La National Sheriffs’ Association (NSA), l’associazione di categoria che riunisce oltre 3.000 sceriffi eletti e più di 22.000 iscritti negli Stati Uniti, ha comunicato il 3 settembre 2026 di ritirare la propria opposizione al CLARITY Act, la legge chiamata a definire lo status normativo di Bitcoin negli USA. La svolta arriva in una lettera indirizzata ai leader del Senato, a pochi giorni dal voto procedurale atteso per il 15 settembre. Con l’uscita di scena di uno dei più autorevoli oppositori dal fronte delle forze dell’ordine, si riduce una delle pressioni politiche che finora avevano rallentato l’iter della norma chiave per la classificazione regolatoria di Bitcoin.
Cosa Ha Deciso la National Sheriffs’ Association
La National Sheriffs’ Association (NSA, fondata nel 1940 come organo di rappresentanza degli sceriffi di contea davanti al Congresso USA) ha inviato il 3 settembre una lettera al leader della maggioranza al Senato John Thune (R-South Dakota) e al leader della minoranza Chuck Schumer (D-New York), firmata dal presidente NSA Sheriff Troy Wellman e dal direttore esecutivo Justin Smith. Secondo quanto riportato da CoinDesk, il testo recita: “Given the complexity of the legislation and the number of important details that remain under consideration, the NSA is changing its position on the Clarity Act to neutral” (“Data la complessità della legislazione e il numero di dettagli importanti ancora in discussione, la NSA cambia la propria posizione sul Clarity Act a neutrale”).
Come confermato anche da Bitcoin Magazine, la NSA non ha trasformato l’opposizione in sostegno: la posizione resta formalmente neutrale. L’associazione aveva avvertito in precedenza che il testo del CLARITY Act rischiava di creare scappatoie nelle norme antiriciclaggio, esentando alcuni sviluppatori di software non-custodial e infrastrutture DeFi dagli obblighi previsti per i trasmettitori di denaro.
Il Contesto Geopolitico del CLARITY Act
Il CLARITY Act punta a colmare un vuoto normativo che negli Stati Uniti dura da oltre un decennio, stabilendo per la prima volta un confine legale chiaro tra materie prime, titoli e stablecoin di pagamento nel settore digitale. La Camera dei Rappresentanti aveva approvato il testo l’anno precedente con un ampio sostegno bipartisan, ma l’iter al Senato ha subito ritardi nel corso del 2026 per le resistenze del settore bancario e per questioni etiche legate all’amministrazione Trump. Una versione aggiornata, introdotta a luglio 2026, ha affrontato parte di queste obiezioni introducendo il divieto per i funzionari governativi di emettere o promuovere criptovalute.
Il voto procedurale (cloture) è fissato per il 15 settembre 2026 e richiede almeno 60 voti su 100. Con i repubblicani che controllano 53 seggi al Senato, servono almeno sette senatori democratici per superare la soglia — un calcolo politico che rende ogni defezione dal fronte del “no”, come quella della NSA, un segnale osservato con attenzione a Washington.
Le Conseguenze per Bitcoin
Bitcoin è al centro del CLARITY Act perché la legge formalizzerebbe il suo status di commodity (materia prima) sotto la supervisione della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), distinguendolo dai token che la SEC continuerebbe a trattare come titoli. Una classificazione stabile è considerata dagli operatori istituzionali — banche, gestori patrimoniali, broker retail — una precondizione per ampliare l’offerta di prodotti su Bitcoin senza il rischio di contestazioni normative retroattive, lo stesso terreno su cui si è mossa BlackRock nelle sue dichiarazioni di fine agosto, quando il colosso degli asset ha sostenuto che Bitcoin non avrebbe comunque bisogno del CLARITY Act per continuare la propria adozione istituzionale.
