Il 22enne singaporiano Malone Lam, identificato dalla procura federale come l’organizzatore di una delle più grandi rapine di Bitcoin mai documentate, compare martedì 8 settembre 2026 davanti a un tribunale federale di Washington per l’udienza di patteggiamento.
L’accusa: aver orchestrato il furto di 245 milioni di dollari in Bitcoin da un singolo investitore, attraverso una rete di social engineering composta da 18 persone. Il caso, documentato nell’atto d’accusa federale, mostra come le organizzazioni criminali prendano oggi di mira i grandi detentori di Bitcoin con tecniche sempre più sofisticate.
Il Furto: Come 245 Milioni di Dollari in Bitcoin Sono Spariti in una Telefonata
Secondo l’atto d’accusa depositato presso la corte federale del Distretto di Columbia, la vittima — indicata nei documenti giudiziari solo come “Victim-7” — era a casa a Washington quando ha ricevuto chiamate da persone che si spacciavano per personale di sicurezza di Google e Gemini, l’exchange crypto. I finti operatori lo hanno convinto che i suoi account erano sotto attacco.
Con questo pretesto, i truffatori lo hanno persuaso a installare un software di accesso remoto e a consegnare i propri codici di sicurezza. Da lì, il gruppo ha spostato oltre 245 milioni di dollari in Bitcoin fuori dai suoi wallet in un’unica operazione.
La “Social Engineering Enterprise”: 18 Persone, un’Unica Rete Criminale
L’atto d’accusa definisce il gruppo “Social Engineering Enterprise” e lo incrimina come organizzazione di stampo racket (RICO), con ruoli distinti: hacker specializzati nel violare database, operatori telefonici addestrati a impersonare aziende tech, e riciclatori di fondi.
Secondo i pubblici ministeri, il gruppo è nato da amicizie strette nel gaming online e operava a partire da database di credenziali rubate per selezionare le vittime più ricche, tipicamente possessori di grandi quantità di criptovalute.
Vita da Milionario: Nightclub, Auto di Lusso e una Società Schermo
Una parte del bottino rubato è stata riciclata attraverso Monero (una criptovaluta orientata alla privacy) e tecniche di “peel chain” (trasferimenti a catena che frazionano progressivamente i fondi per confondere le tracce on-chain).
Gli inquirenti sostengono che Lam abbia speso circa 4 milioni di dollari in un solo mese in locali notturni di Los Angeles e acquistato oltre 30 veicoli attraverso una società schermo chiamata “Crypto Administration LLC”.
Il Procedimento Giudiziario: Dieci Patteggiamenti su Diciotto Imputati
Lam è stato arrestato a Miami quasi due anni fa. Da allora, l’indagine si è allargata fino a coinvolgere 18 persone incriminate in totale: dieci hanno già patteggiato la colpevolezza e tre sono state condannate. Tra i coimputati più noti figura Veer Chetal.
Secondo quanto riportato dalle fonti giornalistiche che seguono il caso, i pubblici ministeri hanno indicato in passato che le linee guida federali sulla sentenza potrebbero raccomandare una pena detentiva di almeno 14 anni. La giudice incaricata del caso è Colleen Kollar-Kotelly.
Il Quadro Più Ampio: i Grandi Detentori di Bitcoin nel Mirino del Social Engineering
Il caso Lam si inserisce in una tendenza che BitcoinLive24 ha già documentato: i criminali informatici puntano sempre più spesso a chi detiene grandi quantità di Bitcoin, combinando ingegneria sociale, violazioni di dati e riciclaggio on-chain sofisticato.
Anche sul fronte opposto — quello di chi ruba tramite exploit tecnici anziché inganno telefonico — i pattern di riciclaggio si somigliano: lo abbiamo visto di recente con l’hacker della Wave 3 su Coldcard, che ha usato CoinJoin per confondere le tracce dei fondi rubati.
Riepilogo del Caso
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Importo rubato | 245 milioni di dollari in Bitcoin (alcune testate riportano 240 milioni) |
| Vittima | Investitore di Washington, identificato in atti come “Victim-7” |
| Organizzatore | Malone Lam, 22 anni, cittadino singaporiano |
| Imputati totali | 18 persone |
| Patteggiamenti finora | 10 su 18 |
| Condannati | 3 |
| Arresto di Lam | Miami, circa 2 anni fa |
| Udienza di patteggiamento | Martedì 8 settembre 2026, Washington |
| Pena minima indicata | Almeno 14 anni (linee guida federali) |
Conclusione: un Monito per la Sicurezza Operativa di Chi Detiene Bitcoin
Il patteggiamento di Malone Lam, se confermato martedì, chiuderà uno dei capitoli giudiziari più rilevanti tra i crimini legati al furto di Bitcoin tramite ingegneria sociale. Restano aperti i procedimenti per gli otto imputati che non hanno ancora patteggiato, e la sentenza definitiva di Lam arriverà solo nei mesi successivi all’udienza.
Il caso resta soprattutto un promemoria pratico: nessuna azienda legittima — né Google, né un exchange come Gemini — chiede mai di installare software di accesso remoto o di condividere codici di sicurezza al telefono. Per restare aggiornati su questi sviluppi e su tutte le notizie Bitcoin in tempo reale, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande Frequenti
Chi è Malone Lam?
Malone Lam è un cittadino singaporiano di 22 anni, indicato dalla procura federale statunitense come l’organizzatore della “Social Engineering Enterprise”, il gruppo accusato di aver rubato 245 milioni di dollari in Bitcoin da un singolo investitore.
Come hanno rubato 245 milioni di dollari in Bitcoin?
I truffatori si sono spacciati per personale di sicurezza di Google e dell’exchange Gemini, convincendo la vittima a installare un software di accesso remoto e a consegnare i propri codici di sicurezza, per poi trasferire i fondi fuori dai suoi wallet.
Cosa rischia Malone Lam dopo il patteggiamento?
Secondo le fonti giornalistiche che seguono il caso, le linee guida federali sulla sentenza potrebbero raccomandare una pena detentiva di almeno 14 anni, ma la condanna definitiva sarà stabilita solo dopo l’udienza.
Quante persone sono coinvolte nel caso?
L’atto d’accusa elenca 18 imputati in totale. Dieci hanno già patteggiato la colpevolezza e tre sono già state condannate al momento della stesura di questo articolo.
Come veniva riciclato il Bitcoin rubato?
Secondo l’accusa, parte dei fondi è stata convertita in Monero e movimentata tramite tecniche di “peel chain”, oltre a essere utilizzata per acquistare beni di lusso attraverso una società schermo.
Fonti: Decrypt, atto d’accusa federale via CourtListener, Fox News.
