Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha confermato che tutti i Bitcoin aggiunti alle riserve ufficiali di El Salvador da giugno 2025 provengono da donazioni private, senza alcun utilizzo di fondi pubblici. La conferma arriva nell’accordo tecnico (staff-level agreement) raggiunto il 3 settembre 2026 sulla revisione combinata del programma di prestito da 1,4 miliardi di dollari tra Washington e San Salvador.
L’intesa sblocca un nuovo esborso da circa 140 milioni di dollari, subordinato all’approvazione del board esecutivo del Fondo, e arriva mentre il governo di Nayib Bukele cede il controllo di maggioranza del wallet statale Chivo a un operatore privato non ancora identificato.
Cosa è Successo
Il FMI ha reso noto il 3 settembre 2026, tramite il comunicato ufficiale Press Release No. 26/285, di aver raggiunto con le autorità salvadoregne un’intesa tecnica sulla seconda e terza revisione combinata del programma di credito EFF (Extended Fund Facility, il meccanismo di finanziamento a medio termine del Fondo), avviato a febbraio 2025 con una dotazione complessiva di 1,4 miliardi di dollari su 40 mesi.
Il documento certifica che ogni Bitcoin entrato nelle riserve ufficiali del Paese dopo giugno 2025 è stato documentato come proveniente da donazioni private, senza il ricorso a risorse pubbliche. È la prima volta che il Fondo mette nero su bianco questo dettaglio, superando l’ambiguità che aveva alimentato mesi di dubbi sul rispetto dell’accordo del 2025.
Subordinato al via libera del board esecutivo, l’accordo tecnico sblocca un esborso di circa 140 milioni di dollari (101,96 milioni di Diritti Speciali di Prelievo, l’unità di conto interna del FMI basata su un paniere di valute forti).
Il Contesto Geopolitico
Il rapporto tra El Salvador e il FMI resta segnato dalla tensione originaria: nel 2021 il Paese di Bukele ha reso Bitcoin valuta a corso legale, mentre il Fondo ha sempre chiesto garanzie che l’esposizione statale alla criptovaluta non mettesse a rischio la stabilità finanziaria del programma di prestito.
L’accordo EFF, approvato a febbraio 2025, prevedeva già un vincolo esplicito: l’accumulo di Bitcoin da parte del settore pubblico sarebbe dovuto restare volontario e non finanziato con risorse statali, con l’adesione a Bitcoin limitata al settore privato e ai turisti, mentre le tasse continuano a essere pagate in dollari USA.
Nel frattempo il Bitcoin Office, l’ufficio governativo che gestisce gli acquisti, ha proseguito la sua politica di acquisto quotidiano: a inizio settembre 2026 la riserva dichiarata aveva raggiunto 7.762 BTC, circa 598 milioni di dollari. La conferma FMI chiarisce ora la provenienza dei fondi dietro quella crescita, non la sua entità complessiva, che il comunicato non quantifica.
Le Conseguenze per Bitcoin
Il comunicato FMI precisa che, andando avanti, non è previsto alcun ulteriore accumulo di Bitcoin oltre alle donazioni già documentate — un impegno che ridimensiona le ambizioni originarie della strategia salvadoregna senza però smontare la riserva già costituita.
Parallelamente, il governo ha trasferito il controllo operativo e la proprietà di maggioranza del wallet statale Chivo (il portafoglio digitale pubblico lanciato nel 2021 per l’uso di Bitcoin dei cittadini) a un operatore privato non identificato, mantenendo una quota di minoranza e la responsabilità di custodia sugli asset dei clienti retail. Mentre El Salvador ridefinisce così chi detiene materialmente le chiavi del proprio wallet pubblico, anche negli Stati Uniti la riforma sulla custodia Bitcoin è arrivata sul tavolo della Casa Bianca, segno di un dibattito globale sempre più concentrato su chi debba controllare le riserve pubbliche di Bitcoin.
Il messaggio implicito è che l’esperimento Bitcoin di El Salvador può proseguire, ma dentro un perimetro più stretto e verificabile dal Fondo — un modello che altri governi con ambizioni simili osserveranno da vicino.
