Poolin Technology, tra i mining pool Bitcoin più attivi nel ciclo 2020-2022, ha presentato istanza di Chapter 11 (la procedura statunitense che permette a un’azienda di ristrutturare i debiti sotto la supervisione di un tribunale) il 22 luglio 2026 davanti a una corte federale del New Jersey. La società, con base a Singapore, dichiara passività per 173,1 milioni di dollari e punta a liquidare gli ultimi impianti minerari rimasti in Texas per almeno 52 milioni di dollari, secondo la ricostruzione degli atti giudiziari pubblicata da The Block. Il crollo arriva quattro anni dopo il blocco dei prelievi che aveva già segnato la fine operativa del servizio wallet dell’azienda.
Dal Blocco dei Prelievi al Chapter 11: la Cronologia
La crisi di Poolin nasce nel 2022, quando il crollo del prezzo di Bitcoin innescò una serie di margin call (richieste di garanzie aggiuntive) da parte dei creditori che avevano finanziato le attività del gruppo. A settembre 2022 l’azienda dichiarò una crisi di liquidità e sospese i prelievi dal servizio Poolin Wallet, sostituendo i depositi dei clienti con IOU (titoli di debito non garantiti). Secondo ricostruzioni di settore, un ulteriore calo dei prezzi crypto a fine 2022 avrebbe portato alla liquidazione di ulteriori garanzie, aggravando il buco di bilancio.
Il 10 luglio 2026 Poolin ha interrotto in via definitiva tutte le attività di mining e hosting, mantenendo solo un team minimo per mettere in sicurezza le apparecchiature e gestire la vendita degli asset. Dodici giorni dopo è arrivata l’istanza di Chapter 11, come riportato anche da Bitcoin.com News.
I Numeri della Bancarotta: 173 Milioni di Dollari di Debiti
Secondo la documentazione depositata in tribunale, le passività prepetition (accumulate prima della richiesta di bancarotta) ammontano a 173,1 milioni di dollari. Di questi, 163,7 milioni di dollari sono IOU non garantiti dovuti a circa 11.700 utenti di Poolin Wallet che dal 2022 attendono di recuperare i fondi bloccati. Il documento indica passività stimate tra 100 e 500 milioni di dollari, a fronte di asset stimati tra 1 e 10 milioni di dollari — un range tipico delle dichiarazioni preliminari di Chapter 11, dove le cifre esatte vengono affinate nelle udienze successive.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Passività totali dichiarate | 173,1 milioni $ |
| IOU non garantiti (utenti Poolin Wallet) | 163,7 milioni $ |
| Utenti coinvolti | ~11.700 |
| Sito minerario di Pyote | 15 milioni $ |
| Sito di Tarbush (diritti energetici + equipaggiamento) | 37 milioni $ |
| Floor bid totale (Thor CALAP LLC) | 52 milioni $ |
La Vendita in Texas: gli Impianti di Pyote e Tarbush
Il piano di liquidazione presentato al tribunale prevede la cessione dei due siti minerari rimasti in West Texas. Il sito di Pyote è valutato 15 milioni di dollari, mentre i diritti energetici e l’equipaggiamento del sito di Tarbush valgono 37 milioni di dollari. Thor CALAP LLC (l’acquirente proposto) ha presentato un’offerta base — il cosiddetto “floor bid” che apre la procedura d’asta giudiziale — da 52 milioni di dollari complessivi, come dettagliato nell’analisi di The Block. Il tribunale potrà comunque valutare controfferte prima di approvare la vendita in via definitiva.
Cosa Significa per il Settore del Mining Bitcoin
Il caso Poolin si aggiunge a una serie di difficoltà finanziarie che dal 2022 hanno colpito diversi operatori del mining sottocapitalizzati, spinti fuori mercato dalla combinazione di prezzo di Bitcoin instabile, costi energetici elevati e leva finanziaria eccessiva. La redazione di BitcoinLive24 ha seguito da vicino episodi simili di opacità finanziaria nel settore, come il caso del fondo assicurativo di BitMEX finito sotto la lente di una class action. Il trend generale premia i pochi operatori quotati e ben patrimonializzati, mentre penalizza le strutture meno trasparenti — una dinamica che si intreccia anche con le recenti turbolenze societarie raccontate nella vicenda di Jack Mallers e Twenty One.
Prospettive: Cosa Aspettarsi dal Tribunale
Nelle prossime settimane il tribunale del New Jersey dovrà approvare le procedure d’asta per gli asset di Pyote e Tarbush, con possibilità per altri acquirenti di rilanciare sopra il floor bid di Thor CALAP LLC. Per i circa 11.700 utenti creditori, il recupero effettivo dei fondi resta incerto: gli asset stimati dell’azienda sono nettamente inferiori al totale dei debiti dichiarati, e le tempistiche di un Chapter 11 con vendita di asset possono estendersi per mesi prima di una distribuzione ai creditori.
FAQ
Cos’è il Chapter 11 e perché Poolin lo ha scelto?
Il Chapter 11 è la procedura del diritto fallimentare statunitense che permette a un’azienda di ristrutturare i debiti sotto supervisione del tribunale, liquidando gli asset in modo ordinato invece che in modo disordinato. Poolin lo ha scelto per gestire la vendita degli ultimi impianti in Texas dopo anni di crisi di liquidità.
Chi comprerà gli asset minerari di Poolin?
Thor CALAP LLC ha presentato un’offerta base da 52 milioni di dollari per i siti di Pyote e Tarbush, ma il tribunale può valutare controfferte prima di approvare la vendita definitiva.
Gli utenti di Poolin Wallet recupereranno i fondi bloccati dal 2022?
È incerto. I circa 11.700 utenti coinvolti detengono IOU non garantiti per 163,7 milioni di dollari, mentre gli asset stimati dell’azienda (1-10 milioni di dollari) sono molto inferiori ai debiti totali.
Poolin è ancora operativo come mining pool?
No. La società ha interrotto tutte le attività di mining e hosting il 10 luglio 2026, mantenendo solo un team minimo per gestire la vendita degli asset, come riportato anche da NewsBTC.
Cosa comporta questa bancarotta per il resto del settore mining Bitcoin?
Conferma la pressione sugli operatori sottocapitalizzati dal 2022 in poi e rafforza il consolidamento verso poche società quotate e ben patrimonializzate.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
Scarica l’app BitcoinLive24 per restare aggiornato in tempo reale sulle notizie Bitcoin: bitcoinlive24.com.
