I ricavi crypto di Robinhood sono scesi a 100 milioni di dollari nel secondo trimestre 2026, in calo del 38% su base annua, mentre il gruppo ha chiuso il trimestre con ricavi record da 1,31 miliardi di dollari (+32%). Nello stesso periodo i contratti sugli eventi — i mercati predittivi — hanno generato 156 milioni di dollari: è il primo comunicato trimestrale, almeno dal 2025, a quantificare quella voce separatamente, e vale più delle crypto. I numeri arrivano dal comunicato ufficiale depositato alla SEC il 29 luglio 2026.
I ricavi crypto di Robinhood scendono a 100 milioni di dollari
I ricavi crypto di Robinhood sono stati di 100 milioni di dollari nel secondo trimestre 2026, in calo del 38% su base annua, secondo l’Exhibit 99.1 depositato alla SEC da Robinhood Markets (NASDAQ: HOOD, broker retail statunitense con 28,4 milioni di clienti finanziati). È l’unica delle quattro principali voci di ricavo da transazioni in contrazione in un trimestre altrimenti record.
Il totale dei ricavi da transazioni è salito del 44% a 776 milioni di dollari. La spinta è arrivata da tre voci in crescita, mentre le crypto hanno sottratto terreno.
| Voce di ricavo (Q2 2026) | Importo | Variazione su base annua |
|---|---|---|
| Opzioni | 342 milioni di dollari | +29% |
| Contratti sugli eventi | 156 milioni di dollari | oltre 10 volte |
| Azioni | 129 milioni di dollari | +95% |
| Crypto | 100 milioni di dollari | -38% |
| Altre voci non disaggregate | 49 milioni di dollari | non indicata |
| Totale ricavi da transazioni | 776 milioni di dollari | +44% |
Le quattro voci dettagliate dal comunicato non sono esaustive: la differenza rispetto al totale è composta da altre voci che l’azienda non disaggrega.
Le crypto pesano oggi per il 12,9% dei ricavi da transazioni e per circa il 7,6% dei ricavi totali del gruppo. Un anno fa valevano 160 milioni di dollari, quasi il 30% dei ricavi da transazioni del trimestre, secondo il comunicato del secondo trimestre 2025: erano già la seconda voce dopo le opzioni, ma il divario si è allargato da 1,7 a 3,4 volte.
I mercati predittivi hanno superato le crypto per ricavi
I contratti sugli eventi hanno generato 156 milioni di dollari nel trimestre, il 56% in più dei 100 milioni delle crypto. Il comunicato del secondo trimestre isola questa voce per la prima volta almeno dal 2025: nel comunicato del primo trimestre 2026 i contratti sugli eventi erano ancora aggregati in una voce da 147 milioni di dollari (+320%), descritta come composta “principalmente” da eventi, contro 134 milioni di ricavi crypto.
Nel primo trimestre 2026, quindi, la voce aggregata che contiene gli eventi valeva già più delle crypto, ma quanto di quei 147 milioni fosse costituito da eventi il comunicato non lo dice: il sorpasso della sola voce eventi non è verificabile prima del secondo trimestre.
Il volume dei contratti sugli eventi negoziati ha raggiunto il record di 13,6 miliardi di contratti, oltre dieci volte il dato dell’anno precedente. A giugno 2026 Robinhood ha lanciato Rothera (borsa e cassa di compensazione autorizzata dalla CFTC, gestita in modo indipendente tramite una joint venture con Susquehanna International Group), che alla data del comunicato aveva superato 3,5 miliardi di contratti negoziati. L’azienda precisa nei fattori di rischio di non detenere la proprietà totalitaria né il controllo operativo di Rothera.
Il ribaltamento è recente: nel secondo trimestre 2025 i contratti sugli eventi non comparivano nemmeno tra le voci dettagliate dal comunicato, mentre le crypto valevano 160 milioni di dollari.
I volumi crypto di Robinhood calano più del 35% dichiarato
Il volume nozionale crypto negoziato sull’app Robinhood è stato di 18 miliardi di dollari, in calo del 35% su base annua (il volume nozionale è il valore in dollari degli scambi eseguiti, contato una sola volta per transazione e non due). Il dettaglio che cambia la lettura sta nelle definizioni del comunicato: da giugno 2026 quel volume include anche i clienti di WonderFi, la piattaforma canadese la cui acquisizione Robinhood ha chiuso nel trimestre. Il calo del perimetro originale è quindi più marcato del 35% dichiarato, ma di quanto non è dato sapere: l’azienda non quantifica il contributo di WonderFi, incluso per un solo mese sui tre del trimestre.
