Dal carcere federale dove sta scontando la condanna per il crollo di FTX, Sam Bankman-Fried gioca l’ultima carta legale a disposizione. L’11 settembre 2026 i suoi avvocati depositano alla Corte Suprema degli Stati Uniti il ricorso che punta a cancellare una condanna a 25 anni di carcere e un sequestro da 11 miliardi di dollari.
Lo riportano Decrypt e The Block. La notizia arriva a quattro anni da un crollo che, nel novembre 2022, spinse il prezzo di Bitcoin ai minimi da due anni. BitcoinLive24 ripercorre come si è arrivati fin qui — e perché riguarda ancora chi possiede Bitcoin oggi.
Il Crollo che Ha Cambiato per Sempre Bitcoin
A novembre 2022, FTX era il secondo exchange di criptovalute al mondo per volumi, con una valutazione che aveva toccato i 32 miliardi di dollari al suo picco.
Bastano pochi giorni perché l’intero castello crolli. La rivelazione che il bilancio della società sorella Alameda Research poggiava su token illiquidi emessi dallo stesso gruppo FTX innesca una corsa ai prelievi che la piattaforma non riesce a reggere: pagamenti sospesi, poi bancarotta dichiarata l’11 novembre 2022.
Il contagio arriva immediato su tutto il mercato Bitcoin: secondo Bitcoin.com News, il prezzo scende fino a 16.664 dollari il 19 novembre 2022, ai minimi da novembre 2020. Altri operatori legati a FTX, come BlockFi e Genesis, seguono a ruota nei mesi successivi.
Milioni di utenti FTX in tutto il mondo si ritrovano da un giorno all’altro con i prelievi bloccati e i risparmi congelati in bilanci societari che si scopriranno, mese dopo mese, pieni di buchi.
Ancora oggi, quando gli analisti misurano il sentiment degli investitori Bitcoin, il paragone di riferimento resta quello — «peggio del post-FTX» — a indicare quanto quel crollo abbia segnato uno spartiacque per l’intero settore.
Un Processo da 11 Miliardi di Dollari e 25 Anni di Carcere
Sam Bankman-Fried, fondatore ed ex CEO di FTX, viene arrestato alle Bahamas a dicembre 2022 ed estradato negli Stati Uniti. Il processo si celebra davanti alla Corte Distrettuale di Manhattan nell’ottobre 2023 e dura circa un mese.
La giuria impiega poco più di quattro ore per dichiararlo colpevole su tutti e sette i capi d’imputazione, tra cui frode telematica e cospirazione per riciclaggio ai danni di clienti e investitori.
Nel dibattimento emerge come i fondi dei clienti FTX — che secondo i termini di servizio della piattaforma non potevano essere toccati — fossero stati usati da Alameda Research per coprire investimenti rischiosi e prestiti personali, una pratica nota come commingling (mescolamento indebito di fondi separati).
A marzo 2024 il giudice Lewis Kaplan condanna Bankman-Fried a 25 anni di reclusione e dispone un sequestro da circa 11 miliardi di dollari, cifra basata su una frode agli utenti FTX stimata oltre 1,7 miliardi di dollari e su prestiti sottratti ai creditori di Alameda per oltre 1,3 miliardi.
A giugno 2026 la Corte d’Appello del Secondo Circuito conferma la condanna in via definitiva, richiamando il precedente della Corte Suprema Kousisis v. United States (2025) sulla rilevanza penale della frode anche in assenza di un danno economico netto per la vittima.
L’Ultima Carta: Cosa Chiede alla Corte Suprema
Il ricorso depositato dai legali di Bankman-Fried punta su due argomenti. Il primo: la difesa sarebbe stata ingiustamente esclusa dal presentare prove secondo cui FTX e Alameda avrebbero avuto asset sufficienti a coprire le perdite dei clienti. Il giudice Kaplan aveva ritenuto quella linea difensiva irrilevante, dato che la teoria di frode contestata non richiede una perdita netta effettiva.
Il secondo argomento: il sequestro da 11 miliardi di dollari violerebbe l’Ottavo Emendamento della Costituzione USA, che vieta multe «eccessive» sproporzionate rispetto al reato commesso.
La strada è in salita. Come sottolinea Decrypt, la Corte Suprema accoglie in media solo l’1% delle richieste di certiorari (la procedura con cui si chiede alla Corte di riesaminare un caso) che riceve ogni anno. Servono almeno quattro dei nove giudici favorevoli anche solo per calendarizzare il caso, e una decisione sull’accoglimento è attesa entro fine 2026.
