Bitcoin torna a 80.000 dollari, ma il segnale Guppy resta ribassista

Postazione di trading con più schermi, simbolo dei perps crypto di Robinhood

Bitcoin a 80.000 dollari è tornato realtà il 4 novembre 2026: secondo le candele giornaliere di Binance, la seduta è partita da 77.454 dollari, ha toccato un minimo di 75.736 e ha chiuso a 80.504, con un rialzo del 3,9% (calcolo nostro). Il rimbalzo, però, non ha ancora cambiato il quadro delle medie mobili: il segnale ribassista delle Guppy, scattato il 2 novembre, è ancora attivo, e al momento della stesura lo separano pochi dollari dall’annullamento.

BitcoinLive24 ha rifatto il calcolo con i dati aggiornati alle 5 UTC del 5 novembre, per capire che cosa è cambiato rispetto a quando, il 3 novembre, avevamo analizzato il segnale Guppy, e ha affiancato ai numeri i dati di mercato sulle liquidazioni citati dalla stampa specializzata.

Bitcoin a 80.000 dollari: i numeri del rimbalzo del 4 novembre

Sulla coppia BTC/USDT la candela giornaliera del 4 novembre (da mezzanotte a mezzanotte UTC) ha segnato un minimo di 75.736 dollari e un massimo di 81.196, con un’escursione del 7,2% tra i due estremi e una chiusura a 80.504 (calcolo nostro sulle candele Binance). Era la prima chiusura giornaliera sopra 80.000 dollari dal 28 ottobre, quando Bitcoin aveva chiuso a 81.344.

Secondo Bitcoin Magazine, il minimo della notte elettorale è stato 75.600 dollari, e dal fondo al massimo il movimento è stato di circa il 7,3% in dodici ore circa. Anche The Block riporta un rialzo del 3,5% fino a 80.500 dollari e un guadagno di circa il 6% per Ether, aggiungendo che secondo Bitwise l’impatto dell’attacco informatico a Binance sul mercato è stato limitato. Il dato di CoinGecko delle 5 UTC circa del 5 novembre indica 80.478 dollari, con una capitalizzazione di circa 1.618 miliardi di dollari e un prezzo inferiore del 36,2% al massimo storico di 126.080 dollari del 6 ottobre 2025.

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Lo short squeeze: cosa dicono i dati sulle liquidazioni

Il rimbalzo è stato amplificato da uno short squeeze, cioè dalla chiusura forzata di scommesse al ribasso che costringe i trader a ricomprare e spinge il prezzo ancora più in alto. Secondo Bitcoin Magazine, nelle 24 ore sono stati liquidati circa 950 milioni di dollari di posizioni a leva sull’intero mercato crypto, di cui 560 milioni riguardavano scommesse al ribasso. Le posizioni su Bitcoin pesano per 403 milioni, e il 76% di questa cifra erano posizioni short.

Sempre secondo Bitcoin Magazine, Ki Young Ju di CryptoQuant ha scritto che in una sola ora sono stati liquidati 215 milioni di dollari di short su Bitcoin. Si tratta di dati di terze parti riportati dalla testata: non li abbiamo ricostruiti da una fonte primaria sui derivati, quindi vanno letti come ordini di grandezza e non come cifre definitive.

Il contesto macro, sempre secondo Bitcoin Magazine, era favorevole al rischio: il Dow Jones è salito di circa il 3%, lo S&P 500 dell’1,7% e il Nasdaq dell’1,8%, mentre l’indice del dollaro è sceso dello 0,55% a 101,32 e il Brent ha perso circa il 9%. Per James Butterfill di CoinShares, citato dalla stessa testata, la vittoria dei democratici al Congresso era in gran parte già nei prezzi prima del voto.

Perché il segnale Guppy resta ribassista anche sopra 80.000 dollari

Le medie mobili Guppy (GMMA) confrontano due gruppi di medie esponenziali, cioè medie che danno più peso ai prezzi recenti: sei brevi (3, 5, 8, 10, 12 e 15 giorni) e sei lunghe (30, 35, 40, 45, 50 e 60 giorni). Con i parametri che abbiamo usato nel precedente articolo, il segnale ribassista scatta quando la più alta delle medie brevi scende sotto la più bassa delle medie lunghe, e si annulla quando torna sopra.

Il punto è che le medie reagiscono con ritardo: una sola seduta forte, dopo giorni di prezzi più bassi, avvicina molto i due gruppi ma non basta a riportarli in sovrapposizione. Il calcolo sulle candele Binance mostra che la distanza si è ridotta in modo netto.

Data (chiusura UTC)Media breve più altaMedia lunga più bassaDifferenza
2 novembre79.648 $79.764 $−116 $
3 novembre79.373 $79.688 $−315 $
4 novembre79.515 $79.715 $−200 $
5 novembre (candela in corso, 5 UTC circa)79.726 $79.739 $−13 $

Fonte: candele giornaliere di Binance (BTC/USDT), calcolo nostro. I valori del 5 novembre includono la candela ancora aperta e cambiano a ogni aggiornamento del prezzo.

Il 5 novembre la media breve più alta è la EMA a 3 giorni (79.726 dollari), mentre la media lunga più bassa è la EMA a 60 giorni (79.739): il divario è di circa 13 dollari. Sempre con i nostri parametri, se la candela giornaliera del 5 novembre chiudesse a mezzanotte UTC sopra circa 80.491 dollari, la EMA a 3 giorni supererebbe la EMA a 60 e il segnale si annullerebbe. Alle 5 UTC il prezzo era a circa 80.462 dollari, quindi la soglia è molto vicina, ma resta un calcolo condizionato al prezzo di chiusura e non una previsione.

