La SEC (Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari USA) ha inviato alla Casa Bianca la riforma sulla custodia degli asset digitali, un passaggio decisivo anche per Bitcoin. La proposta, siglata RIN 3235-AN46, è entrata in revisione alla Casa Bianca il 25 agosto 2026, con un voto pubblico atteso entro ottobre secondo l’agenda regolamentare federale. In gioco c’è la possibilità per banche, fondi e consulenti finanziari di detenere Bitcoin per conto dei clienti con regole finalmente chiare, dopo anni di incertezza che hanno frenato l’adozione istituzionale diretta.
Cosa è Successo
La SEC ha depositato presso l’OIRA (Office of Information and Regulatory Affairs, l’ufficio della Casa Bianca che revisiona le proposte di regola prima della pubblicazione) il testo “Amendments to the Custody Rules”, secondo quanto riportato da The Defiant, che cita direttamente i dati dell’agenda regolamentare unificata pubblicata su reginfo.gov. La proposta, identificata con il codice RIN 3235-AN46, disciplina come gli investment adviser (consulenti finanziari registrati) e le investment company (fondi d’investimento regolamentati) possono custodire asset digitali per conto dei clienti secondo l’Investment Advisers Act e l’Investment Company Act.
Il testo integrale non è ancora pubblico: l’agenda SEC segnala solo che la commissione sta valutando modifiche per gli asset dei clienti degli advisor e per i fondi, inclusi gli asset digitali. La revisione OIRA è un passaggio obbligatorio — previsto dal processo istituito con l’Executive Order 12866 — prima che qualsiasi agenzia federale possa votare per aprire una proposta al commento pubblico.
Il Contesto Geopolitico
La mossa arriva sotto la presidenza di Paul Atkins (a capo della SEC dal 2025), che ha impresso un cambio di rotta netto rispetto alla gestione precedente. Secondo quanto ricostruito da Blockonomi, Atkins ha più volte criticato l’approccio della SEC sotto Gary Gensler, definito “regulation through enforcement” (regolamentazione tramite cause legali invece che regole scritte), e ha già fatto cadere il procedimento contro Coinbase ereditato dalla gestione precedente.
Il tentativo di riscrivere le regole di custodia non è nuovo: una prima proposta risale a febbraio 2023, sotto Gensler, ma è stata ritirata formalmente solo a giugno 2025. Quella versione avrebbe mantenuto l’obbligo dei “qualified custodian” (depositari qualificati, soggetti a requisiti patrimoniali e di vigilanza) estendendolo pero’ dai soli fondi e titoli a tutti gli asset dei clienti, crypto incluse, con protezioni aggiuntive sulla segregazione dei beni.
Il Congresso, nel frattempo, lavora su un binario parallelo: a fine agosto il Senato ha avviato l’iter che toglie a Bitcoin lo status di commodity nell’ambito del CLARITY Act, il cui voto finale è atteso proprio a settembre 2026.
Le Conseguenze per la Custodia di Bitcoin
La proposta non nomina Bitcoin in modo esplicito: parla genericamente di “digital assets”. Ma è Bitcoin, per volumi e capitalizzazione, l’asset digitale che pesa di più nei portafogli gestiti da advisor e fondi regolamentati negli Stati Uniti, complice il successo degli ETF spot come quelli che continuano a raccogliere afflussi dal loro lancio nel 2024.
Una regola di custodia chiara significherebbe per i consulenti finanziari la possibilità di detenere Bitcoin per conto dei clienti al di fuori del solo veicolo ETF — ad esempio tramite wallet o depositari dedicati — senza il rischio regolamentare che finora ha spinto molti advisor a restare alla larga da qualunque esposizione diretta.
La classificazione della proposta come “economicamente significativa” e “deregolatoria” secondo l’Executive Order 14192 (il quadro di deregolamentazione della Casa Bianca) segnala inoltre che l’amministrazione la considera un intervento con effetti misurabili sul mercato, non un aggiustamento tecnico marginale.
| Aspetto | Proposta 2023 (ritirata) | Proposta 2026 (in revisione) |
|---|---|---|
| Presentata | Febbraio 2023 | 25 agosto 2026 (invio a OIRA) |
| Stato attuale | Ritirata formalmente a giugno 2025 | In revisione alla Casa Bianca, voto pubblico atteso entro ottobre 2026 |
| Presidenza SEC | Gary Gensler | Paul Atkins |
| Ambito dichiarato | Tutti gli asset dei clienti (inclusi crypto), “qualified custodian” mantenuto | Asset digitali per advisor e fondi, dettagli non ancora pubblici |
| Etichetta regolamentare | — | “Economicamente significativa”, deregolatoria (EO 14192) |
Le Reazioni Internazionali
Negli Stati Uniti l’industria finanziaria chiede da anni una linea guida piu’ netta: secondo Blockonomi, gli operatori “hanno chiesto per anni indicazioni piu’ chiare sulla custodia crypto”, un vuoto che finora ha lasciato advisor e fondi a orientarsi caso per caso o a evitare del tutto l’esposizione diretta a Bitcoin.
