La SEC (Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati USA) ha proposto il 1° ottobre 2026 nuove regole sulla custodia crypto per consulenti d’investimento e fondi regolamentati. Secondo il comunicato 2026-100 della SEC, la proposta introduce due opzioni di custodia esplicite: l’auto-custodia da parte del consulente, a certe condizioni, e il ricorso a società fiduciarie (trust company) di diritto statale come custodi. Per chi segue Bitcoin il passaggio conta perché tra i requisiti dell’auto-custodia la proposta prevede sistemi che coprano la gestione delle chiavi private.
Cosa Propone la SEC sulla Custodia Crypto per Consulenti e Fondi
La SEC ha proposto nuove regole e modifiche all’Investment Advisers Act del 1940 e all’Investment Company Act del 1940, che coprono i consulenti registrati e i fondi regolamentati, cioè le società d’investimento registrate e le business development company. Lo indica il comunicato ufficiale, datato Washington, 1° ottobre 2026. Il periodo di consultazione pubblica resterà aperto 60 giorni dalla pubblicazione del testo nel Federal Register (la Gazzetta Ufficiale federale USA).
Il presidente Paul Atkins ha dichiarato, nel comunicato: “Dal momento dell’avvento di Bitcoin nel 2008, il mercato dei crypto-asset è passato da una curiosità di nicchia a una classe di attivi da molti trilioni di dollari” (traduzione nostra dall’inglese). Atkins sostiene che le regole non abbiano tenuto il passo e che la proposta offra “un percorso conforme dove prima non ne esisteva alcuno”. La citazione è ripresa anche da The Block.
Il documento è lungo: il testo della proposta (release IA-7023, file S7-2026-35) conta 760 pagine, secondo il PDF pubblicato sul sito della SEC. Oltre ai capitoli sulle crypto, include aggiornamenti alle regole di custodia tradizionali, per esempio sugli audit dei bilanci dei consulenti.
Auto-Custodia dei Consulenti: le Condizioni Previste
La proposta consente a un consulente di tenere in auto-custodia le crypto dei clienti solo se prima stabilisce che nessun custode ammesso è disponibile, e ripete la verifica ogni trimestre. Lo precisa la scheda informativa (fact sheet) della SEC. Tra le altre condizioni compaiono la competenza documentata nella protezione di ciascun asset e sistemi di sicurezza che coprano la gestione delle chiavi private (private key management) e l’autorizzazione congiunta di ogni transazione da parte di almeno due persone.
Sempre secondo la scheda SEC, il consulente deve tenere gli asset di ogni cliente in uno o più indirizzi sulla rete crypto che contengano solo i fondi di quel cliente. Entro sei mesi dall’avvio dell’auto-custodia, e poi ogni anno, deve ottenere da un revisore indipendente una relazione sui controlli interni. Gli estratti conto vanno inviati ai clienti almeno ogni trimestre.
C’è un punto terminologico che Hester Peirce sottolinea. La commissaria ha scritto, nella sua dichiarazione sulla proposta, che il termine “self-custody” nel testo non indica la vera auto-custodia da parte dell’investitore, ma il consulente che fa da custode per conto dei clienti. Peirce avrebbe preferito la formula “shelf-custody” e ha aggiunto che i regolatori “dovrebbero proteggere con zelo il diritto degli investitori all’auto-custodia” (traduzione nostra). Peirce è in uscita dalla SEC: ne parlavamo nell’articolo su Hester Peirce e la fine di un’era per la regolamentazione cripto USA.
Trust Company Statali come Custodi: Requisiti e Differenze
Le società fiduciarie statali potrebbero diventare custodi ammessi per le crypto di clienti e fondi, a patto che consulente o fondo verifichino diversi requisiti prima dell’incarico e poi ogni anno. Lo riporta la scheda informativa SEC: la società deve essere autorizzata dall’autorità bancaria statale a custodire crypto e deve avere procedure scritte per proteggere gli asset da furto, perdita e uso improprio.
