Il Presidente Donald Trump ha accettato regole etiche più severe per salvare il CLARITY Act (Digital Asset Market Clarity Act, la legge USA sulla struttura dei mercati crypto), mentre il Senato si prepara al voto procedurale di martedì 15 settembre, che richiede 60 voti su 100 per superare l’ostruzionismo. Il compromesso arriva dopo 12 mesi di negoziati bipartisan e mentre 17 procuratori generali statali, guidati da Letitia James di New York, si oppongono al testo per il rischio di “federal preemption” (la legge federale che prevale sulle normative statali). Per Bitcoin la posta in gioco è concreta: il CLARITY Act deciderebbe finalmente quale agenzia federale vigila sui mercati BTC, la SEC o la CFTC, dopo mesi di incertezza sullo status di commodity digitale che BitcoinLive24 segue dossier dopo dossier.
Cosa è Successo
Trump ha acconsentito a una versione rivista delle disposizioni etiche del CLARITY Act, secondo il testo pubblicato da CoinDesk. Le nuove regole vietano ai funzionari federali senior, incluso il Presidente, di emettere, sponsorizzare o mantenere “interessi finanziari significativi” in asset digitali, salvo eccezioni specifiche, e impongono la dismissione di tali interessi entro la data di entrata in vigore della legge oppure il loro trasferimento a un blind trust qualificato (un fondo gestito da terzi che nasconde al proprietario i dettagli degli investimenti, per evitare conflitti d’interesse).
Il funzionario coinvolto dovrà notificare la dismissione entro 3 giorni all’ufficio etica competente, che a sua volta avrà altri 3 giorni per renderla pubblica. Gli exchange crypto non potranno più quotare asset digitali emessi da funzionari coperti dalla norma. La versione rivista introduce anche una novità rispetto alle bozze precedenti: consente sanzioni civili e autorizza esplicitamente gli attorney general statali a intentare causa in caso di violazioni, oltre a eliminare qualsiasi termine di scadenza per l’applicabilità delle regole.
Il Contesto Geopolitico
La Senatrice Cynthia Lummis (Repubblicana del Wyoming, tra i principali sponsor pro-Bitcoin al Senato USA) ha riassunto la posta in gioco in una dichiarazione ripresa da CoinGape: “After 12 months of negotiations, it’s now or never for this strong, bipartisan compromise” (dopo 12 mesi di negoziati, è ora o mai più per questo solido compromesso bipartisan). Lummis ha avvertito che, senza l’approvazione, le imprese crypto statunitensi potrebbero trasferirsi a Londra, Singapore o Abu Dhabi, portando altrove posti di lavoro, gettito fiscale e capacità normativa.
Il testo ha già superato un primo passaggio bipartisan alla Commissione Bancaria del Senato con un voto di 15 a 9 nel maggio 2026. BitcoinLive24 aveva raccontato il 10 settembre come il Segretario al Tesoro Bessent stesse spingendo per portare il testo in aula, quando le quotazioni sui mercati predittivi per un’approvazione entro il 2026 erano ferme al 10%. Da allora la traiettoria del testo è cambiata rapidamente, complice proprio il compromesso sulle regole etiche annunciato questa settimana.
Le Conseguenze del CLARITY Act per Bitcoin
Il CLARITY Act è, prima di tutto, una legge sulla struttura di mercato: stabilirebbe quali asset digitali contano come “commodity digitali” sotto la vigilanza della CFTC (Commodity Futures Trading Commission, l’autorità USA sui mercati dei derivati e delle materie prime) e quali restano invece sotto la giurisdizione della SEC (Securities and Exchange Commission, l’autorità sui titoli finanziari). Bitcoin, per il suo grado di decentralizzazione, è il candidato più solido a ricadere sotto la CFTC in via definitiva — un esito che secondo i sostenitori del testo darebbe a exchange, custodi e gestori di ETF Bitcoin regole chiare su licenze e requisiti di capitale, invece dell’attuale incertezza affrontata caso per caso.