Il confronto con l’Europa e’ istruttivo: il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets, in vigore dal dicembre 2024) obbliga gia’ i fornitori di servizi su crypto-asset autorizzati nell’Unione Europea a segregare gli asset dei clienti dal proprio patrimonio e a rispettare requisiti di custodia specifici, colmando quel vuoto normativo con due anni di anticipo sugli Stati Uniti.
Sul fronte opposto, alcuni paesi continuano a muoversi in ordine sparso sull’intero tema della regolamentazione Bitcoin: la Russia ha appena reso legale la detenzione di Bitcoin per il retail entro un tetto in rubli, un approccio agli antipodi rispetto al percorso incrementale scelto da SEC e OIRA.
Prospettive e Scenari
Tre scenari sono plausibili nei prossimi mesi. Nel primo, l’OIRA completa la revisione entro i tempi indicati e la SEC vota a ottobre per aprire la proposta al commento pubblico: da li’ partirebbe un periodo di consultazione di almeno 60-90 giorni prima di un testo definitivo, con l’approvazione finale probabile non prima della seconda meta’ del 2027.
Nel secondo scenario, la revisione OIRA si allunga — com’e’ gia’ accaduto alla proposta del 2023, rimasta bloccata per oltre due anni prima del ritiro — rimandando ulteriormente la chiarezza normativa. Nel terzo, la pressione del Congresso sul CLARITY Act accelera indirettamente anche il dossier custodia, se il testo finale della legge dovesse gia’ fissare alcuni paletti su come i crypto-asset vanno trattati dagli intermediari regolamentati.
In tutti e tre i casi, il segnale di fondo resta lo stesso: la SEC di Atkins preferisce scrivere regole esplicite piuttosto che definirle a colpi di sentenza, un cambio di metodo che riguarda direttamente il modo in cui Bitcoin entra nei portafogli gestiti professionalmente.
Su BitcoinLive24 continueremo a seguire l’iter della proposta RIN 3235-AN46 e il suo intreccio con il CLARITY Act, i due dossier regolamentari che pesano di piu’ sull’adozione istituzionale di Bitcoin negli Stati Uniti nei prossimi mesi.
Domande Frequenti
Cosa ha deciso la SEC sulla custodia di Bitcoin?
La SEC non ha ancora deciso nulla in via definitiva: ha inviato alla Casa Bianca (OIRA) la sua proposta di riforma delle regole di custodia degli asset digitali, un passaggio obbligatorio prima che la commissione possa votare per aprirla al commento pubblico, atteso entro ottobre 2026.
In cosa differisce dalla proposta del 2023?
La proposta del 2023, poi ritirata a giugno 2025, estendeva l’obbligo dei “qualified custodian” a tutti gli asset dei clienti inclusi i crypto. Il testo del 2026 arriva sotto una nuova presidenza SEC (Paul Atkins) e nel suo contenuto dettagliato non e’ ancora pubblico.
Cosa cambia per chi detiene Bitcoin tramite un consulente finanziario?
Se approvata, la regola darebbe ad advisor e fondi indicazioni chiare su come custodire Bitcoin per conto dei clienti anche al di fuori degli ETF spot, riducendo il rischio regolamentare che oggi scoraggia l’esposizione diretta.
Quando si conoscerà il testo definitivo della norma?
La SEC punta a un voto sulla notice of proposed rulemaking entro ottobre 2026; seguirebbe poi un periodo di commento pubblico prima di un’eventuale approvazione finale, non prima della seconda metà del 2027 secondo le tempistiche tipiche di questo tipo di procedimenti.
Come si confrontano gli Stati Uniti con l’Europa sulla custodia dei crypto-asset?
L’Unione Europea ha anticipato gli USA: il regolamento MiCA, in vigore dal dicembre 2024, impone gia’ ai fornitori di servizi su crypto-asset di segregare gli asset dei clienti e rispettare requisiti di custodia specifici.
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