Venerdì 31 ottobre 2008, primo pomeriggio sulla costa est degli Stati Uniti. Chi segue la lista di posta dei crittografi di metzdowd.com trova tra i nuovi messaggi uno con un oggetto sobrio, Bitcoin P2P e-cash paper, firmato da un certo Satoshi Nakamoto. Dentro c’è un link a un PDF: è il whitepaper Bitcoin, che oggi compie 18 anni.
Il 31 ottobre 2026 BitcoinLive24 rilegge i documenti originali: il messaggio di Satoshi sulla lista Cryptography, il PDF ospitato ancora oggi su bitcoin.org e le email con Wei Dai riprodotte da gwern.net. Il confronto mostra che il testo non è nato nella forma che conosciamo: tra la bozza di agosto e il PDF finale ci sono ritocchi precisi, che raccontiamo qui.
Un venerdì di fine ottobre, sulla lista dei crittografi
Nel messaggio del 31 ottobre 2008 Satoshi scrive di lavorare a un nuovo sistema di contante elettronico fully peer-to-peer, with no trusted third party, cioè interamente peer-to-peer e senza terze parti fidate. Poi elenca cinque proprietà, tutte presenti nell’archivio della lista: la rete peer-to-peer evita il doppio conio, non esiste una zecca né altre parti fidate, i partecipanti possono restare anonimi, le nuove monete nascono da una proof-of-work (prova di lavoro) in stile Hashcash, e la stessa proof-of-work protegge la rete dal doppio conio.
Il messaggio riporta in chiaro anche l’abstract e rimanda a www.bitcoin.org/bitcoin.pdf per il testo completo. Il tono è tecnico e sobrio: una descrizione di ciò che il sistema fa.
Agosto 2008: la lettera a Wei Dai
La storia comincia due mesi prima. Il 22 agosto 2008 Satoshi scrive a Wei Dai, il crittografo che nel 1998 aveva proposto b-money (una proposta di valuta elettronica). Nell’email, riprodotta da gwern.net, dice di essere in procinto di rilasciare un documento che sviluppa le idee di Dai in un sistema completo e funzionante, e racconta che Adam Back, l’inventore di Hashcash, aveva notato le somiglianze e gli aveva indicato la pagina di Dai.
Satoshi chiede a Dai l’anno di pubblicazione di b-money per la citazione e ne propone uno a tentativo, 2006?. La risposta di Dai, riportata sempre da gwern.net, corregge la data: b-money fu annunciato nel 1998 sulla lista cypherpunks. Nel PDF di oggi la voce [1] della bibliografia è appunto W. Dai, b-money, 1998.
Adam Back ha ricordato il suo ruolo in un messaggio sul forum BitcoinTalk del 18 aprile 2013, citato da gwern.net: secondo lui fu proprio il suo scambio con Satoshi a far aggiungere il riferimento a b-money. È una testimonianza personale, non un documento dell’epoca.
Il whitepaper Bitcoin dalla bozza al PDF: cosa è cambiato
L’email di agosto contiene il titolo e l’abstract della bozza, e questo permette un confronto diretto con il messaggio del 31 ottobre e con il PDF attuale. Il titolo della bozza era Electronic Cash Without a Trusted Third Party; già nel messaggio di ottobre diventa Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, lo stesso del PDF finale.
Anche le frasi dell’abstract hanno subito piccoli ritocchi. La bozza di agosto dice che le firme digitali «offer part of the solution»; nel messaggio di ottobre e nel PDF diventa «provide part of the solution». La bozza e il messaggio di ottobre parlano di «a trusted party», mentre il PDF scrive «a trusted third party».
Poi c’è il passaggio sugli intermediari: bozza e messaggio di ottobre dicono «without the burdens of going through a financial institution», il PDF finale semplifica in «without going through a financial institution». Un ulteriore ritocco riguarda la condizione di sicurezza: nella bozza e nel messaggio di ottobre vale finché «honest nodes control the most CPU power», nel PDF finale finché «a majority of CPU power is controlled by nodes that are not cooperating to attack the network».
Tra i ritocchi minori c’è una forma poco corretta, che gwern.net chiama typo: bozza e messaggio di ottobre scrivono «messages are broadcasted», il PDF scrive «messages are broadcast». La tabella riassume i ritocchi principali; nell’abstract ci sono anche variazioni più piccole, come l’aggettivo any in «outpace any attackers», che il PDF non ha.
| Elemento | Bozza di agosto 2008 (email a Dai) | Messaggio del 31 ottobre 2008 | PDF su bitcoin.org oggi |
|---|---|---|---|
| Titolo | Electronic Cash Without a Trusted Third Party | Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System | Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System |
| Firme digitali | offer part of the solution | provide part of the solution | provide part of the solution |
| Parte fidata | a trusted party | a trusted party | a trusted third party |
| Intermediari | without the burdens of going through a financial institution | without the burdens of going through a financial institution | without going through a financial institution |
| Condizione di sicurezza | honest nodes control the most CPU power | honest nodes control the most CPU power | a majority of CPU power is controlled by nodes that are not cooperating to attack the network |
| Messaggi | broadcasted | broadcasted | broadcast |
Secondo gwern.net esiste anche una bozza intermedia di ottobre, ritrovata grazie a un hash condiviso sulla lista Cryptography, i cui metadati indicano come data di creazione il 3 ottobre 2008. Quella che oggi si scarica da bitcoin.org ha invece come data di creazione nei metadati il 24 marzo 2009: lo conferma l’analisi del file scaricato da BitcoinLive24 il 31 ottobre 2026, e lo riporta anche gwern.net.
