Eli Ben-Sasson, CEO di StarkWare, ha proposto mercoledì di sostituire il limite massimo di 21 milioni di bitcoin con un’inflazione annua del 4%. La motivazione: le chiavi private vengono perse permanentemente nel tempo, riducendo l’offerta effettivamente utilizzabile. La proposta ha scatenato reazioni negative da parte della community Bitcoin, che considera il cap dei 21 milioni inviolabile.
La Proposta: il Cap a 21 Milioni di Bitcoin va Eliminato
Eli Ben-Sasson, co-fondatore e CEO di StarkWare — azienda specializzata in prove a conoscenza zero (ZK-proof) per Ethereum — ha pubblicato una riflessione in cui sostiene che il limite di 21 milioni di BTC perda progressivamente senso a causa della perdita irreversibile di chiavi private.
Secondo l’analisi del CEO, portafogli dimenticati, hard disk distrutti e titolari deceduti senza trasmissione dell’accesso creano una deflazione non programmata. Ben-Sasson ha proposto di sostituire il cap fisso con un tasso di inflazione annuo del 4%, in modo da compensare la riduzione dell’offerta circolante nel tempo.
Come riportato da CoinTelegraph, lo stesso Ben-Sasson ha riconosciuto che la proposta è controversa: «molti non sono d’accordo», ha dichiarato.
Quanti Bitcoin Sono Già Persi per Sempre
Il problema dei bitcoin irrecuperabili è reale e documentato. Secondo le stime principali disponibili a oggi:
| Fonte | Stima BTC persi | % sull’offerta totale |
|---|---|---|
| Chainalysis (2023) | 2,3–3,7 milioni BTC | circa 11–18% |
| Glassnode (on-chain) | 4–6 milioni BTC | circa 19–28% |
| Crypto Garage (stima media) | circa 4 milioni BTC | circa 19% |
Le cause principali di perdita permanente includono: portafogli creati nei primissimi anni di Bitcoin (2009–2012) mai più acceduti, password dimenticate, seed phrase non conservate, e unità hardware ormai inaccessibili. I circa 1,1 milioni di BTC attribuiti a Satoshi Nakamoto rientrano in questa categoria — monete dormanti da oltre un decennio, come analizzato da BitcoinLive24 nell’articolo Il Cavallo di Troia di Satoshi: 1,1 Milioni di BTC che Wall Street Non Tocca.
Perché il Cap a 21 Milioni È Fondamentale per Bitcoin
Il limite di 21 milioni di bitcoin è incorporato nel protocollo sin dal genesis block del 3 gennaio 2009. Non si tratta di una convenzione o di un accordo informale: è codificato nel software e garantisce la scarsità assoluta e programmata che differenzia Bitcoin dall’oro e da qualsiasi valuta a corso legale.
Chiunque voglia modificare questa regola deve proporre un hard fork — cioè un aggiornamento incompatibile con la versione precedente — che per avere effetto deve essere adottato dalla quasi totalità dei nodi attivi nel mondo. Come approfondito da BitcoinLive24 in Chi Controlla Bitcoin? Saylor Difende la Decentralizzazione, il protocollo è progettato per resistere a qualsiasi pressione centralizzata, anche quella dei grandi attori economici.
Attualmente sono oltre 20.000 i nodi Bitcoin attivi distribuiti in tutto il mondo, ciascuno dei quali valida autonomamente le regole del protocollo. Nessun singolo soggetto — nemmeno i principali exchange, i miner o le istituzioni finanziarie — ha il potere di imporre una modifica unilaterale.
Le Reazioni della Community Bitcoin
La risposta della community Bitcoin alla proposta di Ben-Sasson è stata netta. Gli sviluppatori e i Bitcoiner di lungo corso hanno sottolineato che modificare il cap equivarrebbe a distruggere la proposta di valore fondamentale di Bitcoin: la scarsità immutabile garantita dal protocollo.
Tra i principali argomenti critici emersi:
- Credibilità di StarkWare: l’azienda opera nell’ecosistema Ethereum, non Bitcoin — Ben-Sasson non ha alcuna influenza tecnica sul protocollo BTC
- I coin persi aumentano il valore degli altri: la perdita permanente di BTC rende ogni coin circolante più scarso e prezioso, non è un problema da correggere ma una caratteristica
- Inflazione al 4% = svalutazione certa: il meccanismo proposto ricrea esattamente il problema che Bitcoin vuole risolvere — la perdita di potere d’acquisto nel tempo
- Apertura a modifiche future: accettare anche una sola variazione al cap costituirebbe un precedente pericoloso che legittimerebbe pressioni future
Conclusione: Una Proposta Accademica, Non un Rischio Reale
La questione sollevata da Ben-Sasson — la riduzione progressiva dell’offerta effettiva per via delle chiavi perse — è reale e documentata. Tuttavia, la soluzione proposta contraddice i principi fondanti di Bitcoin e non ha alcuna strada pratica per essere adottata.
Per la redazione di BitcoinLive24, si tratta di un’opinione accademica che difficilmente troverà sbocchi tecnici: nessuna BIP (Bitcoin Improvement Proposal) formale è stata presentata, e il consenso necessario per un hard fork su questo tema è praticamente irraggiungibile. Il dibattito, però, è utile per ricordare quanto la robustezza del cap a 21 milioni dipenda dalla fiducia collettiva dei partecipanti alla rete.
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FAQ: Le Domande più Frequenti
Perché Bitcoin ha un limite di 21 milioni?
Il limite di 21 milioni di BTC è una scelta di design di Satoshi Nakamoto, codificata nel protocollo Bitcoin fin dal 2009. Garantisce la scarsità assoluta: nessuna entità può creare nuovi bitcoin oltre quella soglia. L’ultimo satoshi verrà estratto intorno al 2140, dopo 33 halving successivi. Questa proprietà differenzia Bitcoin da qualsiasi valuta fiat, che può essere stampata illimitatamente dalle banche centrali.
Quanti Bitcoin sono stati persi definitivamente?
Le stime variano: Chainalysis ha stimato tra 2,3 e 3,7 milioni di BTC irrecuperabili (circa 11–18% dell’offerta). Analisi on-chain di Glassnode portano la stima fino a 6 milioni di BTC (circa 28%). La perdita avviene principalmente per chiavi private dimenticate, hardware distrutto, o titolari deceduti senza aver trasmesso l’accesso ai propri wallet. I BTC attribuiti a Satoshi Nakamoto — circa 1,1 milioni — rientrano in questa categoria di monete dormanti.
La proposta di StarkWare potrebbe essere adottata da Bitcoin?
È estremamente improbabile. Modificare il cap a 21 milioni richiederebbe un hard fork approvato dalla quasi totalità degli oltre 20.000 nodi Bitcoin attivi nel mondo. Nessuna proposta così radicale ha mai ottenuto il consenso necessario nella storia di Bitcoin. Inoltre, Ben-Sasson non ha presentato alcuna BIP formale: si tratta di un’opinione personale, non di una proposta tecnica sostenuta dalla comunità degli sviluppatori Bitcoin.