Non tutti gli attori coinvolti condividono lo stesso grado di ottimismo sui tempi. Il presidente SEC Paul Atkins ha indicato di attendersi il voto al Senato entro il 15 settembre, mentre Galaxy Digital ha espresso preoccupazione per un possibile slittamento, come raccontato in dettaglio nel nostro articolo su il timore di un rinvio del voto oltre la scadenza. La tabella seguente riassume le posizioni pubbliche dei principali attori coinvolti nel dibattito.
| Attore | Posizione | Data | Dettaglio |
|---|---|---|---|
| National Sheriffs’ Association | Da contraria a neutrale | 3 settembre 2026 | Lettera a Thune e Schumer, cita la complessità della legge |
| SEC (Chairman Paul Atkins) | Favorevole, attende il voto | inizio settembre 2026 | Prevede il voto al Senato entro il 15 settembre |
| BlackRock | Scettica sulla necessità della legge | 31 agosto 2026 | Ritiene che Bitcoin non dipenda dal CLARITY Act per crescere |
| Galaxy Digital | Preoccupata per un rinvio | 4 settembre 2026 | Teme uno slittamento del voto oltre il 15 settembre |
Le Reazioni Internazionali e il Confronto con l’Europa
L’Unione Europea ha già una cornice normativa operativa dal 2024 con il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), che classifica gli asset digitali secondo categorie proprie senza il conflitto di competenze tra CFTC e SEC che caratterizza il dibattito americano. Il CLARITY Act, se approvato, offrirebbe agli Stati Uniti un quadro comparabile per certezza giuridica, ma con un impianto istituzionale diverso, costruito sulla separazione tra materie prime e titoli tipica del diritto finanziario statunitense. Gli osservatori internazionali seguono il voto di settembre anche perché un’eventuale approvazione rafforzerebbe la posizione competitiva di Wall Street rispetto alle piazze finanziarie asiatiche ed europee nell’attrarre capitali istituzionali legati a Bitcoin.
Prospettive e Scenari per il Voto del 15 Settembre
Tre scenari restano aperti in vista del voto procedurale. Nel primo, la cloture passa con il sostegno di almeno sette senatori democratici, aprendo la strada al voto finale sul testo e a un possibile via libera entro l’autunno. Nel secondo, il voto fallisce o viene rinviato — lo scenario temuto da Galaxy Digital — riportando il CLARITY Act in un limbo legislativo simile a quello vissuto più volte nel 2026. Nel terzo, più intermedio, il Senato approva un emendamento di compromesso che recepisce ulteriori richieste del settore bancario, allungando i tempi ma riducendo il rischio di un nuovo stallo totale. L’uscita della NSA dal fronte contrario non garantisce l’esito, ma toglie argomenti a chi sosteneva che la legge fosse osteggiata anche dal mondo delle forze dell’ordine.
BitcoinLive24 continuerà a seguire l’evoluzione del voto e le sue ricadute dirette sulla classificazione normativa di Bitcoin negli Stati Uniti. Per restare aggiornati in tempo reale su ogni sviluppo, scarica l’app di BitcoinLive24 e attiva le notifiche push.
Domande Frequenti
Cos’è il CLARITY Act?
Il CLARITY Act è una proposta di legge federale statunitense che stabilisce un quadro normativo per distinguere gli asset digitali tra materie prime (sotto la CFTC), titoli (sotto la SEC) e stablecoin di pagamento. È stato approvato dalla Camera con sostegno bipartisan e attende ora il voto del Senato.
Perché la National Sheriffs’ Association si era opposta alla legge?
La NSA temeva che alcune disposizioni del CLARITY Act esentassero sviluppatori di software non-custodial e piattaforme DeFi dagli obblighi antiriciclaggio previsti per i trasmettitori di denaro tradizionali, creando potenziali scappatoie per attività illecite.
Cosa cambia ora con la posizione neutrale della NSA?
La NSA non sostiene ancora il CLARITY Act, ma smette di opporsi attivamente. Questo riduce la pressione politica sui senatori indecisi e rimuove uno degli argomenti usati dagli oppositori del testo in vista del voto del 15 settembre.
Quando si vota il CLARITY Act al Senato?
Il voto procedurale di cloture è atteso per il 15 settembre 2026 e richiede almeno 60 voti su 100. Con 53 seggi repubblicani, servono almeno sette senatori democratici per raggiungere la soglia.
Come cambia lo status di Bitcoin se la legge passa?
Bitcoin verrebbe formalmente classificato come commodity sotto la supervisione della CFTC, distinto dai token trattati come titoli dalla SEC, offrendo agli operatori istituzionali una base normativa più stabile per prodotti e servizi legati a Bitcoin.