I livelli da osservare dopo il rimbalzo

Con il prezzo a circa 80.462 dollari, i riferimenti principali sono questi. Il bordo alto del gruppo lungo delle Guppy è a circa 80.467 dollari, praticamente sul prezzo; poco sopra c’è la media semplice a 50 giorni, a 82.149. Sotto il prezzo, la media a 100 giorni è a 77.041 e quella a 200 giorni a 73.264 dollari (calcolo nostro sulle candele Binance, con la candela del 5 novembre ancora aperta).

RiferimentoValoreDistanza dal prezzo (80.462 $)
Media semplice a 50 giorni82.149 $+2,1%
Bordo alto del gruppo lungo (EMA a 35 giorni)80.467 $+0,0%
Media breve più alta (EMA a 3 giorni)79.726 $−0,9%
Media semplice a 100 giorni77.041 $−4,3%
Media semplice a 200 giorni73.264 $−8,9%

Fonte: candele giornaliere di Binance (BTC/USDT), calcolo nostro; distanze calcolate su 80.462 dollari.

Sul fronte on-chain, Bitcoin Magazine cita Glassnode: la True Market Mean, cioè il prezzo medio di acquisto dell’intero mercato, è a 77.700 dollari, mentre il costo di base degli short-term holder, i detentori recenti, è a 75.700. Il minimo del 4 novembre su Binance (75.736 dollari) è stato quindi solo 36 dollari sopra quest’ultimo livello, un confronto indicativo perché i prezzi di piattaforme diverse non coincidono. Sempre secondo la testata, Glassnode ha descritto il movimento come un nuovo test dei livelli rotti in agosto.

ETF e domanda istituzionale: il rimbalzo non è ancora un cambio di tendenza

Alla vigilia del rimbalzo gli ETF erano in deflusso. Secondo Bitcoin Magazine, martedì 3 novembre gli ETF spot statunitensi hanno perso 115,6 milioni di dollari, la terza seduta consecutiva di deflussi, con 95 milioni usciti da IBIT di BlackRock e un totale di circa 1,16 miliardi di dollari nelle tre sedute. Sommando i dati che avevamo già pubblicato, 643,3 milioni il 30 ottobre e 398,6 milioni il 2 novembre, il conto torna con quello della testata (calcolo nostro). Il dettaglio della seduta del 2 novembre è nell’articolo sul deflusso da 405 milioni di dollari di IBIT.

Il quadro politico resta il fattore da seguire: secondo Bitcoin Magazine, Jaret Seiberg di TD Cowen ha scritto che la vittoria dei democratici rende “impossibile” un CLARITY Act sostenuto dall’industria crypto, tema che abbiamo approfondito in Senato USA ai democratici: cosa cambia per Bitcoin e CLARITY Act. Il mercato ha reagito con un rialzo, ma le prossime sedute diranno se i flussi tornano positivi.

Il mese appena chiuso, del resto, aveva già smentito la stagionalità: Ottobre 2026 si è chiuso a −7,2%. Un rimbalzo di una seduta, anche se ampio, non basta a ribaltare quel bilancio.

Cosa significa per chi segue Bitcoin

Il dato più solido è che il prezzo ha recuperato 80.000 dollari mentre il segnale Guppy non si è ancora annullato: i due indicatori, per ora, raccontano storie diverse. Le medie mobili guardano indietro e il prezzo guarda avanti, e quando divergono l’interpretazione resta aperta. Un recupero della soglia di 80.491 dollari in chiusura giornaliera segnalerebbe un primo allineamento, mentre un ritorno verso i 77.000 dollari rimetterebbe in primo piano la media a 100 giorni e i livelli on-chain citati da Glassnode.

Va ricordato che uno short squeeze può esaurirsi in fretta: le posizioni liquidate non tornano, e una volta chiuse le scommesse al ribasso viene meno una fonte di acquisti forzati. Il campione storico dei segnali Guppy del 2026, che abbiamo analizzato nel precedente articolo, è inoltre piccolo e non consente previsioni.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria: il prezzo di Bitcoin è molto volatile e i dati passati non garantiscono i risultati futuri.

Domande frequenti su Bitcoin a 80.000 dollari

Perché Bitcoin è tornato a 80.000 dollari il 4 novembre?

Secondo Bitcoin Magazine il rimbalzo è stato amplificato da uno short squeeze dopo la vittoria dei democratici al Congresso, con circa 403 milioni di dollari di liquidazioni su Bitcoin, in larga parte posizioni al ribasso. Il minimo della notte elettorale era stato 75.600 dollari.

Il segnale ribassista delle medie Guppy è ancora valido?

Secondo il nostro calcolo sulle candele Binance sì: alle 5 UTC del 5 novembre la media breve più alta (79.726 dollari) era ancora sotto la media lunga più bassa (79.739), per circa 13 dollari. Il segnale si annullerebbe con una chiusura giornaliera sopra circa 80.491 dollari.

Quanto manca al massimo storico di Bitcoin?

Secondo CoinGecko, alle 5 UTC circa del 5 novembre Bitcoin era a 80.478 dollari, il 36,2% sotto il massimo storico di 126.080 dollari del 6 ottobre 2025.

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Redazione Bitcoinlive24

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