American Bitcoin Corp. (Nasdaq: ABTC), società di mining e accumulo di Bitcoin controllata a maggioranza da Hut 8, ha chiuso il terzo trimestre 2026 con un utile netto di circa 126 milioni di dollari, contro una perdita di circa 57,2 milioni nel secondo. Alla fine di settembre la riserva era di 8.427 Bitcoin, circa 425 in più rispetto a giugno, secondo il comunicato sui risultati depositato alla SEC il 4 novembre; i numeri sono stati ripresi anche da Bitcoin Magazine. Il dato che muove l’utile, però, non è il mining.
I numeri del terzo trimestre 2026 di American Bitcoin
Il comunicato di American Bitcoin mette a confronto il trimestre chiuso al 30 settembre con quello chiuso al 30 giugno. I ricavi del mining sono scesi da circa 67,0 a 63,4 milioni di dollari, mentre l’utile netto è passato da una perdita a un risultato positivo di circa 126 milioni.
| Voce | Terzo trimestre 2026 | Secondo trimestre 2026 |
|---|---|---|
| Ricavi del mining | ~63,4 milioni $ | ~67,0 milioni $ |
| Utile lordo (margine) | ~25,8 milioni $ (~41%) | ~33,0 milioni $ (~49%) |
| Bitcoin minati | ~891 | ~932 |
| Costo per Bitcoin minato | ~42.100 $ | ~36.500 $ |
| Utile (perdita) netto | ~126 milioni $ | ~-57,2 milioni $ |
| Adjusted EBITDA | ~221 milioni $ | ~-45,0 milioni $ |
| Bitcoin in riserva a fine periodo | ~8.427 | ~8.002 |
| Satoshi per azione | ~11.572 | ~10.989 |
Fonte: comunicato di American Bitcoin sui risultati del terzo trimestre 2026 (Form 8-K, Exhibit 99.1).
Da dove arriva l’utile: la voce sui digital assets
Il conto economico allegato al comunicato mostra una voce «gain on digital assets» di circa 197,3 milioni di dollari nel terzo trimestre, contro una «loss» di circa 71,2 milioni nel secondo. Il comunicato non spiega il meccanismo contabile; Bitcoin Magazine la descrive come un guadagno sui Bitcoin detenuti dalla società. Questa voce, più grande dell’intero utile netto, è ciò che trasforma un trimestre di mining a margini compressi in un utile da 126 milioni.
Isolando quella voce, il conto operativo racconta altro. Il prospetto riporta un risultato operativo positivo di circa 191,8 milioni nel terzo trimestre, comprensivo di quella voce. Sottraendo ai ricavi di 63,4 milioni il costo del venduto di 37,5, gli ammortamenti di 28,6 e le spese generali di 2,8, il risultato operativo al netto della voce sui digital assets è negativo per circa 5,5 milioni. Nel secondo trimestre lo stesso calcolo (ricavi di 67,0, costo del venduto di 34,0, ammortamenti di 28,2, spese generali di 7,7) dà circa -2,9 milioni. È un calcolo di BitcoinLive24 sulle voci del prospetto, non un dato dichiarato dalla società.
Pesa anche una perdita sui derivati di circa 64,3 milioni di dollari, contro un guadagno di circa 18,3 milioni nel trimestre precedente. Il comunicato non descrive la natura di questi strumenti; tra i fattori di rischio elencati compaiono le operazioni di copertura (hedging), ma senza un collegamento esplicito a questa voce.
L’Adjusted EBITDA di circa 221 milioni, misura non-GAAP, include invece il guadagno sui digital assets: la riconciliazione pubblicata aggiunge all’utile netto, tra le altre voci, imposte, ammortamenti, la perdita sui derivati e i compensi in azioni, ma non rimuove quella voce. Il confronto con la perdita di 45,0 milioni del secondo trimestre riflette quindi soprattutto l’oscillazione di quella riga.
Riserva in crescita: 8.427 Bitcoin e il pegno con Bitmain
Secondo il comunicato, la riserva è salita da circa 8.002 Bitcoin al 30 giugno a circa 8.427 al 30 settembre, un aumento di circa 425 Bitcoin, pari al 5% in un trimestre. I Bitcoin minati nel periodo sono stati circa 891, contro i 932 del secondo trimestre, e la società dichiara di averne venduta una parte per coprire i costi operativi.
