Mining Bitcoin in Uzbekistan: Zero Tasse fino al 2035

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L’Uzbekistan ha trasformato un’intera repubblica autonoma in una zona franca per il mining Bitcoin: la Besqala Mining Valley copre tutto il Karakalpakstan e garantisce ai residenti l’esenzione totale da imposte e tributi sui ricavi di mining fino al 1° gennaio 2035, in cambio di una commissione mensile dell’1% sui ricavi. La misura nasce dalla risoluzione presidenziale ПҚ-143 del 17 aprile 2026, entrata in vigore il 20 aprile, ma solo a inizio luglio il Ministero della Giustizia ha approvato il regolamento operativo che rende la zona effettivamente utilizzabile. Per un settore che compete a livello globale sul costo dell’energia, si apre una destinazione nuova con regole scritte nero su bianco.

Cosa prevede la risoluzione sul mining Bitcoin in Uzbekistan

La risoluzione presidenziale ПҚ-143, firmata il 17 aprile 2026 ed entrata in vigore il 20 aprile, istituisce una zona speciale di mining che coincide con l’intero territorio della Repubblica del Karakalpakstan. Il testo, consultabile sul portale legale ufficiale lex.uz, stabilisce che i ricavi dei residenti legati all’attività di mining sono esenti da imposte e tributi fino al 1° gennaio 2035.

Al posto della fiscalità ordinaria, i residenti versano una commissione mensile pari all’1% dei ricavi di mining alla Direzione della zona, una società a responsabilità limitata che opera sotto il Consiglio dei Ministri del Karakalpakstan. L’utile netto della Direzione confluisce poi nel bilancio repubblicano: il meccanismo trasforma di fatto l’attività dei miner in una fonte di entrate diretta per una regione periferica del Paese.

Il perimetro geografico non è un dettaglio. Il Karakalpakstan rappresenta circa il 40% della superficie totale dell’Uzbekistan, secondo la ricostruzione di Cryptobriefing: non si tratta di un parco industriale recintato, ma di un’area vasta quanto un Paese europeo di media grandezza. Le esenzioni riguardano imposta sui redditi societari, imposta immobiliare, imposta fondiaria e IVA.

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Chi può diventare residente della Besqala Mining Valley

Solo le persone giuridiche registrate e operative in Karakalpakstan possono ottenere lo status di residente, come specificato da The Block. Un operatore estero non può quindi limitarsi a spedire container di macchine: deve costituire una società locale e presentare domanda alla Direzione della zona.

La barriera d’ingresso è anche patrimoniale. Il capitale sociale minimo richiesto ai residenti è di 5.000 unità di calcolo di base (l’indice usato dalla legge uzbeka per parametrare importi e sanzioni), pari a 2,06 miliardi di soum ovvero circa 170.800 dollari, come riportato dal quotidiano uzbeko Gazeta.uz.

I permessi di mining restano di competenza dell’Agenzia Nazionale per i Progetti Prospettici (NAPP, l’autorità uzbeka che dal 2023 rilascia le licenze per le attività su cripto-asset). I Bitcoin estratti possono essere venduti su piattaforme di scambio nazionali o internazionali, anche tramite contratti diretti, come riportato da UzDaily. I proventi devono però essere accreditati su conti bancari in Uzbekistan e restano soggetti alle regole antiriciclaggio, come prevede il testo della risoluzione e conferma The Block. È la clausola che spiega la generosità fiscale: lo Stato rinuncia alle imposte ma pretende che il flusso valutario passi dal sistema bancario domestico.

L’energia è il vero filtro: rete a tariffa doppia, rinnovabili e idrogeno

La risoluzione consente ai residenti tre canali di approvvigionamento elettrico, ma li prezza in modo molto diverso. Secondo il testo su lex.uz, i miner possono usare fonti rinnovabili, elettricità prodotta da centrali a idrogeno oppure elettricità prelevata dalla rete nazionale, quest’ultima però fatturata al doppio della tariffa standard applicata ai consumatori del gruppo II, una delle fasce tariffarie in cui il sistema elettrico uzbeko classifica le utenze.

È il punto più sottovalutato dell’intero pacchetto. Un’esenzione fiscale decennale non compensa un costo dell’energia raddoppiato, dato che l’elettricità rappresenta la voce dominante nel conto economico di una farm, l’impianto industriale che ospita le macchine da mining.

La struttura tariffaria spinge quindi i residenti verso l’autoproduzione da rinnovabili, coerentemente con l’obiettivo dichiarato dal governo di attrarre investimenti, creare occupazione e promuovere l’uso efficiente delle fonti rinnovabili. Una spinta che trova un parallelo nel dato globale, dove l’idroelettrico ha superato il gas nel mix energetico del mining Bitcoin.

Al controllo dei consumi provvede l’obbligo di connessione al sistema ASKUE, l’infrastruttura di telemetria che dà allo Stato visibilità in tempo reale sui prelievi elettrici degli impianti, sempre secondo Cryptobriefing. Il regolamento attuativo approvato dal Ministero della Giustizia a inizio luglio 2026 ha completato il quadro, disciplinando registrazione e operatività dei residenti. Il calore di scarto delle macchine, riferisce crypto.news, potrà essere riutilizzato per il riscaldamento di serre agricole.

