Le tre società di mining quotate BitFuFu, CleanSpark e Canaan hanno pubblicato tra il 3 e l’8 settembre 2026 i rispettivi report di produzione Bitcoin per il mese di agosto. I risultati divergono: BitFuFu accelera con un +55% mensile trainato dal cloud mining, CleanSpark resta stabile a 593 BTC, mentre Canaan arretra e liquida parte delle proprie riserve.
I tre bilanci, ripresi da The Block, offrono un termometro concreto dello stato di salute dell’industria mineraria dopo mesi di pressione su costi energetici e prezzo dell’hardware.
BitFuFu: la cloud mining trascina la rimonta (+55%)
Secondo il comunicato ufficiale BitFuFu del 3 settembre, la società ha prodotto 174 BTC ad agosto, in aumento del 55,4% rispetto ai 112 BTC di luglio. La crescita è trainata soprattutto dal segmento cloud mining, salito a 86 BTC (+115%), mentre il self-mining si è fermato a 88 BTC (+22%). La produzione giornaliera media è passata da 3,6 a 5,6 BTC.
L’hashrate totale sotto gestione è balzato a 20,6 EH/s, in crescita del 45,1% sui 14,2 EH/s di luglio, grazie all’attivazione della capacità energetica assicurata nei mesi precedenti: la potenza gestita è ora di 344 MW (+34,9%).
Il CEO Leo Lu ha dichiarato che agosto ha dimostrato la solidità della piattaforma operativa costruita dall’azienda negli ultimi mesi, sottolineando il miglioramento dell’efficienza di flotta a 16,7 J/TH (da 18,0 J/TH di luglio) — il rapporto tra energia consumata e potenza di calcolo generata, la metrica chiave per valutare quanto un miner sia competitivo. Le riserve BTC della società sono salite a 1.373 monete a fine agosto.
CleanSpark: produzione stabile, tesoreria a 13.703 BTC
CleanSpark, secondo il comunicato operativo dell’8 settembre, ha prodotto 593 BTC ad agosto, +1% sui 586 BTC di luglio, portando il totale dell’anno solare a 4.903 BTC. L’hashrate operativo ha raggiunto i 50 EH/s (media giornaliera di 38,3 EH/s), con un picco di efficienza di 16,07 J/Th.
Le riserve societarie restano le più consistenti del gruppo, a 13.703 BTC al 31 agosto, dopo vendite effettuate a un prezzo medio di 65.420 dollari per moneta. Secondo The Block, il movimento delle riserve include 77 BTC venduti sul mercato spot, 500 BTC ceduti tramite esercizio di opzioni call e 244 BTC impegnati in operazioni di basis trade (una strategia che sfrutta la differenza di prezzo tra il mercato spot e i futures per generare un rendimento a basso rischio). Il CEO Matt Schultz ha collegato i risultati ai progressi del sito di Sandersville e alla designazione ERCOT “batch zero” per 585 MW di capacità contrattualizzata in Texas, elemento chiave per il piano di espansione della società.
Canaan in controtendenza: produzione giù, vendite e buyback
Il quadro è opposto per Canaan, che secondo The Block ha chiuso agosto con 44 BTC prodotti, in calo del 4% rispetto ai 46 BTC di luglio, portando le riserve a 1.868 BTC a fine mese.
Il produttore di hardware ASIC (i circuiti integrati dedicati al mining Bitcoin) ha inoltre liquidato l’intera posizione in Ether (3.952 ETH, circa 2.400 dollari l’unità) e 54 BTC (circa 79.000 dollari l’unità), per un incasso complessivo di 13,9 milioni di dollari — sempre secondo The Block.
Parte della liquidità è stata usata per un riacquisto di azioni proprie da 5,4 milioni di dollari (13,6 milioni di ADS, le ricevute di deposito con cui le azioni cinesi di Canaan sono scambiate a Wall Street), una mossa che segnala priorità sul sostegno al titolo piuttosto che sull’accumulo di riserve BTC. Il confronto con la ripresa registrata a settembre dai titoli mining durante il rally di Bitcoin, quando Canaan era stata tra le migliori performance del comparto, mostra quanto la view di mercato sui miner possa cambiare in poche settimane in base ai singoli bilanci operativi.
| Società | BTC prodotti (ago) | Var. mensile | Hashrate | Riserve BTC |
|---|---|---|---|---|
| BitFuFu | 174 BTC | +55,4% | 20,6 EH/s | 1.373 BTC |
| CleanSpark | 593 BTC | +1% | 38,3 EH/s (media) | 13.703 BTC |
| Canaan | 44 BTC | -4% | n.d. | 1.868 BTC |
Perché la produzione mineraria conta per Bitcoin
I report mensili dei miner quotati sono uno dei pochi strumenti pubblici e verificabili per misurare lo stato di salute dell’industria che garantisce la sicurezza della rete Bitcoin attraverso il proof-of-work (il meccanismo che rende computazionalmente costoso alterare la blockchain). Un aumento diffuso dell’hashrate, come quello di BitFuFu, riflette nuova capacità energetica messa online; un rallentamento come quello di Canaan segnala invece pressione sui margini, spesso gestita vendendo asset in tesoreria invece di nuovo hardware.
L’efficienza energetica è diventata la metrica competitiva chiave dopo l’ultimo halving: a parità di prezzo Bitcoin, i miner con fleet più efficienti — come CleanSpark a 16,07 J/Th o BitFuFu a 16,7 J/TH — mantengono margini positivi anche quando i concorrenti meno efficienti sono costretti a liquidare riserve, come mostra il caso dei nuovi ingressi nel settore mining che puntano su infrastrutture di ultima generazione fin dal lancio.
Se il pattern di agosto si conferma nei prossimi report, il settore mining quotato si avvia verso una selezione naturale tra chi ha anticipato l’espansione energetica — come BitFuFu e CleanSpark — e chi dovrà finanziare la crescita futura vendendo asset invece di accumularli, come Canaan.
Domande Frequenti
Quale miner quotato ha prodotto più Bitcoin ad agosto 2026?
CleanSpark è stata la società con la produzione assoluta più alta, con 593 BTC minati ad agosto, seguita da BitFuFu (174 BTC) e Canaan (44 BTC), secondo i rispettivi comunicati ufficiali e i dati aggregati da The Block.
Perché Canaan ha venduto Ether e Bitcoin dalle proprie riserve?
Canaan ha liquidato 3.952 ETH e 54 BTC per un incasso di circa 13,9 milioni di dollari, usati in parte per un riacquisto di azioni proprie da 5,4 milioni di dollari, a fronte di una produzione mineraria in calo del 4% su base mensile.
Cosa significa J/TH e perché è importante per i miner Bitcoin?
J/TH (joule per terahash) misura quanta energia elettrica serve a un miner per generare un’unità di potenza di calcolo. Valori più bassi indicano hardware più efficiente: CleanSpark e BitFuFu hanno entrambe migliorato questa metrica ad agosto, un fattore decisivo per restare profittevoli con il prezzo attuale di Bitcoin.
L’aumento di hashrate di BitFuFu riflette una tendenza di settore?
In parte sì: BitFuFu ha attivato nuova capacità energetica (344 MW, +34,9%) contrattualizzata nei mesi precedenti, un pattern comune tra i miner che avevano rinviato l’espansione nella prima metà del 2026 e ora la mettono online in blocco, come confermano i dati ufficiali dell’azienda.
Scarica l’app BitcoinLive24 per seguire in tempo reale i prossimi report di produzione dei miner Bitcoin quotati.
