CLARITY Act: il Senato Toglie a Bitcoin lo Status Commodity

CLARITY Act: il Senato Toglie a Bitcoin lo Status Commodity

Il Senato USA voterà la cloture (chiusura del dibattito, primo passo procedurale prima del voto finale) sul CLARITY Act martedì 15 settembre 2026, come confermato dal deposito della mozione del leader di maggioranza John Thune. La versione approvata alla Camera proteggeva Bitcoin con una definizione legale di “commodity” (bene fungibile, non un titolo finanziario); quella uscita dal Senato ha eliminato proprio quel passaggio, lasciando lo status di Bitcoin ancora appeso al precedente giudiziario e non alla legge federale.

Cosa Prevede il Voto di Cloture del 15 Settembre

Thune ha depositato la mozione di cloture sabato 8 agosto 2026 alle 4:52 ET, fissando il voto per il 15 settembre alle 14:15 ET, il giorno del rientro del Senato dalla pausa estiva, secondo la ricostruzione di The Block. La cloture non approva la legge: serve solo a chiudere il dibattito e sbloccare il voto di merito.

La soglia è 60 voti. I repubblicani controllano 53 seggi, quindi servono almeno 7 voti tra democratici e indipendenti. Thune ha dichiarato: “We’re getting that queued up first thing when we come back”. Il CEO del Crypto Council for Innovation, Ji Hun Kim, ha definito il deposito “a critical step forward”. Restano irrisolti tre nodi: le regole etiche sui conflitti di interesse dei parlamentari, il finanziamento illecito e l’integrazione del testo con quello della Commissione Agricoltura del Senato.

Perché Bitcoin è al Centro del CLARITY Act

Il CLARITY Act (nome ufficiale: Digital Asset Market Clarity Act, H.R. 3633, presentato dal presidente della House Financial Services Committee French Hill) divide le competenze regolatorie tra SEC (titoli finanziari) e CFTC (materie prime). Oggi Bitcoin è trattato come una commodity solo perché lo sostiene la CFTC e i tribunali gli hanno dato ragione nei casi di enforcement: è un precedente giurisprudenziale, non una legge, come spiega Bitcoin Magazine. Non esiste oggi nessuna norma che impedisca a un futuro regolatore di cambiare posizione.

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La Sezione 401 del testo assegna alla CFTC la giurisdizione esclusiva sui mercati spot dei “digital commodity”, la categoria in cui rientrano Bitcoin ed Ethereum in quanto asset il cui valore dipende da un protocollo blockchain decentralizzato. Codificare questa definizione nello statuto federale — non solo nella prassi — è il vero obiettivo che l’industria Bitcoin insegue da anni.

Il Colpo di Scena: la Definizione Statutaria è Sparita

Il primo giugno 2026 il Senato ha riscritto integralmente le 256 pagine del testo approvato dalla Camera. In quella riscrittura è caduto proprio il linguaggio che avrebbe fissato per legge lo status di commodity di Bitcoin, riporta Bitcoin Magazine. È sparita anche la sezione “Anti-CBDC” che vietava alla Fed di lanciare una valuta digitale di banca centrale. Il verdetto della testata è netto: il CLARITY Act resta “bullish per crypto in generale, ma solo limitatamente bullish per Bitcoin nello specifico”.

Le Tre Protezioni che Restano per Bitcoin

Nonostante il taglio della clausola commodity, tre disposizioni a favore di Bitcoin sopravvivono nel testo del Senato:

  • Auto-custodia protetta (Sezione 605, “Keep Your Coins Act”): vieta ai regolatori federali di limitare la capacità di un cittadino di custodire da sé le proprie chiavi private.
  • Immunità per gli sviluppatori (Sezione 604, Blockchain Regulatory Certainty Act): chi scrive software open source senza controllarne l’uso non può essere classificato come “money transmitter” (intermediario finanziario soggetto a licenza) — la stessa accusa che ha portato alla condanna di Roman Storm (Tornado Cash, agosto 2025) e alla confessione dei fondatori di Samourai Wallet (aprile 2026).
  • Accesso bancario (Sezione 401): autorizza banche e broker regolamentati a custodire Bitcoin come asset class, aprendo la strada a un mercato di $25.700 miliardi in asset del sistema bancario USA.

Cosa Dicono le Scommesse sul Voto

Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha detto di aspettarsi oltre 60 voti a settembre, definendo il testo “90% di quello che vogliono entrambe le parti”, secondo Cryptonews. I mercati predittivi la pensano diversamente: Kalshi prezza al 22% la probabilità di un voto sopra quota 60, mentre Galaxy Research ha tagliato dal 50% al 30% le chance che la legge diventi effettiva entro fine 2026, citando il calendario del Senato sempre più stretto. I democratici chiedono in cambio regole etiche più severe sugli investimenti crypto dei parlamentari, un tema esploso dopo i guadagni crypto personali dichiarati da Donald Trump, che ha spinto personalmente per il voto durante un summit alla Casa Bianca con i vertici del settore il 19 agosto.

DatoValoreFonte
Data voto cloture15 settembre 2026, 14:15 ETThe Block
Voti necessari60 (53 repubblicani + 7 min. democratici/indip.)The Block
Odds Kalshi (60+ voti)22%Cryptonews
Odds Galaxy Research (legge entro 2026)30% (giù dal 50%)Cryptonews
Accesso bancario potenziale$25.700 miliardiBitcoin Magazine

Cosa Cambia (e Cosa No) per Bitcoin da Qui a Settembre

Anche se il CLARITY Act passasse il 15 settembre nella sua forma attuale, Bitcoin non otterrebbe la certezza legale assoluta che l’industria chiedeva dal 2025: resterebbe una commodity per prassi CFTC, non per statuto. Le tre protezioni operative — auto-custodia, immunità sviluppatori, accesso bancario — sarebbero comunque un cambiamento concreto per exchange, banche e wallet provider statunitensi. BitcoinLive24 seguirà l’evoluzione del testo e il conteggio dei voti fino al 15 settembre.

Domande Frequenti

Quando vota il Senato USA sul CLARITY Act?
Il voto di cloture è fissato per martedì 15 settembre 2026 alle 14:15 ET, il giorno del rientro dalla pausa estiva del Senato.

Bitcoin diventerà legalmente una commodity con il CLARITY Act?
No: la versione del Senato ha eliminato la clausola che avrebbe fissato per legge lo status di commodity di Bitcoin, che resta quindi affidato al precedente giurisprudenziale della CFTC.

Quanti voti servono per far passare la cloture?
Servono 60 voti; i repubblicani ne hanno 53, quindi occorrono almeno 7 voti tra democratici e indipendenti.

Cosa protegge ancora il CLARITY Act per i possessori di Bitcoin?
Tre disposizioni: la Sezione 605 protegge l’auto-custodia, la Sezione 604 protegge gli sviluppatori open source, e la Sezione 401 apre l’accesso bancario alla custodia di Bitcoin.

Perché i democratici sono divisi sulla legge?
Chiedono regole etiche più severe sugli investimenti crypto dei parlamentari, un tema diventato centrale dopo i guadagni crypto personali dichiarati da Donald Trump.

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