Liquid Network, la sidechain Bitcoin gestita da Blockstream, ha ripreso giovedì 10 settembre 2026 la produzione di blocchi dopo l’exploit da 320 milioni di dollari (circa 4.000 BTC) che l’aveva bloccata per quattro giorni. Blockstream ha confermato di aver distribuito una patch di emergenza, Elements v23.3.4, sui bridge node della rete. Transazioni e operazioni di peg, incluso il peg-out autorizzato PAK, restano però sospese mentre il team verifica la piena stabilizzazione della rete.
Cosa è Successo su Liquid Network
Blockstream ha dichiarato che i bridge node interessati sono stati patchati con Elements v23.3.4, la versione software che gestisce Liquid Network, secondo quanto riportato da CoinTelegraph. La patch introduce chiavi di cache “hardened” per le range proof (le prove crittografiche che impediscono di creare asset dal nulla), la falla tecnica sfruttata dagli attaccanti per prelevare le riserve BTC della rete.
Un post pubblicato sui canali ufficiali e citato da CoinTelegraph conferma che la produzione di blocchi è ripresa “senza transazioni”, come misura precauzionale, mentre il team continua a monitorare la rete per “confermare la piena stabilizzazione”. Le operazioni di peg-in e peg-out, compreso il meccanismo PAK (Pegout Authorization Key) che autorizza i prelievi verso la Bitcoin mainchain, restano sospese.
Perché è Importante
La vulnerabilità sfruttata riguardava il sistema di verifica delle Confidential Transactions di Liquid, che richiedono prove crittografiche chiamate range proof per garantire che nessun utente possa creare asset dal nulla. Secondo la ricostruzione forense pubblicata da Chainalysis, il software di Liquid memorizzava nella cache gli esiti positivi di queste verifiche, ma un difetto nel sistema di identificazione dei dati in cache permetteva di far passare dati nuovi e non validi come se fossero già stati approvati in precedenza.
Gli autori dell’attacco hanno prima fatto verificare e mettere in cache dati legittimi, poi inviato dati diversi che puntavano allo stesso risultato già approvato — un errore che BitcoinLive24 aveva già documentato nei giorni scorsi, quando era emerso che una patch preventiva esisteva ma non era mai stata distribuita sui nodi di produzione prima dell’attacco.
Il Recupero dei Fondi
Gli attaccanti si sono identificati on-chain come “whitehat” fin dalle prime ore, comunicando via OP_RETURN su Bitcoin. Come riportato da BitcoinLive24, il 7 settembre gli hacker avevano già restituito 3.400 BTC su un totale di circa 4.000, pari a circa l’85% dei fondi prelevati dal wallet federato della sidechain.
| Data | Evento | BTC coinvolti |
|---|---|---|
| Weekend 6-7 settembre | Exploit: prelievo dalla riserva federata di Liquid Network | ~4.000 BTC (~$320M) |
| 7 settembre | Gli attaccanti restituiscono la maggior parte dei fondi in una singola transazione | 3.400 BTC restituiti |
| 7-8 settembre | Circa 600 BTC restano ancora controllati dagli attaccanti | ~600 BTC (~$46-47M) |
| 10 settembre | Patch Elements v23.3.4 distribuita, block production ripresa senza transazioni | Peg-out ancora sospesi |
Circa 600 BTC, circa 46-47 milioni di dollari ai prezzi attuali, restano nelle mani degli attaccanti. Né Blockstream né gli autori dell’exploit hanno confermato pubblicamente se questa cifra costituisca una sorta di “bounty” de facto concordato in cambio della restituzione del resto — un dettaglio che BitcoinLive24 seguiva fin dal primo giorno, quando le riserve della sidechain erano crollate da 4.200 a circa 200 BTC in poche ore.
Cosa Aspettarsi
La ripresa “senza transazioni” è un passo intermedio, non la normalizzazione completa. Blockstream dovrà riattivare gradualmente peg-in, peg-out e transazioni ordinarie solo dopo aver verificato che la patch tenga sotto carico reale. Fino ad allora, gli utenti che detengono L-BTC (la versione tokenizzata di Bitcoin su Liquid) restano nella stessa situazione di stallo delle ultime settimane: fondi tecnicamente al sicuro sulla sidechain, ma non trasferibili verso la mainchain Bitcoin.
Resta aperta anche la questione dei 600 BTC non ancora restituiti: né Blockstream né gli attaccanti hanno confermato se le “discussioni” in corso porteranno a un accordo di bounty formale. Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere una notifica non appena Liquid Network riattiverà transazioni e peg-out.
Domande Frequenti
Cos’è Liquid Network?
Liquid Network è una sidechain di Bitcoin sviluppata da Blockstream, pensata per transazioni più veloci e riservate tramite Confidential Transactions. I BTC vengono bloccati sulla mainchain e ricevuti come L-BTC sulla sidechain, gestita da una federazione di validatori.
Cosa significa “produzione di blocchi ripresa senza transazioni”?
Significa che i validatori della federazione tornano a creare nuovi blocchi per mantenere viva la rete, ma senza processare transazioni degli utenti, come misura precauzionale mentre si verifica che la patch di sicurezza funzioni correttamente sotto carico reale.
I fondi rubati sono stati recuperati completamente?
No, non ancora del tutto. Su circa 4.000 BTC prelevati, gli attaccanti ne hanno restituiti 3.400 (l’85% circa) il 7 settembre. Circa 600 BTC, pari a 46-47 milioni di dollari ai prezzi attuali, restano ancora nelle loro mani.
Cos’è una “range proof” e perché è stata sfruttata?
È una prova crittografica usata dalle Confidential Transactions di Liquid per garantire che nessuno crei valore dal nulla. Un difetto nel sistema di cache di queste prove permetteva di far passare dati falsi come se fossero già stati verificati e approvati in precedenza.
