La House of Lords del Regno Unito ha approvato mercoledì 9 settembre 2026 l’Emendamento 88 al Financial Services and Markets Bill, che obbliga il Tesoro (HM Treasury) a preparare, pubblicare e sottoporre a consultazione entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge una strategia nazionale su Bitcoin e sugli altri cryptoasset, secondo il testo ufficiale dell’emendamento pubblicato dal Parlamento britannico. Il testo, proposto dalla baronessa conservatrice Neville-Rolfe, è passato con 194 voti favorevoli contro 138 nonostante l’opposizione del governo Labour, secondo quanto riportato da CoinTelegraph e crypto.news.
Cosa Prevede l’Emendamento 88
L’Emendamento 88 impone all’HM Treasury di elaborare una strategia digitale che copra cryptoasset, stablecoin, Central Bank Digital Currency (CBDC) e titoli tokenizzati, affrontando temi come l’innovazione del settore, la protezione dei consumatori e l’accesso di aziende e privati a servizi bancari, di pagamento e di regolamento, secondo crypto.news.
Il testo richiede inoltre che il Tesoro tenga conto degli sviluppi normativi in cinque giurisdizioni specifiche — Stati Uniti, Unione Europea, Singapore, Svizzera e Hong Kong — indicate dalla baronessa Neville-Rolfe come termine di paragone per la competitività del Regno Unito nel settore digitale.
Bitcoin non è nominato esplicitamente nel testo dell’emendamento, che usa la formula generica “cryptoasset”. Resta però l’asset digitale di gran lunga più capitalizzato tra quelli che la futura strategia dovrà normare.
Il Voto e lo Scontro con il Governo Labour
La mozione è passata con un margine di 56 voti, con il sostegno di conservatori e liberaldemocratici contro l’opposizione di 127 pari del partito Labour, secondo i dati ripresi da crypto.news. Il governo ha sostenuto che vincolare per legge una scadenza di 12 mesi rischi di essere incompatibile con la velocità con cui evolvono i mercati digitali e con l’esigenza di mantenere coerenza nel quadro regolatorio complessivo.
L’allora ministro di Stato per gli Investimenti al Tesoro, Lord Stockwood — in carica fino al 21 luglio 2026 — aveva dichiarato proprio a luglio, poco prima di lasciare l’incarico, che il governo possedeva già una propria strategia digitale, giudicandola sufficiente senza bisogno di un obbligo di legge, secondo CoinTelegraph. La maggioranza della Camera dei Lord ha ritenuto invece che l’impegno politico non fosse abbastanza vincolante, scegliendo di formalizzarlo in un obbligo statutario con scadenze precise.
Come si Muovono gli Altri Paesi sulla Regolamentazione Bitcoin
Il confronto con altre giurisdizioni, richiesto esplicitamente dall’Emendamento 88, arriva in un momento in cui la regolamentazione di Bitcoin procede a velocità molto diverse tra i principali mercati occidentali.
| Giurisdizione | Stato della regolamentazione Bitcoin | Fonte |
|---|---|---|
| Regno Unito | Strategia digitale obbligatoria entro 12 mesi, in attesa del passaggio alla Camera dei Comuni | crypto.news |
| Stati Uniti | CLARITY Act ancora bloccato al Senato, probabilità di voto entro il 2026 scese al 10% | BitcoinLive24 |
| Unione Europea (Polonia) | Il Sejm ha confermato il veto sull’adeguamento nazionale al MiCA, Bitcoin resta fuori dal quadro armonizzato | BitcoinLive24 |
| Hong Kong e Singapore | Citati nell’emendamento come benchmark di regolamentazione più avanzata sui cryptoasset | crypto.news |
Per approfondire lo stato del CLARITY Act statunitense, il principale tentativo di dare a Bitcoin uno status normativo chiaro negli USA, e il caso della Polonia che ha bloccato l’adeguamento al MiCA europeo, BitcoinLive24 ha seguito entrambi i dossier nelle scorse settimane.
Perché la Strategia Riguarda Direttamente Bitcoin
Anche se il testo dell’emendamento non cita Bitcoin per nome, la sua rilevanza pratica per il mercato britannico è diretta: Bitcoin resta il cryptoasset di gran lunga più capitalizzato al mondo, e qualunque strategia nazionale sui digital asset dovrà necessariamente definire il suo trattamento su temi come tassazione, accesso bancario e prodotti regolamentati.
La Financial Conduct Authority (FCA), l’autorità di vigilanza finanziaria britannica, ha vietato dal gennaio 2021 la vendita ai clienti retail di derivati ed ETN (Exchange Traded Note) legati a cryptoasset non regolamentati, citando esplicitamente Bitcoin tra i token coinvolti dal divieto. Solo da ottobre 2025 l’autorità ha riaperto l’accesso retail agli ETN, pur mantenendo il divieto sui derivati ad alto rischio come CFD e futures.
È proprio questa riapertura ad aver reso possibile l’offerta attuale di Hargreaves Lansdown, il principale broker online britannico, che dal 3 settembre 2026 mette a disposizione 9 ETN su Bitcoin ed Ether (emessi da iShares, WisdomTree, 21Shares, Invesco, CoinShares e Bitwise) per una base di oltre 2 milioni di clienti — un numero che rende concreto l’impatto di qualsiasi scelta che il Tesoro farà nei prossimi 12 mesi.
Prossimi Passi: la Palla Passa alla Camera dei Comuni
L’approvazione della House of Lords non rende l’obbligo automaticamente legge: il Financial Services and Markets Bill deve ora tornare alla House of Commons, dove i parlamentari eletti possono accettare, modificare o respingere gli emendamenti introdotti dalla Camera Alta, secondo crypto.news.
Il governo Labour, che dispone della maggioranza ai Comuni, potrebbe tentare di annacquare o rimuovere l’obbligo dei 12 mesi nel passaggio successivo — uno scenario già visto in altri dossier normativi su Bitcoin, come dimostra lo stallo del CLARITY Act statunitense. Fino a quel voto, l’Emendamento 88 resta un impegno approvato ma non ancora vincolante.
Domande Frequenti
Cosa obbliga a fare l’Emendamento 88 al governo britannico?
Obbliga l’HM Treasury a preparare, pubblicare e sottoporre a consultazione pubblica, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, una strategia nazionale che copra cryptoasset, stablecoin, CBDC e titoli tokenizzati.
L’emendamento riguarda specificamente Bitcoin?
No, il testo usa il termine generico “cryptoasset” senza citare Bitcoin per nome, ma Bitcoin ne è l’asset più rilevante in pratica, essendo il cryptoasset con la capitalizzazione di mercato più alta che la futura strategia dovrà normare.
Perché il governo Labour si è opposto all’emendamento?
Il governo ritiene che una scadenza legale rigida di 12 mesi sia difficile da conciliare con la velocità di evoluzione dei mercati digitali e con l’esigenza di coerenza nel quadro regolatorio complessivo, sostenendo di possedere già una propria strategia digitale.
L’Emendamento 88 è già legge nel Regno Unito?
No: dopo il voto della House of Lords, il testo deve ancora tornare alla House of Commons, che può accettarlo, modificarlo o respingerlo prima che il Financial Services and Markets Bill diventi legge.
Quali paesi sono citati come benchmark nell’emendamento?
L’emendamento chiede al Tesoro di considerare gli sviluppi normativi di Stati Uniti, Unione Europea, Singapore, Svizzera e Hong Kong come termine di confronto per la strategia digitale britannica.
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