Un bug nel firmware dei wallet hardware Coldcard Mk2 e Mk3 ha esposto le chiavi private di migliaia di utenti Bitcoin a un generatore di numeri casuali (RNG) prevedibile, permettendo il furto di circa 1.816 BTC — oltre 116 milioni di dollari — da più di 5.200 indirizzi, secondo l’analisi della società di intelligence blockchain TRM Labs. Il produttore Coinkite (azienda canadese produttrice di Coldcard) ha confermato il problema in un avviso di sicurezza ufficiale pubblicato il 30 luglio 2026 e aggiornato il 1° agosto, chiedendo a chi ha generato un seed su firmware vulnerabile di migrare i fondi verso nuove chiavi.
Il bug: come il firmware Coldcard ha indebolito la casualità dei seed
Il firmware Coldcard versione 4.0.1, distribuito da marzo 2021, conteneva un’impostazione che faceva saltare il chip hardware dedicato alla generazione di numeri casuali durante la creazione del seed, sostituendolo con un generatore software prevedibile, secondo l’avviso ufficiale di Coinkite. Sui modelli Mk4, Mk5 e Q, le versioni precedenti rispettivamente alla 5.6.0 (o 6.6.0X Edge) e alla 1.5.0Q (o 6.6.0QX Edge) generavano seed con circa 72 bit di entropia invece dei 128 attesi, un divario che secondo Coinkite rende i seed indovinabili tramite forza bruta molto più facilmente del previsto.
Coinkite specifica un’unica eccezione: i seed generati con almeno 50 lanci di dadi indipendenti ed equi restano sicuri anche su firmware vulnerabile, perché l’entropia aggiuntiva dei dadi compensa la debolezza del generatore software. Una passphrase BIP-39, per quanto forte, non risolve invece il problema alla radice, secondo la stessa fonte.
Quattro ondate di furto in quattro giorni, da 594 a 1.816 BTC
L’attacco è iniziato il 30 luglio 2026, quando un aggressore ha prosciugato circa 594 BTC — quasi 38 milioni di dollari al cambio del momento — da circa 500 wallet in appena 25 minuti, secondo la ricostruzione di TRM Labs. Il furto si è poi ripetuto in altre tre ondate distinte nei quattro giorni successivi, fino a raggiungere il totale complessivo di 1.816 BTC. TRM Labs colloca l’episodio al terzo posto tra i più grandi furti crypto del 2026, in un anno che ha già superato 1,2 miliardi di dollari di perdite su 276 incidenti distinti.
Le cifre del furto secondo le diverse fonti
Le stime sull’entità del danno variano leggermente a seconda della metodologia e della finestra temporale di analisi usata da ciascuna fonte.
| Fonte | Importo stimato | Dettaglio |
|---|---|---|
| TRM Labs | ~116 milioni $ (1.816 BTC) | oltre 5.200 indirizzi, 4 ondate in 4 giorni |
| Galaxy Research (via Bitcoin Magazine) | 111 milioni $ confermati | analisi di 250 segnalazioni di vittime |
| Stima alta (Galaxy Research / Protos) | oltre 130 milioni $ | possibili vittime non ancora censite |
Le vittime: fondi dormienti da una mediana di 3,5 anni
L’88% dei Bitcoin rubati proveniva da wallet fermi da almeno un anno, con una dormienza mediana di 3,5 anni, secondo l’analisi di 250 segnalazioni di vittime condotta da Galaxy Research e ripresa da Bitcoin Magazine. La perdita mediana per vittima si ferma a 1,022 BTC, quella media sale a 4,04 BTC per l’effetto di pochi casi estremi, tra cui una perdita singola record da 58,97 BTC. Un caso isolato da 562 BTC sottratti a un singolo indirizzo era già emerso nella copertura BitcoinLive24 sui flussi ETF della settimana successiva al furto.
Non è un caso isolato: dal bug CryptoJS al Bitcoin Red Team
Il caso Coldcard arriva a pochi giorni da un’altra falla RNG, distinta e indipendente, che per dodici anni ha compromesso la libreria JavaScript CryptoJS utilizzata da diverse app wallet, causando il furto di 5,7 milioni di dollari. La concentrazione di incidenti legati alla generazione di numeri casuali ha spinto la no-profit OpenSats a finanziare il Bitcoin Red Team, il gruppo di volontari che nella prima settimana di agosto ha scansionato 390 progetti open source trovando quasi 5.000 segnalazioni di sicurezza proprio in risposta al caso Coldcard.
Prospettive
Coinkite ha reso disponibile firmware corretto per tutti i modelli coinvolti, ma la migrazione dei fondi resta a carico dei singoli utenti: finché un seed generato su versione vulnerabile non viene trasferito su chiavi nuove, i fondi restano esposti. Il caso conferma un tema ricorrente per chi usa Bitcoin in autocustodia: la responsabilità della sicurezza si sposta dall’exchange all’implementazione software del proprio hardware wallet, e un singolo bug nella generazione casuale può vanificare anni di custodia prudente. TRM Labs segnala inoltre una prima attività di riciclaggio dei fondi rubati, con un deposito da 64,9 BTC su Wasabi Wallet e 200 ETH inviati a Tornado Cash il 4 agosto 2026 — un indizio che il tracciamento dei fondi sottratti proseguirà nelle prossime settimane.
Domande Frequenti
Cos’è il bug RNG di Coldcard?
È un difetto nel firmware che, dalla versione 4.0.1 del marzo 2021, sostituiva il chip hardware dedicato alla casualità con un generatore software prevedibile durante la creazione dei seed, rendendo le chiavi private indovinabili tramite forza bruta.
Quali modelli Coldcard sono a rischio?
Sono coinvolti i modelli Mk2 e Mk3 con firmware dalla versione 4.0.1 alla 4.1.9, i Mk4 e Mk5 con versioni precedenti alla 5.6.0 (o 6.6.0X Edge) e i modelli Q con versioni precedenti alla 1.5.0Q (o 6.6.0QX Edge), secondo l’avviso ufficiale di Coinkite.
Il mio wallet Coldcard è al sicuro?
Sì, se il seed è stato generato con almeno 50 lanci di dadi indipendenti ed equi; in tutti gli altri casi Coinkite raccomanda di aggiornare il firmware e migrare i fondi verso un nuovo seed.
Quanto Bitcoin è stato rubato finora?
Circa 1.816 BTC, pari a 116 milioni di dollari secondo TRM Labs, con stime di altre fonti che vanno da 111 a oltre 130 milioni di dollari a seconda del numero di vittime censite.
Coldcard ha rilasciato una correzione?
Sì, Coinkite ha pubblicato firmware aggiornato per tutti i modelli interessati, ma la correzione protegge solo i nuovi seed: chi ha generato le chiavi su firmware vulnerabile deve comunque migrare i fondi.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
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