CLARITY Act: le Probabilità di Passaggio Crollano al 17%

CLARITY Act e regolamentazione Bitcoin negli Stati Uniti, voto al Senato USA

Il mercato predittivo Polymarket quota al momento della stesura al 17% la probabilità che il CLARITY Act diventi legge entro il 2026, contro l’82% di febbraio — un tracollo di oltre 60 punti in sette mesi. A otto giorni dal voto procedurale del Senato USA, l’ex procuratore federale Renato Mariotti è arrivato a dichiarare pubblicamente che “il CLARITY è morto”. Per Bitcoin, la cui classificazione come commodity digitale è al centro del testo, la posta in gioco è la prima cornice regolatoria federale chiara sui mercati spot.

CLARITY Act: Cosa è Successo il 7 Settembre

Renato Mariotti, ex procuratore federale USA e oggi commentatore legale, ha scritto lunedì 7 settembre 2026 che “CLARITY è morto. Il Congresso sta entrando in un’era post-CLARITY”, come riportato da CoinGape. Il giudizio si basa su conversazioni private avute nei giorni precedenti con parlamentari e staff del Congresso, che secondo Mariotti descrivono ormai il testo come irrecuperabile in questa sessione.

Nello stesso momento, il contratto “Clarity Act (H.R.3633) signed into law in 2026?” su Polymarket (piattaforma di scommesse su eventi, oltre 14 milioni di dollari scambiati su questo singolo mercato) mostra una probabilità di approvazione scesa al 17%. A febbraio 2026 lo stesso contratto quotava oltre l’82% — un crollo che riflette il progressivo slittamento dei tempi parlamentari.

Il CLARITY Act nel Contesto Geopolitico USA

Il Digital Asset Market Clarity Act (H.R.3633) è la proposta di legge che assegnerebbe alla CFTC (Commodity Futures Trading Commission, l’authority USA sui derivati) la supervisione primaria sui mercati spot di asset digitali classificati come commodity — categoria in cui Bitcoin rientra senza le ambiguità che riguardano invece altri token. Il Senato ha fissato per il 15 settembre 2026 un voto di cloture (mozione procedurale che chiude il dibattito e consente di passare al voto di merito), non il voto finale sul testo.

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La maggioranza qualificata richiesta per la cloture è di 60 voti su 100. I repubblicani controllano 53 seggi: servono quindi almeno sette senatori democratici che finora non si sono dichiarati disponibili. Il leader di maggioranza John Thune ha depositato la mozione prima della pausa estiva dell’8 agosto, fissando così la scadenza del 15 settembre — appena due giorni prima che la Camera lasci Washington per la pausa del 17 settembre, riducendo ulteriormente la finestra utile.

Tre nodi tengono bloccato l’accordo bipartisan, secondo la ricostruzione di news.Bitcoin.com: le garanzie etiche sui conflitti d’interesse crypto dei parlamentari (richieste dai democratici), le restrizioni sul rendimento (yield) delle stablecoin osteggiate dalla lobby bancaria, e le protezioni per gli sviluppatori DeFi non-custodial.

Le Conseguenze per Bitcoin

Bitcoin non soffre delle stesse ambiguità di classificazione che riguardano altri asset digitali, ma il CLARITY Act formalizzerebbe per la prima volta a livello federale la vigilanza CFTC anche sugli exchange spot che oggi negli Stati Uniti operano senza un regolatore unico dedicato. La sua bocciatura non renderebbe Bitcoin illegale né bloccherebbe gli ETF già approvati, ma prolungherebbe il vuoto normativo su chi vigila lo scambio quotidiano di miliardi di dollari in BTC sulle piattaforme USA.

La senatrice Cynthia Lummis (Wyoming, tra i principali sostenitori repubblicani del testo) ha avvertito che un fallimento in questa legislatura rischia di rimandare l’intero pacchetto di norme sulla market structure crypto al 2030, quando si insedierà il prossimo Congresso con maggioranze potenzialmente diverse.