Le condizioni della zona in sintesi

CondizioneValoreFonte
Base normativaRisoluzione presidenziale ПҚ-143, firmata 17 aprile 2026lex.uz
Entrata in vigore20 aprile 2026lex.uz
PerimetroIntero Karakalpakstan (circa 40% del territorio uzbeko)Cryptobriefing
Esenzione fiscaleTotale su ricavi di mining fino al 1° gennaio 2035lex.uz
Contributo sostitutivo1% mensile sui ricavi, versato alla Direzionelex.uz
Capitale sociale minimo2,06 miliardi di soum (circa 170.800 dollari)Gazeta.uz
Elettricità da reteDoppio della tariffa standard del gruppo IIlex.uz
Autorità di licenzaAgenzia Nazionale per i Progetti Prospettici (NAPP)lex.uz / UzDaily
Vincolo sui proventiAccredito obbligatorio su conti bancari uzbekiThe Block

Cosa significa per gli investitori

Per chi segue il settore mining, la Besqala Mining Valley è un test su quanto pesi davvero la fiscalità rispetto al costo dell’energia nelle scelte di localizzazione degli impianti. Dieci anni di esenzione sono un orizzonte lungo per un’industria abituata a orizzonti trimestrali, ma il doppio della tariffa di rete e l’obbligo di costituire una società locale con oltre 170.000 dollari di capitale spostano l’equazione verso chi arriva con un progetto energetico proprio, non con un semplice noleggio di potenza di calcolo.

Il contesto regionale rende la mossa leggibile. L’Asia centrale è diventata terreno di competizione per attrarre hashrate (la potenza di calcolo che alimenta la rete Bitcoin) con strumenti molto diversi tra loro: il Kazakhstan ha scelto di costruire una riserva statale di Bitcoin alimentata dai miner, mentre altri Paesi asiatici hanno preso la direzione opposta, come mostra il sequestro di decine di migliaia di rig, le macchine dedicate al mining, in Malesia.

L’Uzbekistan si posiziona nel primo gruppo, con l’ulteriore ambizione di collegare il mining alla propria strategia sui data center. La zona franca dedicata a intelligenza artificiale e data center lanciata nel 2025, ricorda crypto.news, prevede esenzioni fino al 2040, un investimento minimo di 100 milioni di dollari per accedervi e un obiettivo di oltre 1 miliardo di dollari di investimenti esteri entro il 2030.

Restano incognite rilevanti: al momento non risultano annunci pubblici di ingresso nella zona da parte di operatori di dimensioni internazionali, e la capacità della rete karakalpaka di sostenere carichi industriali continui non è documentata nei testi normativi. La redazione di BitcoinLive24 continuerà a seguire i primi insediamenti effettivi, che saranno il vero indicatore di successo della misura.

Prospettive

Il quadro normativo è completo dal luglio 2026 e lo scenario dipende ora da tre variabili: la disponibilità effettiva di generazione rinnovabile in Karakalpakstan, la stabilità delle regole valutarie sui proventi e la reazione dei grandi operatori. Uno scenario favorevole vedrebbe l’arrivo di capitale estero attratto dall’orizzonte fiscale decennale, con impianti alimentati da solare o idrogeno costruiti ex novo. Uno scenario neutro produrrebbe invece un numero ristretto di residenti locali di piccola scala. Lo scenario negativo è quello in cui la tariffa di rete raddoppiata e i vincoli bancari annullano il vantaggio fiscale, lasciando la zona sulla carta.

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Domande frequenti

Che cos’è la Besqala Mining Valley?

La Besqala Mining Valley è la zona speciale di mining istituita dall’Uzbekistan sull’intero territorio della Repubblica del Karakalpakstan, con la risoluzione presidenziale ПҚ-143 del 17 aprile 2026. I residenti della zona sono esenti da imposte e tributi sui ricavi di mining fino al 1° gennaio 2035 e versano in alternativa una commissione mensile pari all’1% dei ricavi.

Un’azienda estera può minare Bitcoin nella zona uzbeka?

No, non direttamente: lo status di residente è riservato alle persone giuridiche registrate e operative in Karakalpakstan. Un gruppo estero deve quindi costituire una società locale, dotarla di un capitale sociale minimo di circa 170.800 dollari e presentare domanda alla Direzione della zona, ottenendo poi il permesso dall’Agenzia Nazionale per i Progetti Prospettici.

Quanto costa l’elettricità per i miner nella zona?

L’elettricità prelevata dalla rete nazionale è fatturata al doppio della tariffa standard applicata ai consumatori del gruppo II, secondo il testo della risoluzione. I residenti possono in alternativa utilizzare fonti rinnovabili o elettricità prodotta da centrali a idrogeno, e devono in ogni caso collegarsi al sistema di telemetria ASKUE per il monitoraggio dei consumi.

Che fine fanno i Bitcoin estratti in Uzbekistan?

I Bitcoin estratti possono essere venduti su piattaforme di scambio nazionali o internazionali, anche attraverso contratti diretti, ma i proventi devono essere accreditati su conti bancari uzbeki. La misura serve a far transitare il flusso valutario dal sistema bancario domestico ed è accompagnata dall’applicazione delle regole antiriciclaggio.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.

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Redazione Bitcoinlive24

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