Le Reazioni Internazionali
Il mercato ha reagito con cautela: la conferma FMI viene letta come un segnale di normalizzazione più che come una notizia a effetto immediato, dato che i dettagli sulla dimensione esatta della riserva restano fuori dal comunicato ufficiale.
Per gli osservatori internazionali, il caso salvadoregno resta un precedente rilevante: dimostra che un’istituzione multilaterale storicamente scettica su Bitcoin può convivere con un governo che lo adotta, a patto di tracciabilità piena e separazione netta tra fondi pubblici e privati.
| Data | Tappa | Dettaglio |
|---|---|---|
| 2021 | Bitcoin Law | El Salvador adotta Bitcoin come valuta a corso legale |
| Febbraio 2025 | Approvazione EFF | FMI approva un prestito da 1,4 miliardi di dollari su 40 mesi |
| Da giugno 2025 | Vincolo sui fondi pubblici | Ogni BTC ufficiale deve provenire da donazioni private, non da risorse statali |
| 2 settembre 2026 | Riserva dichiarata | 7.762 BTC (~598 milioni di dollari) secondo il Bitcoin Office |
| 3 settembre 2026 | Staff-level agreement | FMI conferma il rispetto del vincolo, sblocca 140 milioni di dollari (soggetti ad approvazione board) |
Prospettive e Scenari
Il prossimo passaggio formale è il via libera del board esecutivo del FMI, generalmente atteso nelle settimane successive a un accordo tecnico di questo tipo. Se confermato, i 140 milioni di dollari si aggiungerebbero ai fondi già erogati nell’ambito del programma avviato nel 2025.
Il Fondo si dice inoltre ottimista sul quadro macroeconomico: la crescita del PIL salvadoregno ha superato le attese nel 2025 e viene proiettata al 4,5% per il 2026, sostenuta da investimenti, consumi privati, rimesse e turismo. L’obiettivo dichiarato resta portare il debito pubblico all’80% del PIL entro il 2030.
Per BitcoinLive24, lo scenario più probabile nel breve termine è una convivenza duratura tra il programma FMI e la strategia Bitcoin di El Salvador, purché San Salvador rispetti l’impegno a non accumulare nuovi BTC pubblici oltre alle donazioni già ricevute. Un cambio di rotta su questo punto riaprirebbe immediatamente il confronto con Washington.
Per seguire in tempo reale ogni sviluppo sulle riserve statali di Bitcoin e sull’impatto sul mercato, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande Frequenti
Cosa ha confermato l’FMI su El Salvador e Bitcoin?
Il FMI ha confermato che tutti i Bitcoin aggiunti alle riserve ufficiali di El Salvador da giugno 2025 provengono da donazioni private, senza uso di fondi pubblici, nell’ambito dell’accordo tecnico del 3 settembre 2026 sul programma EFF da 1,4 miliardi di dollari.
El Salvador può ancora comprare Bitcoin con fondi pubblici?
No: il vincolo dell’accordo FMI prevede che l’accumulo pubblico di Bitcoin resti volontario e finanziato solo da donazioni private, e il comunicato di settembre 2026 precisa che non è previsto alcun ulteriore accumulo oltre a quanto già documentato.
Cos’è il wallet Chivo e chi lo controlla ora?
Chivo è il portafoglio digitale statale lanciato da El Salvador nel 2021 per l’uso di Bitcoin dei cittadini. Il governo ne ha ceduto il controllo operativo e la proprietà di maggioranza a un operatore privato non identificato, mantenendo una quota di minoranza e responsabilità di custodia sugli asset dei clienti.
Quanto vale l’accordo tra FMI e El Salvador e quando arrivano i fondi?
L’intesa tecnica del 3 settembre 2026 sblocca un esborso da circa 140 milioni di dollari (101,96 milioni di Diritti Speciali di Prelievo), subordinato all’approvazione del board esecutivo del FMI nelle settimane successive.
Bitcoin è ancora valuta a corso legale in El Salvador?
Sì, la Bitcoin Law del 2021 resta in vigore, ma l’accettazione di Bitcoin da parte dei commercianti è volontaria e le tasse dei cittadini continuano a essere pagate in dollari USA, come previsto dagli impegni presi con il FMI.
Fonti: Fondo Monetario Internazionale, CoinDesk, crypto.news.