FonteStima probabilità 2026Data
Polymarket82%Febbraio 2026
Polymarket17%7 settembre 2026
Capital Alpha Partners (Ian Katz)25% (da 40%)Settembre 2026
Galaxy Digital10%Agosto 2026
Kalshi (voto tenuto entro 1° ottobre, non passaggio)91%Settembre 2026

Le Reazioni tra Washington e i Mercati

Il presidente della SEC Paul Atkins (Securities and Exchange Commission, l’authority USA sui titoli) resta pubblicamente ottimista e ha più volte indicato il 15 settembre come data utile per un’approvazione, come già raccontato da BitcoinLive24 nell’articolo su Atkins e il voto del Senato. Lo scetticismo dei mercati predittivi va nella direzione opposta: l’analista Ian Katz di Capital Alpha Partners ha tagliato la sua stima dal 40% al 25% nelle ultime settimane, mentre Galaxy Digital l’ha portata al 10% già ad agosto.

Non tutti concordano sul pessimismo: appena due giorni fa, il deputato French Hill si era detto fiducioso su un’approvazione prima delle elezioni di metà mandato, come riportato da BitcoinLive24 in CLARITY Act: French Hill fiducioso nel voto prima delle midterm. La distanza tra l’ottimismo istituzionale e il pessimismo dei mercati è essa stessa un segnale della fase di stallo in cui si trova il negoziato.

Tra i sostenitori del testo al Senato figurano anche Tim Scott, John Boozman e Thom Tillis, oltre allo stesso Thune. Sul fronte opposto, i democratici che finora hanno negato il proprio voto chiedono garanzie scritte sulle regole etiche prima di sbloccare la cloture.

Prospettive e Scenari

Tre scenari restano aperti a otto giorni dal voto. Nel primo — quello con le probabilità più basse secondo gli analisti — gli ultimi negoziati producono concessioni dell’ultimo minuto su etica e stablecoin, i sette voti democratici arrivano e il dibattito si apre, con un testo finale approvato entro fine anno. Nel secondo, quello indicato come più probabile dai mercati predittivi (Polymarket al 17%, Galaxy Digital al 10%), la cloture fallisce il 15 settembre e il CLARITY Act torna sul tavolo solo nel nuovo Congresso, prolungando l’incertezza normativa per exchange e custodian USA. Nel terzo, una pressione dell’amministrazione tramite Atkins produce un compromesso last-minute che sblocca almeno il dibattito, anche senza garanzia di approvazione finale.

Kalshi, altro mercato predittivo, stima al 91% la probabilità che un voto venga comunque tenuto entro il 1° ottobre — indipendentemente dall’esito. Significa che, anche in caso di bocciatura, Washington non eviterà il redde rationem sul CLARITY Act nelle prossime settimane. BitcoinLive24 continuerà a seguire gli sviluppi del voto e il suo impatto sulla regolamentazione Bitcoin negli Stati Uniti.

Domande Frequenti

Cos’è il CLARITY Act?
È la proposta di legge USA (Digital Asset Market Clarity Act, H.R.3633) che assegnerebbe alla CFTC la supervisione primaria sui mercati spot di asset digitali classificati come commodity, tra cui Bitcoin.

Quando vota il Senato?
Il 15 settembre 2026, ma si tratta di un voto di cloture (procedurale, serve una maggioranza di 60 voti su 100) e non del voto finale sul testo.

Perché le probabilità di approvazione sono crollate?
Perché tre nodi restano irrisolti tra democratici e repubblicani: garanzie etiche sui conflitti d’interesse crypto dei parlamentari, restrizioni sul rendimento delle stablecoin e protezioni per gli sviluppatori DeFi non-custodial.

Cosa succede se il CLARITY Act non passa?
Secondo la senatrice Cynthia Lummis, l’intero pacchetto di norme sulla market structure crypto rischia di slittare al 2030, con il prossimo Congresso.

Il fallimento del CLARITY Act rende Bitcoin illegale negli USA?
No. Bitcoin resta legale e gli ETF spot già approvati continuano a operare; a mancare sarebbe solo una cornice federale unica di vigilanza sugli exchange spot.

Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere una notifica push nel momento in cui il Senato voterà sul CLARITY Act il 15 settembre.

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Redazione Bitcoinlive24

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