Donald Trump torna a promettere 5.000 dollari a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti, a patto che i Repubblicani conservino Camera e Senato alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il rilancio è arrivato sabato 3 ottobre 2026 con un video diffuso dal presidente, mentre Bitcoin scambia intorno agli 85.000$ al momento della stesura. Per chi segue i mercati la domanda è una sola: un assegno pubblico da oltre mille miliardi può muovere il prezzo di Bitcoin?
Trump e i 5.000 dollari: cosa ha detto nel video del 3 ottobre
Il presidente ha ribadito la promessa con parole che non lasciano margini: «Solo io posso farvi questa promessa: se i Repubblicani vincono la Camera e il Senato alle elezioni di metà mandato del 2026, darò a tutti i cittadini adulti degli Stati Uniti 5.000 dollari». La citazione è riportata da Yahoo Finance.
L’idea non è nuova. Trump aveva presentato il cosiddetto «Trump Dividend» il 9 settembre alla convention repubblicana di Dallas, paragonando i cittadini agli azionisti di un’azienda che distribuisce gli utili. Già il giorno dopo, come raccontava CNBC, la proposta aveva incontrato resistenze in entrambi i partiti.
Nel giro di due giorni, peraltro, la platea è cambiata due volte: venerdì 2 ottobre il presidente parlava di «ogni cittadino statunitense», sabato è tornato a specificare «tutti i cittadini adulti». Per le famiglie con figli la differenza non è un dettaglio.
Quanto costa il dividendo da 5.000 dollari e chi lo pagherebbe
Il conto supera i mille miliardi di dollari. Con circa 245-250 milioni di adulti, la spesa stimata si colloca tra 1.200 e 1.250 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Bitcoin.com News. Trump parla invece di circa mille miliardi, da coprire con dazi e con i «21.000 miliardi di dollari di nuovi investimenti» arrivati, a suo dire, negli ultimi 15 mesi.
I numeri dei dazi raccontano un’altra storia. Le entrate nette da tariffe doganali restano sotto i 200 miliardi l’anno, con incassi lordi 2026 intorno ai 210 miliardi. In pratica, un solo assegno consumerebbe circa un decennio di gettito previsto. Erica York della Tax Foundation (centro studi fiscale di Washington) lo ha detto senza giri di parole: con il gettito dei dazi non è stato ripagato alcun debito, «e di certo non lo sarà se lo si spende tutto prima ancora di incassarlo».
Sullo sfondo c’è un debito federale che ad agosto 2026 ha superato i 40.000 miliardi di dollari. Il senatore dell’Ohio Bernie Moreno ha annunciato una proposta di legge dopo il voto del 3 novembre, mentre il deputato texano Chip Roy ha chiesto pubblicamente come Washington intenda finanziare «ben oltre mille miliardi».
Gli assegni promessi da Trump: il precedente conta
Non è la prima volta che la Casa Bianca promette soldi agli americani. Gli assegni arrivati davvero sono quelli del 2020, approvati dal Congresso durante la pandemia. Le promesse successive sono rimaste sulla carta.
| Proposta | Periodo | Importo per persona | Esito |
|---|---|---|---|
| Assegni COVID (CARES Act) | Aprile 2020 | 1.200$ | Pagati |
| «DOGE dividend» | Inizio 2025 | 5.000$ | Mai pagato |
| Assegni finanziati dai dazi | 2025-2026 | 2.000$ | Mai pagati |
| «Trump Dividend» | Settembre-ottobre 2026 | 5.000$ | Promessa elettorale, legata al voto del 3 novembre |
Per l’analista Henrietta Treyz, citata da Yahoo Finance, gli investitori farebbero bene a considerare improbabile l’attuazione del piano e a leggerlo piuttosto come un segnale di preoccupazione elettorale.
Assegni pubblici e Bitcoin: cosa dicono i dati del 2020
Gli assegni del 2020 hanno mosso Bitcoin molto meno di quanto si racconti. Uno studio della Federal Reserve di Cleveland firmato da Anantha Divakaruni e Peter Zimmerman ha misurato l’effetto dei pagamenti da 1.200$: i volumi sulla coppia dollaro-Bitcoin sono saliti di circa il 3,8%, mentre l’impatto sul prezzo è stato di appena 7 punti base (0,07%).
