazione di BitcoinLive24.

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ParametroBitcoin Core (default)DOG ModeBIP-110 (proposta)
Limite dimensione tx standard400.000 WU3.900.000 WURestrizioni aggiuntive sui dati non-payment
Dust limit294-546 satoshi1 satoshiInvariato
Richiede fork di reteNo (solo relay policy)Sì (soft fork)

DOG Mode è l’Opposto Filosofico di BIP-110

CoinDesk definisce DOG Mode “l’opposto filosofico di BIP-110” (come riportato da CoinDesk): mentre BIP-110 punta a restringere cosa la rete considera transazione standard per contenere i dati on-chain, DOG Mode va nella direzione opposta, allargando le soglie. Per Leonidas, Bitcoin dovrebbe restare un mercato neutro per lo spazio di blocco, dove qualsiasi transazione valida è ugualmente legittima purché il mittente paghi la commissione di rete prevalente — la stessa logica di neutralità già emersa nei giorni scorsi quando Foundry ha aperto il voto dei miner su BIP-110, con il segnale di adesione fermo sotto l’1%.

Il nodo cruciale, secondo CoinDesk, è la governance dell’infrastruttura: se un numero sufficiente di nodi adottasse policy di relay diverse, la mempool (l’area di attesa delle transazioni non ancora confermate) potrebbe frammentarsi, con parti diverse della rete che trasmettono transazioni diverse — con effetti sulla stima delle commissioni e sulla velocità di propagazione.

Cosa Significa per gli Investitori Bitcoin

DOG Mode non tocca le regole di consenso di Bitcoin (BTC), quindi non comporta alcun rischio di fork per chi detiene la criptovaluta né un catalizzatore diretto di prezzo. Il rischio pratico, nel breve termine, è concentrato lato rete: una mempool frammentata tra nodi con policy diverse può rendere meno affidabili gli stimatori di commissione usati da wallet ed exchange, con code di conferma più imprevedibili nei momenti di congestione. Sul piano più lungo, la vicenda si inserisce nello stesso filone di dibattiti su censura e neutralità della rete già osservato con BIP-110: chi guarda a Bitcoin anche come riserva di valore resistente alla censura tiene d’occhio questi episodi come indicatori della tenuta di quella proprietà, più che come notizie di mercato.

Prospettive

L’adozione di DOG Mode da parte di altri nodi della rete Bitcoin sarà il primo segnale da monitorare nelle prossime settimane: trattandosi di una scelta client-side, non serve un consenso maggioritario per funzionare, ma la sua efficacia nel migliorare la propagazione di transazioni Ordinals e Runes dipende comunque da quanti operatori la eseguono. Resta da vedere se la discussione spingerà i manutentori di Bitcoin Core a rivedere le soglie di standardness di default, oppure se DOG Mode resterà un client di nicchia parallelo, sul modello di Bitcoin Knots. BitcoinLive24 continuerà a seguire l’evoluzione del confronto tra DOG Mode e BIP-110 come parte più ampia del dibattito sulla governance di Bitcoin.

FAQ

Cos’è DOG Mode?
È un client Bitcoin open source creato da Leonidas che allarga le politiche di relay predefinite, alzando il limite di dimensione delle transazioni standard a 3.900.000 WU e riducendo il dust limit a 1 satoshi, senza modificare le regole di consenso della rete.

DOG Mode modifica le regole di consenso di Bitcoin?
No. DOG Mode interviene solo sulle politiche di relay, cioè sui criteri con cui un nodo decide quali transazioni valide inoltrare prima che un miner le includa in un blocco: non serve un fork della rete per farlo funzionare.

Cosa cambia il dust limit più basso di DOG Mode?
Riducendo la soglia da 294-546 satoshi a 1 satoshi, DOG Mode rende spendibili uscite in satoshi che prima erano economicamente bloccate: secondo l’annuncio di Leonidas, la modifica sbloccherebbe circa $25 milioni in satoshi.

In cosa differisce DOG Mode da BIP-110?
DOG Mode e BIP-110 vanno in direzioni opposte: BIP-110 è una proposta di soft fork per restringere le transazioni non-payment su Bitcoin, mentre DOG Mode allarga le soglie di relay per far propagare più facilmente transazioni come Ordinals e Runes.

DOG Mode richiede un fork di Bitcoin?
No. Essendo una modifica solo alle politiche di relay e non alle regole di consenso, DOG Mode può essere adottato nodo per nodo senza coordinamento di rete e senza rischio di split della blockchain.

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