CLARITY Act: Bernstein Avverte di un Nuovo Ribasso se Salta il Voto

Il Senato degli Stati Uniti ha escluso il CLARITY Act dal calendario dei voti in aula di lunedì 3 agosto 2026, lasciando alla legge sulla struttura di mercato delle criptovalute solo cinque giorni per essere approvata prima della pausa estiva che si apre venerdì 7 agosto (Bitcoin.com News). Lo stesso giorno la banca d’affari Bernstein ha scritto in una nota che il mancato voto potrebbe innescare un nuovo ribasso per Bitcoin e per il resto del mercato crypto nel breve termine (CoinDesk). Sul mercato delle previsioni Polymarket le probabilità di approvazione entro fine 2026 sono scese al 31%, in calo del 7% nell’ultima settimana (Cointelegraph).

Il Senato Lascia Fuori il CLARITY Act dal Calendario di Lunedì

Il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633) non compare tra i voti in programma per lunedì, mentre il Senato ha tempo fino a venerdì prima di lasciare Washington per la pausa di agosto. Secondo i dati ufficiali raccolti da GovTrack (fonte primaria, dati Congress.gov), il testo è stato approvato dalla Camera il 17 luglio 2025 con 294 voti a favore e 134 contrari, e riportato dalla Commissione Bancaria del Senato il 1° giugno 2026: resta però fermo in attesa di un voto d’aula da oltre un anno.

Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha dichiarato di voler comunque portare il testo in aula prima della pausa, anche solo per costringere i senatori a schierarsi pubblicamente, pur sapendo che la soglia dei 60 voti necessari per superare l’ostruzionismo resta incerta. A bloccare una data certa restano le dispute irrisolte su poteri di enforcement, regole per la finanza decentralizzata (DeFi), norme antiriciclaggio e disciplina delle stablecoin (Bitcoin.com News).

L’Allarme di Bernstein: Rischio di un Nuovo Ribasso per Bitcoin

Gli analisti guidati da Gautam Chhugani di Bernstein scrivono che “la Clarity è la legge sulla struttura di mercato crypto più importante nella storia degli Stati Uniti, ma le probabilità che passi nel 2026 sembrano ridursi” (CoinDesk). Secondo la banca, un mancato voto entro l’anno provocherebbe una reazione negativa immediata sui mercati digitali, anche se il contraccolpo sarebbe probabilmente temporaneo: Bernstein si aspetta che SEC e CFTC accelerino comunque le regole sotto l’iniziativa Project Crypto, lanciata dal presidente SEC Paul Atkins nel luglio 2025 ed estesa a un’iniziativa congiunta con la CFTC nel settembre dello stesso anno (Cointelegraph).

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Il pessimismo di Bernstein trova conferma nei mercati delle previsioni: su Polymarket le quote sul via libera del CLARITY Act entro il 2026 sono scese al 31%, con un calo del 7% nell’ultima settimana e del 9% nell’ultimo mese, su un volume di circa 3,7 milioni di dollari scommessi (Cointelegraph). Il numero converge con la stima indipendente e algoritmica di GovTrack, che assegna al testo una probabilità di diventare legge del 30% sulla base di fattori storici come sponsor, cosponsor e composizione delle commissioni (GovTrack).

La Sicurezza Nazionale Entra nel Dibattito

L’ex Segretario alla Difesa Mark Esper, oggi nel Global Advisory Council di Coinbase, ha definito questa settimana il CLARITY Act “un imperativo di sicurezza nazionale”, avvertendo che potrebbe essere l’ultima finestra reale per approvarlo (Bitcoin.com News). Dall’altra parte, un’analisi dello staff di minoranza della Commissione Bancaria del Senato sostiene che la legge non affronti le vulnerabilità sfruttate da criminali e attori statali ostili, mentre il senatore Mark Warner ha condizionato il proprio sostegno alla chiusura delle lacune di sicurezza nazionale legate alla DeFi.

Le Obiezioni Etiche: i Guadagni Crypto di Trump

La stessa analisi della Commissione Bancaria rilancia le obiezioni democratiche secondo cui il CLARITY Act lascerebbe aperti canali che permettono al presidente Trump di continuare a trarre profitto dalle proprie attività crypto, dopo che le dichiarazioni patrimoniali del 2025 hanno rivelato circa 1,4 miliardi di dollari di guadagni legati a queste attività (Bitcoin.com News). A questo si aggiunge la posizione della Procuratrice Generale di New York, Letitia James, che ha chiesto al Congresso di rafforzare la regolamentazione crypto citando oltre 11 miliardi di dollari di perdite legate a truffe in criptovalute segnalate dall’FBI, sostenendo che il CLARITY Act indebolirebbe l’azione degli stati contro le frodi invece di rafforzarla.

Le Tappe Chiave del CLARITY Act (H.R. 3633)

DataEvento
29 maggio 2025Testo introdotto alla Camera dal deputato French Hill (R-Arkansas)
17 luglio 2025Approvato dalla Camera, 294 voti a favore e 134 contrari
1 giugno 2026Riportato dalla Commissione Bancaria del Senato
7 agosto 2026Inizio della pausa estiva del Senato (scadenza)
14 settembre 2026Rientro del Senato, se il voto non arriva prima

Fonte: GovTrack, dati ufficiali Congress.gov.

Cosa Significa per gli Investitori Bitcoin

Secondo Bernstein, uno stallo al Senato entro venerdì potrebbe tradursi in un contraccolpo di breve periodo sui prezzi di Bitcoin, legato più al segnale politico negativo che a un cambiamento nei fondamentali. Gli stessi analisti si aspettano che il mercato trovi un punto di minimo e recuperi slancio tra fine terzo e inizio quarto trimestre, in vista delle elezioni di midterm, indipendentemente dall’esito del voto (CoinDesk). Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.

Cosa Succede se il Senato Non Vota Entro Venerdì

Se il Senato non approva il CLARITY Act entro il 7 agosto, il testo non tornerà in aula prima del rientro previsto per il 14 settembre, comprimendo il dibattito in un calendario di midterm già affollato di altre priorità legislative (Bitcoin.com News). Su BitcoinLive24 avevamo già raccontato come Wall Street e BlackRock si fossero schierate a favore della legge, e come il rinvio del voto dopo la pausa estiva fosse già stato messo in conto dai senatori dieci giorni fa: lo scenario di oggi conferma quel rischio, con Bernstein e Polymarket che per la prima volta lo quantificano in termini di probabilità di mercato.

Domande Frequenti

Cos’è il CLARITY Act?
È il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633), la legge che dividerebbe la supervisione delle criptovalute tra SEC e CFTC, dando alla CFTC un ruolo centrale sui “digital commodity” come Bitcoin. È stata approvata dalla Camera nel luglio 2025 e attende un voto del Senato.

Perché il Senato non ha votato lunedì 3 agosto?
Perché restano dispute irrisolte su enforcement, DeFi, regole antiriciclaggio e stablecoin, e un calendario pre-pausa già affollato ha impedito di fissare una data certa, nonostante le intenzioni dichiarate dal leader Thune.

Cosa succede se il Senato non approva la legge entro l’8 agosto?
Il testo resta fermo fino al rientro del Senato il 14 settembre, con il rischio concreto che il dibattito venga rimandato ulteriormente per via delle priorità del calendario elettorale di midterm.

Come potrebbe reagire il prezzo di Bitcoin in caso di stallo, secondo Bernstein?
Bernstein prevede una reazione negativa immediata ma probabilmente temporanea, perché si aspetta che SEC e CFTC accelerino comunque le regole tramite l’iniziativa Project Crypto anche senza una legge approvata dal Congresso.

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