Giappone: Bitcoin Diventa Asset Finanziario, Tasse al 20%

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Il Parlamento giapponese ha approvato mercoledì 15 luglio 2026 la riforma del Financial Instruments and Exchange Act (FIEA), che riclassifica Bitcoin come asset finanziario e lo fa uscire dal Payment Services Act, la legge che lo trattava come semplice mezzo di pagamento. La bozza, varata dal governo giapponese ad aprile 2026, introduce pene più severe per gli operatori non registrati e nuove regole su insider trading, aprendo la strada a un possibile ETF spot Bitcoin quotato sul mercato giapponese. Per gli investitori il cambiamento più atteso resta fiscale: l’aliquota sui guadagni crypto scenderà da un massimo del 55% a un flat 20% a partire dal 2028.

Bitcoin Non È Più Solo un Mezzo di Pagamento

Il FIEA giapponese sposta Bitcoin nello stesso regime normativo che regola azioni, obbligazioni e fondi comuni, secondo quanto riportato da CoinDesk. Fino a oggi le criptovalute erano regolate dal Payment Services Act (PSA), la legge pensata per i mezzi di pagamento digitali, un quadro che secondo gli osservatori giapponesi non rifletteva più il ruolo di Bitcoin come asset di investimento.

Cambia anche la terminologia ufficiale: le aziende oggi registrate come “cryptocurrency exchange” dovranno ridefinirsi “cryptocurrency trading company”, come segnalato da CoinTelegraph. Non è un dettaglio cosmetico: il nuovo status implica obblighi di trasparenza tipici dei mercati mobiliari, non più solo delle piattaforme di pagamento.

Pene Fino a 10 Anni per gli Operatori Non Registrati

La riforma inasprisce sensibilmente le sanzioni. La pena massima per chi opera senza registrazione sale da 3 a 10 anni di carcere, mentre la multa massima passa da circa 3 milioni di yen a 10 milioni di yen (circa 62.000 dollari), secondo i dati riportati da Bitcoin Magazine.

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Debutta anche un divieto esplicito di insider trading per emittenti di token, gestori di exchange e chiunque disponga di informazioni privilegiate non pubbliche: le violazioni sono punibili fino a 5 anni di carcere e/o una multa fino a 5 milioni di yen, riporta CoinTelegraph. Le società coinvolte dovranno inoltre pubblicare dati sull’emittente del token, sul design della blockchain sottostante e sul profilo di volatilità dell’asset.

La Tassazione Crolla dal 55% al 20% Flat

Oggi in Giappone i guadagni in criptovalute sono tassati come “reddito vario” (miscellaneous income), con un’aliquota progressiva che può arrivare fino al 55%. Con la riforma approvata, secondo CoinDesk, l’aliquota diventerà un flat 20%, suddiviso in 15% di imposta nazionale e 5% di imposta locale. L’entrata in vigore è prevista dal 2028, attraverso un provvedimento fiscale separato dalla riforma FIEA.

Il nuovo livello si allinea a quello già applicato in Giappone alle plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari, eliminando lo svantaggio fiscale che finora penalizzava chi deteneva Bitcoin rispetto ad altri asset.

Via Libera agli ETF Spot Bitcoin in Giappone

La riclassificazione rimuove uno degli ostacoli legali che finora hanno impedito il lancio di ETF spot Bitcoin sul mercato giapponese. La legge sui fondi quotati richiede infatti che l’asset sottostante sia uno strumento finanziario ai sensi del FIEA, requisito che Bitcoin ora soddisfa. Gli emittenti giapponesi di fondi potranno quindi presentare domanda per prodotti quotati, seguendo la strada già aperta negli Stati Uniti.

Sul fronte flussi, il mercato ETF resta comunque volatile: questa notte BitcoinLive24 ha riportato deflussi per 424 milioni di dollari dagli ETF spot Bitcoin quotati negli USA, a conferma che l’interesse istituzionale resta altalenante anche nei mercati già maturi.

Tempistiche: Quando Entra in Vigore la Riforma

La riclassificazione FIEA entrerà in vigore entro un anno dall’approvazione, con obiettivo l’anno fiscale 2027, secondo Bitcoin Magazine. Il taglio fiscale al 20% segue un percorso separato e diventerà operativo nel 2028, nell’ambito della riforma tributaria giapponese. Tra l’approvazione parlamentare e l’applicazione pratica delle nuove regole passerà quindi circa un anno e mezzo.

Cosa Significa per gli Investitori Italiani

Per chi segue Bitcoin dall’Italia, la riforma giapponese è un altro tassello nel mosaico regolatorio globale che nel 2026 si sta muovendo verso l’equiparazione delle criptovalute agli strumenti finanziari tradizionali. È un percorso parallelo a quello del CLARITY Act negli Stati Uniti e al regime MiCA nell’Unione Europea. Non si tratta di un consiglio di investimento: la riforma riguarda l’infrastruttura normativa giapponese, non il prezzo di Bitcoin nel breve termine. Resta però un segnale di come le economie del G7 stiano convergendo verso regole più chiare, anziché più restrittive, per gli asset digitali.

AspettoPrima della riformaDopo la riforma
Classificazione legaleMezzo di pagamento (Payment Services Act)Strumento finanziario (FIEA)
Pena max operatori non registrati3 anni di carcere10 anni di carcere
Multa massima~3 milioni di yen~10 milioni di yen (~62.000$)
Insider tradingNon regolato specificamenteVietato, fino a 5 anni/5 milioni di yen
Tassazione plusvalenzeFino al 55% (progressiva)Flat 20% (dal 2028)
ETF spot BitcoinNon ammesso dal quadro PSALegalmente possibile sotto FIEA

Domande Frequenti

Cos’è il Financial Instruments and Exchange Act (FIEA)?
Il FIEA è la legge giapponese che regola azioni, obbligazioni, fondi comuni e ora anche le criptovalute, sostituendo per Bitcoin il precedente inquadramento come mezzo di pagamento previsto dal Payment Services Act.

Quando entra in vigore la nuova legge giapponese su Bitcoin?
La riclassificazione entrerà in vigore entro circa un anno dall’approvazione del 15 luglio 2026, con obiettivo l’anno fiscale 2027, mentre il taglio fiscale al 20% scatterà separatamente nel 2028.

La riforma apre davvero la strada a un ETF spot Bitcoin in Giappone?
Sì, la riclassificazione rimuove l’ostacolo legale principale, perché i fondi quotati giapponesi richiedono che l’asset sottostante sia uno strumento finanziario ai sensi del FIEA, requisito che Bitcoin ora soddisfa.

Quanto scenderanno le tasse sulle criptovalute in Giappone?
L’aliquota passerà da un massimo del 55% (tassazione progressiva come reddito vario) a un flat 20%, composto da 15% di imposta nazionale e 5% locale, dal 2028.

Cosa rischia chi opera senza registrazione in Giappone dopo la riforma?
Rischia fino a 10 anni di carcere e una multa fino a circa 10 milioni di yen (62.000 dollari), contro i 3 anni e 3 milioni di yen previsti dalla normativa precedente.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.

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Redazione Bitcoinlive24

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