Il dato più eloquente è un altro: gli acquisti di Bitcoin collegati agli assegni valevano solo lo 0,02% dei dollari distribuiti. Secondo i ricercatori, l’aumento degli acquisti era concentrato tra i single e sugli exchange (piattaforme di scambio) frequentati da piccoli risparmiatori.
La vera spinta del 2020-2021 è arrivata dalla politica monetaria, non dagli assegni. Tassi vicini allo zero, un bilancio della Fed passato da circa 4.000 a quasi 9.000 miliardi e una crescita di circa il 25% della massa monetaria M2 (contanti e depositi in circolazione) hanno accompagnato una corsa di Bitcoin di circa 18 volte dal minimo di marzo 2020 al picco di novembre 2021.
Cosa significa per chi segue Bitcoin
Oggi il quadro monetario è opposto a quello del 2020. Il mercato discute di un possibile rialzo dei tassi, non di un taglio: dopo il dato debole sull’occupazione di venerdì, secondo CNBC le probabilità di una stretta a ottobre stimate dal CME FedWatch sono scese dal 36% al 17%. Ne abbiamo parlato su BitcoinLive24 analizzando la reazione di Bitcoin al dato NFP e, a settembre, il balzo delle attese di rialzo dopo il CPI.
In questo contesto, un assegno da 5.000$ avrebbe due effetti di segno opposto. Da un lato più liquidità nelle tasche delle famiglie, una parte della quale potrebbe finire su asset rischiosi. Dall’altro più deficit, quindi più titoli di Stato da collocare e rendimenti potenzialmente più alti, un fattore che nelle ultime settimane ha già pesato su Bitcoin. Sul ruolo del Tesoro nel rally estivo rimandiamo alla nostra analisi su Bitcoin e i buyback del Tesoro USA nel terzo trimestre.
C’è poi un limite pratico: la promessa dipende dall’esito elettorale e da una legge ancora da scrivere. Prima di qualsiasi effetto sui mercati servirebbero un voto del Congresso e una copertura finanziaria che oggi non esiste.
Prospettive: tre scenari verso il voto del 3 novembre
Il primo scenario, il più probabile per analisti come Henrietta Treyz, è che la proposta resti uno strumento di campagna elettorale senza conseguenze dirette sui prezzi. Il secondo prevede una vittoria repubblicana seguita da una legge approvata: l’effetto su Bitcoin dipenderebbe soprattutto dalla reazione dei rendimenti dei Treasury e della Fed, più che dagli acquisti diretti dei cittadini. Il terzo è una sconfitta repubblicana, che archivierebbe il dividendo.
In tutti e tre i casi, il precedente del 2020 suggerisce di guardare alla politica monetaria più che agli assegni. Per seguire in tempo reale le notizie su Bitcoin, Fed e politica americana, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande frequenti
Che cos’è il «Trump Dividend» da 5.000 dollari?
È una promessa elettorale di Donald Trump: 5.000$ a ogni cittadino adulto statunitense se i Repubblicani vincono Camera e Senato alle elezioni del 3 novembre 2026. Al momento non esiste una legge né una copertura finanziaria approvata.
Gli assegni pubblici fanno salire il prezzo di Bitcoin?
Poco, secondo i dati disponibili. Lo studio della Fed di Cleveland sugli assegni del 2020 ha rilevato +3,8% di volumi sulla coppia dollaro-Bitcoin e un impatto sul prezzo di soli 7 punti base. La crescita successiva è stata trainata soprattutto dalla politica espansiva della Fed.
Quanto costerebbe il piano e come verrebbe finanziato?
Circa 1.200-1.250 miliardi di dollari. Trump indica come copertura dazi e nuovi investimenti, ma il gettito netto dei dazi è inferiore a 200 miliardi l’anno: il piano richiederebbe nuovo debito o un’approvazione del Congresso con altre coperture.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