In parallelo corre anche una via politica, indipendente dal ricorso giudiziario. A gennaio 2026 il presidente Donald Trump aveva escluso, in un’intervista al New York Times, di voler concedere la grazia a Bankman-Fried.
A giugno una nuova richiesta di clemenza viene comunque presentata all’Ufficio del Pardon Attorney della Casa Bianca, e a luglio il Senato USA vota all’unanimità contro — un raro momento di consenso bipartisan su un tema controverso. Nonostante questi segnali, l’Ufficio del Pardon Attorney elenca ancora oggi la richiesta come «pending».
Cosa Ci Insegna Questa Storia
Il crollo FTX non è una storia di Bitcoin che fallisce: è la storia di un exchange centralizzato che ha usato i depositi dei clienti come riserva propria, mentre il protocollo Bitcoin — che quei fondi teneva solo nominalmente — ha continuato a funzionare senza un solo blocco saltato.
È proprio da qui che nasce, negli anni successivi, la spinta della community verso il self-custody («not your keys, not your coins») e verso i proof-of-reserve pubblicabili on-chain, oggi standard richiesto dagli utenti a qualunque piattaforma seria.
Nei mesi immediatamente successivi al crollo, i principali exchange concorrenti — da Binance a Kraken — hanno iniziato a pubblicare i propri proof-of-reserve: dimostrazioni crittografiche, basate su strutture dati chiamate Merkle tree, che permettono a chiunque di verificare on-chain che le riserve dichiarate coprano davvero i depositi dei clienti.
È il passaggio culturale più duraturo lasciato dal caso FTX: dalla fiducia cieca nell’intermediario alla verifica matematica, lo stesso principio su cui è costruito il protocollo Bitcoin fin dal 2009. Ed è anche uno dei motori che ha accelerato, negli Stati Uniti, la spinta verso una regolamentazione più chiara del settore.
Il Quadro Più Ampio
La vicenda FTX si inserisce in un filone che BitcoinLive24 segue da tempo: quello dei grandi crolli e delle grandi frodi che, paradossalmente, rafforzano la fiducia nella trasparenza di Bitcoin.
È lo stesso principio dietro casi come quello di Malone Lam, dichiaratosi colpevole per il furto record da 245 milioni di dollari in Bitcoin, o quello dei fratelli dietro il marketplace darknet BarbaraWhite, entrambi incastrati dalla tracciabilità della blockchain pubblica.
Anche sul fronte regolatorio, città come Albuquerque stanno ridisegnando le regole di accesso a Bitcoin proprio mentre Washington decide il destino legale del suo protagonista più controverso.
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| Data | Evento |
|---|---|
| Novembre 2022 | FTX dichiara bancarotta, Bitcoin scende a $16.664 |
| Dicembre 2022 | Arresto di Sam Bankman-Fried alle Bahamas |
| Novembre 2023 | Giuria di New York: colpevole di 7 capi d’accusa |
| Marzo 2024 | Condanna a 25 anni e sequestro da $11,02 miliardi |
| Giugno 2026 | Il Secondo Circuito conferma la condanna in appello |
| Luglio 2026 | Il Senato USA vota all’unanimità contro la clemenza |
| 11 settembre 2026 | Ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti |
Domande Frequenti
Perché Sam Bankman-Fried si è rivolto alla Corte Suprema?
Perché il Secondo Circuito ha confermato in via definitiva la sua condanna a giugno 2026: la Corte Suprema resta l’unico grado di giudizio rimasto per tentare di annullare condanna e sequestro.
Cosa rischia di perdere o guadagnare con questo ricorso?
Se accolto, il ricorso potrebbe annullare la condanna a 25 anni o ridurre il sequestro da 11,02 miliardi di dollari; se respinto, la sentenza resta definitiva e la pena viene scontata per intero.
Il crollo di FTX ha avuto conseguenze dirette su Bitcoin?
Sì: nelle settimane successive al fallimento, a novembre 2022, il prezzo di Bitcoin è sceso fino a 16.664 dollari, e il crollo resta ancora oggi il parametro con cui gli analisti misurano i momenti di sentiment più negativo del mercato.
Bankman-Fried può ancora ottenere la grazia presidenziale?
La strada è più stretta dopo il voto contrario del Senato di luglio 2026, ma la richiesta risulta ancora formalmente «pending» presso l’Ufficio del Pardon Attorney della Casa Bianca.
Quante probabilità ha la Corte Suprema di accettare il caso?
Storicamente basse: la Corte accoglie in media solo circa l’1% delle richieste di certiorari ricevute ogni anno, e servono almeno quattro giudici su nove favorevoli per calendarizzare il caso.