La contrazione non è un fatto di un singolo trimestre. Mettendo in fila i comunicati depositati alla SEC dal terzo trimestre 2025, i ricavi crypto scendono per tre trimestri consecutivi e il volume dell’app li segue.
| Trimestre | Ricavi crypto | Volume nozionale app Robinhood | Variazione volume su base annua |
|---|---|---|---|
| Q3 2025 | 268 milioni di dollari | 40 miliardi di dollari | +176% |
| Q4 2025 | 221 milioni di dollari | 34 miliardi di dollari | -52% |
| Q1 2026 | 134 milioni di dollari | 24 miliardi di dollari | -48% |
| Q2 2026 | 100 milioni di dollari | 18 miliardi di dollari | -35% |
La colonna riporta la variazione su base annua; i tre cali consecutivi citati sopra sono invece da un trimestre all’altro.
Dal massimo recente del quarto trimestre 2024, quando la voce valeva 358 milioni di dollari, i ricavi crypto hanno perso il 72%. Da un trimestre all’altro sono scesi del 25%, in linea con il calo del 25% del volume dell’app.
Il comunicato indica un volume crypto complessivo di gruppo pari a 40 miliardi di dollari, di cui 22 sulla piattaforma Bitstamp (exchange europeo acquisito da Robinhood), contro i 66 miliardi del primo trimestre.
Va detto il contrario per il confronto su base annua: nel secondo trimestre 2025 il gruppo dichiarava 28 miliardi di dollari sull’app più 7 miliardi su Bitstamp, quindi 35 miliardi complessivi contro i 40 di oggi. Il paragone non è omogeneo, perché nel 2025 Bitstamp era entrata nel perimetro solo a giugno, come nel 2026 è avvenuto per WonderFi. Il calo netto resta quello del perimetro originale, l’app.
Il dato si inserisce in un quadro più ampio di raffreddamento della domanda retail: su BitcoinLive24 abbiamo documentato come i volumi spot su Bitcoin siano crollati del 75% dai massimi, e come la reazione del mercato alla riunione della Federal Reserve si sia vista sui volumi più che sul prezzo. Il comunicato di Robinhood è coerente: la crescita degli asset in piattaforma a 369 miliardi di dollari (+32%) è stata in parte compensata, scrive l’azienda, da “valutazioni più basse delle criptovalute”.
L’utile record include 129 milioni di plusvalenze una tantum
L’utile netto è salito del 48% a 573 milioni di dollari e l’utile diluito per azione del 48% a 0,62 dollari. Il comunicato precisa però che l’utile include 129 milioni di dollari di plusvalenze legate principalmente al deconsolidamento del fondo Robinhood Ventures Fund I, pari a 0,14 dollari dell’utile diluito per azione: circa il 23% del dato per azione è una componente una tantum. Il deconsolidamento è l’uscita di una società dal perimetro del bilancio consolidato, un’operazione contabile che genera una plusvalenza non ripetibile.
L’EBITDA rettificato — l’utile prima di interessi, imposte, ammortamenti, compensi in azioni e componenti non ricorrenti — è cresciuto del 35% a 741 milioni di dollari. I costi operativi totali sono aumentati del 33% a 734 milioni, spinti da marketing, oneri di ristrutturazione una tantum legati alla riduzione di personale annunciata a giugno 2026, e dalle spese per i Trump Accounts e per Rothera.
Il mercato ha guardato più alla composizione che al titolo del comunicato: l’azione HOOD ha perso circa il 4% nelle contrattazioni after-hours dopo un calo del 3,1% nella seduta regolare di mercoledì, come riportato da CoinDesk, che indica un consenso degli analisti a 1,29 miliardi di dollari di ricavi e 0,43 dollari di utile per azione rettificato.
Il trimestre ha battuto entrambe le stime, ma il confronto sull’utile per azione non è omogeneo: CoinDesk descrive i 0,62 dollari come utile per azione rettificato, mentre il comunicato li classifica come utile diluito contabile, comprensivo dei 0,14 dollari di componente una tantum. Il contributo, in ogni caso, non è arrivato dalle crypto.
Cosa significa per chi segue Bitcoin
Il trimestre di Robinhood offre una misura della domanda retail sulle crypto, perché i ricavi da negoziazione dipendono direttamente da quanto i piccoli investitori comprano e vendono. Il dato non riguarda solo Bitcoin: la voce include tutti gli asset digitali negoziabili sulla piattaforma, e i volumi comprendono Bitstamp in Europa e, da giugno 2026, WonderFi in Canada. Va letto come indicatore indiretto, non come misura del solo mercato Bitcoin.
Tre elementi meritano attenzione. Primo: il calo è sui volumi, non sul numero di clienti, che è cresciuto del 7% a 28,4 milioni — un dato che però, come i volumi, da giugno 2026 include i clienti WonderFi, e che si riferisce a tutti i clienti finanziati del gruppo, non ai soli utenti crypto, che Robinhood non pubblica.