Il consulente o il fondo devono inoltre ricevere e leggere l’ultimo bilancio certificato e l’ultima relazione sui controlli interni della società, e le crypto dei clienti devono essere segregate dagli asset propri della fiduciaria. Nel suo intervento Peirce sostiene che ammettere le trust company statali “aumenterebbe la concorrenza ed estenderebbe tutela degli investitori e opzioni d’investimento” (traduzione nostra).
| Aspetto | Auto-custodia del consulente | Trust company statale |
|---|---|---|
| Condizione di partenza | Nessun custode ammesso disponibile, verificato ogni trimestre | Autorizzazione dell’autorità bancaria statale a custodire crypto |
| Verifiche periodiche | Revisione annuale di sistemi e controlli cyber | Verifica annuale di requisiti, bilancio certificato e relazione sui controlli |
| Chiavi e transazioni | Gestione chiavi private, autorizzazione di almeno 2 persone | Procedure scritte contro furto, perdita e uso improprio |
| Segregazione | Indirizzi dedicati a ciascun cliente | Asset dei clienti separati da quelli della fiduciaria |
| Controllo indipendente | Relazione di un revisore entro 6 mesi, poi annuale | Esame della relazione sui controlli interni della fiduciaria |
Cosa Significa per Chi Investe in Bitcoin
Per un investitore italiano la proposta non cambia nulla nell’immediato: è una bozza in consultazione, non una norma in vigore. Secondo il comunicato della SEC, l’obiettivo dichiarato è rimuovere gli ostacoli che oggi frenano i consulenti nell’offrire consulenza su strategie crypto e permettere ai fondi regolamentati di offrire un accesso più ampio. Il testo si applica ai consulenti registrati presso la SEC e ai fondi regolamentati americani.
Il tema della custodia istituzionale è in movimento anche altrove: lo abbiamo visto con Absa, prima banca africana con custodia Bitcoin per istituzioni. Per approfondire il quadro delle regole SEC dopo lo stallo legislativo, leggi anche l’aggiornamento delle FAQ della SEC sulle crypto.
Prossimi Passi: Commenti Pubblici e Regole Definitive
La proposta resta in consultazione per 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register, e i commenti vanno inviati alla SEC citando il file S7-2026-35, come indica il testo della proposta. Solo dopo l’analisi dei commenti la Commissione potrà votare le regole definitive.
Tre punti restano da osservare: quanti consulenti useranno davvero l’auto-custodia, quali trust company statali otterranno l’idoneità e se i commenti del settore modificheranno le condizioni sulle chiavi private. Per ricevere in tempo reale gli aggiornamenti su regolamentazione e mercati, scarica l’app BitcoinLive24. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.
Domande Frequenti sulla Custodia Crypto e la SEC
Che cosa ha proposto la SEC il 1° ottobre 2026?
Ha proposto nuove regole e modifiche alle norme di custodia per consulenti d’investimento registrati e fondi regolamentati, con due novità sulle crypto: l’auto-custodia da parte del consulente a certe condizioni e l’uso di trust company statali come custodi.
Le nuove regole sono già in vigore?
No, sono una proposta in consultazione pubblica per 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register. Solo dopo la SEC potrà adottare le regole definitive.
L’auto-custodia della SEC è la stessa che usa un privato con il proprio wallet?
No. Come precisa la commissaria Peirce, nel testo il termine indica il consulente che fa da custode per i clienti, non l’investitore che controlla direttamente le proprie chiavi.
Quali requisiti devono avere le trust company statali?
Devono essere autorizzate dall’autorità bancaria statale a custodire crypto, avere procedure scritte contro furto e perdita, fornire bilancio certificato e relazione sui controlli interni e tenere gli asset dei clienti segregati dai propri.
Chi è interessato in Italia?
La proposta riguarda consulenti e fondi soggetti alla normativa federale USA. Per gli investitori italiani ha valore di indicazione sulla direzione della regolamentazione americana.