Nove pagine senza la parola blockchain
Il PDF di bitcoin.org è un documento di 9 pagine diviso in 12 sezioni, dall’introduzione alla conclusione, con 8 riferimenti bibliografici: oltre a Dai e Back, ci sono lavori sul timestamping di Haber e Stornetta e un articolo di Merkle del 1980. Una ricerca nel testo estratto dal PDF dà un risultato che sorprende chi conosce Bitcoin solo da fuori: la parola «Bitcoin» compare soltanto nel titolo e nell’indirizzo www.bitcoin.org sotto il nome dell’autore, e la parola «blockchain» non compare mai.
Satoshi descrive quella che oggi chiamiamo blockchain come una «proof-of-work chain» (catena di prove di lavoro) e fa un paragone con il lavoro dei minatori d’oro: nel testo, il tempo di CPU e l’elettricità spesi sono il costo che mette in circolazione nuove monete, in analogia con le risorse spese per estrarre oro. La conclusione riassume il sistema come uno schema di transazioni elettroniche, senza dover far affidamento sulla fiducia (without relying on trust).
Della bozza originale che Satoshi aveva inviato a Dai in agosto non resta invece copia nota. Gwern.net racconta che il file era ospitato su un servizio di hosting poi scomparso, che non risulta nell’Internet Archive e che né Wei Dai, né Adam Back, né Gregory Maxwell ne conservavano una copia al momento della sua ricerca.
Gennaio 2009: dalla carta al codice
Il 10 gennaio 2009 Satoshi scrive di nuovo a Wei Dai: ha appena rilasciato l’implementazione completa del documento, Bitcoin v0.1, con dettagli, download e schermate su bitcoin.org. Scrive che a suo parere il sistema achieves nearly all the goals you set out to solve in your b-money paper, e lo descrive come entirely decentralized, without any server or trusted parties. Il testo è nella stessa pagina di gwern.net.
In circa quattro mesi e mezzo, quindi, il percorso va dalla lettera a Dai (22 agosto 2008) al messaggio sulla lista (31 ottobre) fino al codice annunciato (10 gennaio 2009). Un percorso che oggi si può ricostruire pezzo per pezzo, tranne la bozza di agosto.
Cosa ci insegna questa storia
La storia ha un valore che va oltre l’aneddoto: mostra che il documento fondativo di Bitcoin è stato rifinito, con correzioni di stile e di precisione, e suggerisce, almeno per l’abstract, che l’idea di fondo non sia cambiata. Il testo dell’abstract, dalla bozza di agosto al PDF di oggi, descrive sempre lo stesso sistema: pagamenti diretti tra le parti, una catena di proof-of-work che funge da registro e nodi che possono entrare e uscire dalla rete.
Un secondo insegnamento riguarda i documenti stessi. Il whitepaper è ancora scaricabile, 18 anni dopo, dall’indirizzo indicato nel messaggio originale; la bozza di agosto invece è andata persa con il sito che la ospitava. Chi studia le origini di Bitcoin deve quindi affidarsi a fonti come l’archivio della lista Cryptography e alle email riprodotte da gwern.net, che sono ciò che resta.
Il quadro più ampio
Il whitepaper è il primo capitolo di una storia che ha altri protagonisti e altri misteri. BitcoinLive24 ha raccontato, tra le altre, il messaggio di Satoshi sul valore di Bitcoin del 2010 e il tema dei 1,1 milioni di BTC legati a Satoshi. Per seguire le novità su Bitcoin e sulla sua storia, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande frequenti sul whitepaper di Bitcoin
Quando è stato pubblicato il whitepaper di Bitcoin?
Il whitepaper di Bitcoin è stato annunciato il 31 ottobre 2008 da Satoshi Nakamoto sulla lista di posta Cryptography di metzdowd.com, con un link a bitcoin.org/bitcoin.pdf. Il messaggio, intitolato Bitcoin P2P e-cash paper, è consultabile nell’archivio della lista.
Che differenze ci sono tra la bozza di agosto 2008 e il PDF finale?
Le differenze principali sono ritocchi puntuali, non un cambio di idea: il titolo, «offer» diventato «provide», «trusted party» diventato «trusted third party», la frase sugli intermediari semplificata, la condizione di sicurezza riformulata e «broadcasted» sostituito da «broadcast». Il confronto è riportato nella tabella dell’articolo e riguarda il testo dell’abstract riportato nell’email a Wei Dai, nel messaggio del 31 ottobre 2008 e nel PDF attuale.
Perché il whitepaper cita b-money di Wei Dai?
Il whitepaper cita b-money, come mostra l’email di Satoshi a Wei Dai del 22 agosto 2008, in cui chiede l’anno di pubblicazione da inserire nella citazione. Dai rispose che b-money era stato annunciato nel 1998, e nel PDF finale la voce [1] riporta infatti quell’anno. Adam Back ha raccontato di aver contribuito a far aggiungere quel riferimento.