Nella stessa nota la società precisa che il totale include circa 3.090 Bitcoin dati in pegno per l’acquisto di miner, nell’ambito di accordi con Bitmain. Rispetto agli 8.427 totali sono circa il 37%: un dato di calcolo nostro, utile per capire quanta parte della riserva non sia liberamente disponibile.
L’indicatore che la società mette in evidenza è però un altro: i satoshi per azione, cresciuti di circa il 5% da 10.989 a 11.572, dopo il raggruppamento delle azioni 1 a 15 del 2 luglio 2026. L’amministratore delegato Mike Ho ha sottolineato che il risultato è arrivato senza emettere azioni tramite il programma ATM e senza acquistare Bitcoin nel trimestre. A luglio avevamo raccontato il superamento degli 8.000 BTC di American Bitcoin.
Il mining: costi energetici in salita e margini più stretti
Il costo per Bitcoin minato è salito da circa 36.500 a circa 42.100 dollari, un aumento del 15% circa che la società attribuisce ai costi dell’energia stagionalmente più alti nei suoi siti. Il ricavo per Bitcoin minato è rimasto stabile, a circa 71.100 dollari contro 71.900. Il margine lordo è sceso dal 49% al 41%.
Il costo di 42.100 dollari coincide con il costo del venduto di 37,5 milioni diviso per gli 891 Bitcoin minati: il dato, quindi, non comprende gli ammortamenti. Aggiungendo i 28,6 milioni di ammortamenti, il costo complessivo sale a circa 74.200 dollari per Bitcoin, sopra i 71.100 di ricavo. È un conto di BitcoinLive24 sul prospetto, che aiuta a leggere il dato sull’utile lordo senza dimenticare i costi fissi.
Al 30 settembre la flotta di proprietà contava circa 89.242 miner, per una capacità di circa 28,1 EH/s.
Il contesto: miner e tesorerie quotate a confronto
Il quadro va letto accanto a quello di altri soggetti quotati. Lo stesso 4 novembre Riot Platforms ha dichiarato nel comunicato sui risultati di aver venduto 20.264 Bitcoin in nove mesi, ne conservava 2.418 a fine settembre, come abbiamo ricostruito su BitcoinLive24. Sul fronte delle tesorerie, Strategy ha ripreso gli acquisti di Bitcoin. I periodi non sono omogenei (nove mesi per Riot, un trimestre per American Bitcoin), ma le direzioni sono opposte: Riot ha ceduto riserve per finanziare i data center, mentre American Bitcoin dichiara di avere fatto crescere le proprie senza acquisti sul mercato.
Cosa osservare nei prossimi trimestri
Per American Bitcoin i punti da seguire sono tre: l’andamento dei costi energetici dopo la fase stagionale, la quota di riserva vincolata dal pegno con Bitmain e il peso della voce sui digital assets, che nel secondo trimestre ha prodotto una perdita di 71,2 milioni e nel terzo un guadagno di 197,3. Una voce che oscilla con il valore dei Bitcoin posseduti rende i risultati trimestrali poco comparabili tra loro.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria: i dati passati non garantiscono i risultati futuri.
Domande frequenti su American Bitcoin
Quanto ha guadagnato American Bitcoin nel terzo trimestre 2026?
Circa 126 milioni di dollari di utile netto, contro una perdita di circa 57,2 milioni nel secondo trimestre, secondo il comunicato dell’azienda. La voce sui digital assets vale circa 197,3 milioni, più dell’intero utile netto.
Quanti Bitcoin possiede American Bitcoin?
Circa 8.427 al 30 settembre 2026, di cui circa 3.090 dati in pegno per l’acquisto di miner nell’ambito di accordi con Bitmain, secondo il comunicato.
Chi controlla American Bitcoin?
Il comunicato la descrive come società controllata a maggioranza da Hut 8 Corp. Tra i co-fondatori figura Eric Trump, Chief Strategy Officer.
Quanto costa a American Bitcoin minare un Bitcoin?
Circa 42.100 dollari nel terzo trimestre 2026, contro circa 36.500 nel secondo, secondo la società. Dal prospetto risulta che equivale al costo del venduto diviso per i Bitcoin minati, quindi esclude gli ammortamenti (calcolo di BitcoinLive24).
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