Secondo: la crescita si è spostata su opzioni, azioni e contratti sugli eventi. Terzo: Robinhood continua a investire sull’infrastruttura crypto anche mentre i ricavi calano, con il lancio del mainnet pubblico di Robinhood Chain, gli Stock Tokens in oltre 120 Paesi via Robinhood Wallet, il prodotto di prestito decentralizzato Robinhood Earn e i futures perpetui nell’Unione Europea.
Il messaggio implicito è che l’azienda tratta il calo come ciclico, non strutturale: si taglia sul costo, non sul prodotto. È la stessa scommessa sull’infrastruttura di trading che, secondo Bitwise, potrebbe decidere dove passa il prossimo ciclo: ne abbiamo scritto nell’analisi su quale ruolo Robinhood e Hyperliquid possano avere nel prossimo ciclo.
Prospettive: Robinhood taglia l’obiettivo di spesa 2026 a 2,675-2,775 miliardi
Robinhood ha rivisto al ribasso l’obiettivo di spese operative rettificate e compensi in azioni per il 2026, portandolo a un intervallo tra 2,675 e 2,775 miliardi di dollari, dai 2,7-2,825 miliardi indicati ad aprile, includendo per la prima volta i costi di Rothera e WonderFi. È una scelta che libera risorse per le due nuove attività senza aumentare il budget complessivo. Il taglio riguarda però l’obiettivo, non la spesa: il punto medio del nuovo intervallo, 2,725 miliardi, resta circa il 20% sopra i 2,27 miliardi di spese rettificate e compensi in azioni effettivi del 2025.
La domanda aperta per i prossimi trimestri è se i mercati predittivi siano un’aggiunta o un sostituto. Se una parte del capitale retail che prima ruotava sulle crypto è passata ai contratti sugli eventi, il recupero dei ricavi crypto dipenderà da un ritorno della volatilità sui prezzi più che da nuovi prodotti. È un’ipotesi che i dati del trimestre rendono plausibile ma non dimostrano: il comunicato non traccia gli spostamenti di capitale tra le categorie di prodotto.
Domande frequenti
Di quanto sono calati i ricavi crypto di Robinhood nel secondo trimestre 2026?
Sono calati del 38% su base annua, a 100 milioni di dollari. Nello stesso periodo il volume nozionale crypto dell’app Robinhood è sceso del 35% a 18 miliardi di dollari, un dato che da giugno 2026 include anche i clienti WonderFi.
Perché i ricavi crypto sono scesi mentre il trimestre è stato record?
Il comunicato non isola una causa unica per il calo crypto, ma indica che la crescita degli asset in piattaforma è stata in parte compensata da valutazioni più basse delle criptovalute. Le altre voci di ricavo da transazioni — opzioni, azioni e contratti sugli eventi — sono cresciute abbastanza da portare il totale a un record di 1,31 miliardi di dollari.
I mercati predittivi rendono più delle crypto per Robinhood?
Sì, nel secondo trimestre 2026: 156 milioni di dollari dai contratti sugli eventi contro 100 milioni dalle crypto, con 13,6 miliardi di contratti negoziati. È il primo trimestre, almeno dal 2025, in cui il comunicato riporta la voce eventi separatamente: nel primo trimestre 2026 gli eventi erano dentro una voce aggregata da 147 milioni, già superiore ai 134 milioni delle crypto, ma non scorporata.
L’utile per azione di 0,62 dollari è tutto ricorrente?
No: 0,14 dollari dei 0,62 dollari di utile diluito per azione, circa il 23%, derivano da plusvalenze legate principalmente al deconsolidamento di Robinhood Ventures Fund I, come indicato dal comunicato depositato alla SEC.
Da quanti trimestri calano i ricavi crypto di Robinhood?
Da tre trimestri consecutivi: 268 milioni di dollari nel terzo trimestre 2025, 221 nel quarto, 134 nel primo trimestre 2026 e 100 nel secondo. Rispetto ai 358 milioni del quarto trimestre 2024, massimo recente della voce, la perdita è del 72%.
Quanto pesano ancora le crypto sui conti di Robinhood?
Il 12,9% dei ricavi da transazioni e circa il 7,6% dei ricavi totali del gruppo nel secondo trimestre 2026. Le opzioni, con 342 milioni di dollari, valgono oltre tre volte le crypto.
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Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati di bilancio citati provengono dai comunicati ufficiali depositati da Robinhood Markets presso la SEC e si riferiscono al trimestre chiuso il 30 giugno 2026; i movimenti del titolo e il consenso degli analisti provengono dalle fonti terze linkate nel testo.
