Un piccolo caffè di Farmington, nel Missouri, è diventato il punto di partenza di un circuito locale di negozi che scelgono di accettare bitcoin. Secondo Bitcoin Magazine, che il 29 settembre 2026 ha dedicato al caso la sua rubrica “Now Accepting Bitcoin”, il Coljac Café è il punto di partenza di un elenco di oltre 40 esercenti del Missouri che accettano bitcoin. BitcoinLive24 racconta la storia perché mostra come l’adozione nasca spesso da una comunità e non da un annuncio aziendale.
Il Coljac Café di Farmington accetta bitcoin grazie a Coinos.io e a Square
Il Coljac Café si trova a Farmington, cittadina del Missouri. Come riporta Bitcoin Magazine, la titolare Jessica Goff e i bitcoiner locali hanno lavorato insieme per integrare Coinos.io, un servizio che ha dato alla cassa funzioni native di Bitcoin e di Lightning (la rete di secondo livello per pagamenti rapidi e a basso costo).
Sempre secondo la testata, il caffè ospita incontri del gruppo di bitcoiner locali nei weekend, occasioni in cui la quota dei pagamenti in bitcoin cresce sensibilmente, come si vedrà più avanti. L’articolo fa parte della rubrica “Now Accepting Bitcoin”, dedicata agli esercenti che accettano bitcoin.
Il registratore di cassa del Coljac è passato da Coinos.io a Square
Il sistema di cassa è cambiato nel tempo. Secondo Bitcoin Magazine, il registratore di cassa è stato aggiornato a Square, la piattaforma di pagamento che, nel maggio 2026, ha superato la soglia di circa 1 milione di esercenti abilitati a ricevere bitcoin, come ha scritto la stessa testata in un articolo dedicato a Square. Per approfondire quel traguardo, BitcoinLive24 ne ha parlato in Square ha superato 1 milione di commercianti abilitati a Bitcoin.
Il tema dei costi è centrale per un piccolo esercente. La testata riporta commissioni dello 0% sulle transazioni fino a un livello dell’1% nel 2027, e scrive che questo scenario è più conveniente rispetto alle carte di credito.
Bitcoin vale circa il 5% degli incassi annui del Coljac Café
I dati raccontati da Bitcoin Magazine sono modesti ma interessanti. Le transazioni in bitcoin valgono circa il 5% del giro d’affari annuo del caffè. Nei weekend in cui il gruppo di bitcoiner locali organizza un incontro, la quota sale fino al 50% delle vendite della mattina.
| Dato | Valore riportato |
|---|---|
| Peso di Bitcoin sugli incassi annui del Coljac Café | circa 5% |
| Quota sulle vendite del mattino nei weekend con incontro | 50% |
| Commissioni sulle transazioni | 0%, con 1% previsto nel 2027 |
| Esercenti elencati dalla rubrica entro circa 2 ore dal caffè | oltre 40 |
| Esercenti Square abilitati a Bitcoin (maggio 2026) | circa 1 milione |
Il dato del 5% indica che, per un singolo locale, Bitcoin non è la fonte principale di ricavi. Il dato del 50% mostra invece quanto pesi la presenza della comunità: il picco si concentra nei giorni dell’incontro dei bitcoiner locali.
Oltre 40 esercenti del Missouri accettano bitcoin entro circa due ore dal caffè
La parte più originale della storia è l’elenco che accompagna il caso. Come scrive Bitcoin Magazine, l’articolo mette in rete agricoltori, ristoranti e commercianti del centro cittadino, indicati nel titolo come oltre 40 esercenti del Missouri vicini al caffè, e descrive il Coljac come l’origine di questo circuito locale di pagamenti in bitcoin.
La rubrica organizza queste attività in tre fasce in base alla distanza dal caffè: l’area di Farmington e St. Francois entro 30 minuti, una fascia intermedia tra circa 45 minuti e un’ora e un quarto, e un raggio esterno tra un’ora e mezza e due ore. È una mappa pratica per chi vuole spendere bitcoin viaggiando in zona.
BitcoinLive24 ha già raccontato altri esercenti che accettano bitcoin
La dinamica non è isolata. BitcoinLive24 ha già raccontato Shortwave Coffee accetta Bitcoin in 3 stati USA e quella di l’isola messicana di Isla Mujeres, presentata come un’isola che vive di Bitcoin. Sono storie diverse per scala e contesto, ma condividono un punto: il pagamento in bitcoin viene raccontato a partire da luoghi fisici e da persone reali.
I dati del Coljac hanno limiti che è giusto ricordare
Va detto con onestà cosa la storia non dimostra. Il 5% degli incassi di un singolo caffè non permette di trarre conclusioni sull’adozione a livello nazionale, e la quota del 50% riguarda solo la mattina dei giorni di incontro, un contesto particolare rispetto a una giornata qualunque. Inoltre l’articolo proviene da una rubrica di una testata specializzata in Bitcoin e non è indicato se i numeri siano stati verificati da fonti indipendenti. Le commissioni dello 0% sono infine indicate dalla testata con un passaggio all’1% nel 2027, quindi il quadro dei costi potrebbe cambiare.
Il caso Coljac mostra che i pagamenti in bitcoin crescono nei luoghi di incontro
Il caso del Missouri suggerisce che i pagamenti in bitcoin possono crescere attorno a luoghi fisici di incontro. Secondo i dati riportati, bastano un esercente disposto a provare, uno strumento di cassa semplice e una comunità locale che ci spende. Per chi segue il settore in Italia, è un promemoria: i segnali di adozione si osservano anche nei piccoli locali, non solo nei comunicati delle grandi aziende. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria. Scarica l’app BitcoinLive24 su bitcoinlive24.com per ricevere le notizie sull’adozione in tempo reale.
Domande frequenti
Che cos’è il Coljac Café?
Il Coljac Café è un caffè di Farmington, nel Missouri, con titolare Jessica Goff, che accetta pagamenti in bitcoin tramite Coinos.io e, poi, tramite un registratore di cassa Square.
Quanto incide Bitcoin sugli incassi del locale?
Secondo Bitcoin Magazine, circa il 5% del giro d’affari annuo, con un picco del 50% delle vendite mattutine nei weekend in cui si tiene un incontro dei bitcoiner locali.
Quanti esercenti accettano bitcoin nella zona?
Il titolo dell’articolo di Bitcoin Magazine parla di oltre 40 esercenti del Missouri vicini al Coljac Café.
Le commissioni sono davvero a zero?
La testata riporta commissioni dello 0% sulle transazioni, con un livello dell’1% previsto per il 2027.
Questo significa che Bitcoin è diffuso come mezzo di pagamento?
No. Si tratta di un caso locale che mostra come nasce un circuito di adozione, non di un dato nazionale.