Il tema si intreccia con un altro dossier che BitcoinLive24 segue dal 2 settembre, quando la SEC ha inviato alla Casa Bianca la sua proposta di riforma sulla custodia crypto: una regola di mercato definitiva sullo status di Bitcoin renderebbe più semplice anche completare quella riforma, oggi bloccata in parte proprio dall’ambiguità su chi debba vigilare sui custodi degli asset digitali.
Le Reazioni Internazionali
Non tutti sostengono il compromesso. Un gruppo bipartisan di 17 procuratori generali statali, guidato da Letitia James (Procuratrice Generale di New York), ha inviato una lettera di opposizione riportata da The Block. La lettera sostiene che il testo rischia di “muddy the waters” (confondere le acque) sui procedimenti contro le frodi finanziarie, perché permetterebbe alla SEC di ridefinire unilateralmente l’ambito della prevalenza federale sulle normative statali (“reset the scope of federal preemption”), “upending the state securities regulatory regime” (stravolgendo il regime di vigilanza statale sui titoli). La stessa James ha dichiarato che una compressione dei poteri statali rischia di “embolden scammers” (incoraggiare i truffatori) proprio mentre si moltiplicano le frodi legate agli asset digitali. Il documento è firmato anche dagli attorney general di California, Illinois, Arizona, Kansas, Ohio e Wisconsin tra gli altri.
Prospettive e Scenari
I mercati predittivi hanno reagito rapidamente al compromesso sulle regole etiche. Su Polymarket la probabilità di un’approvazione entro fine 2026 è salita al 30% lunedì mattina, dal 12% di inizio settimana, secondo i dati raccolti da CoinDesk — il livello più alto da inizio agosto. Su Kalshi la probabilità di approvazione entro il 1° luglio 2027 è salita al 53% dal 30% di giovedì scorso, mentre quella entro aprile 2027 è quasi raddoppiata dal 23% al 45% nello stesso periodo.
| Mercato predittivo | Scadenza | Prob. prima (giovedì) | Prob. ora (lunedì) |
|---|---|---|---|
| Polymarket | Entro fine 2026 | 12% | 30% |
| Kalshi | Entro aprile 2027 | 23% | 45% |
| Kalshi | Entro 1° luglio 2027 | 30% | 53% |
| Kalshi | Entro 1° ottobre 2027 | 26% | 53% (picco notturno al 64%) |
Non tutti condividono l’ottimismo dei mercati predittivi: un analista citato da CoinDesk stima solo il 25% di probabilità di approvazione definitiva, giudicando i compromessi etici ancora insufficienti per convincere i democratici moderati il cui voto serve a raggiungere la soglia dei 60. Anche in caso di successo al voto di procedura di martedì, il testo dovrà affrontare un lungo processo di emendamenti in aula, la riconciliazione con la versione approvata dalla Camera e infine la firma del Presidente — tre passaggi che possono ancora far deragliare l’iter prima di fine anno.
Domande Frequenti
Cos’è il CLARITY Act?
È il Digital Asset Market Clarity Act, la proposta di legge USA che dividerebbe la vigilanza sui mercati crypto tra la CFTC (per le “commodity digitali” come Bitcoin) e la SEC (per i titoli finanziari tokenizzati), sostituendo l’attuale quadro regolatorio frammentato.
Quando vota il Senato sul CLARITY Act?
Il voto di procedura (cloture) è previsto per martedì 15 settembre 2026 e richiede 60 voti su 100 per essere superato; solo dopo il testo potrà procedere all’esame degli emendamenti in aula.
Cosa cambia per Bitcoin se il CLARITY Act passa?
Bitcoin ricadrebbe con ogni probabilità sotto la vigilanza della CFTC come commodity digitale, dando a exchange, custodi e gestori di ETF regole di licenza e capitale più chiare rispetto all’attuale incertezza normativa.
Perché 17 procuratori generali statali si oppongono al testo?
Temono che la legge conceda alla SEC il potere di ridefinire unilateralmente l’ambito della prevalenza federale sulle normative statali, indebolendo la capacità degli stati di perseguire le frodi legate agli asset digitali.
Il CLARITY Act è già legge?
No. Dopo un eventuale via libera del Senato il testo deve ancora essere riconciliato con la versione della Camera e ricevere la firma del Presidente prima di entrare in vigore.
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