Tre senatori democratici statunitensi — Chris Murphy, Chris Van Hollen e Jeff Merkley — hanno rafforzato martedì 14 luglio la propria opposizione al CLARITY Act, il disegno di legge che dovrebbe definire le regole di mercato per gli asset digitali negli Stati Uniti. Il motivo: il provvedimento, secondo loro, non affronta i 1,4 miliardi di dollari guadagnati dal presidente Donald Trump con le sue attività crypto nel 2025. Il leader di maggioranza al Senato John Thune ha promesso un voto entro il 10 agosto, ma i numeri restano incerti.
La Conferenza Stampa a Capitol Hill
Martedì i senatori Murphy, Van Hollen e Merkley hanno tenuto una conferenza stampa a Capitol Hill insieme a rappresentanti di Americans for Financial Reform, Indivisible e all’attore Ben McKenzie, secondo quanto riportato da CoinDesk. Van Hollen, membro della Senate Banking Committee, ha definito il CLARITY Act “un pezzo di legislazione corrotto che farà molti danni”.
Murphy è stato ancora più diretto: “Non c’è motivo di approvare un nuovo sistema regolatorio per le crypto se questo sistema non ferma la corruzione di Trump nell’intero settore. Questo disegno di legge non vale nulla se protegge il dominio di Trump su un settore che avrà più potere di regolamentare”.
Il Nodo: i 1,4 Miliardi di Dollari di Trump
Al centro della protesta c’è la dichiarazione di Trump, che ha rivelato di aver guadagnato 1,4 miliardi di dollari dalle proprie attività crypto nel 2025, tra memecoin personale e la società di famiglia World Liberty Financial. I senatori chiedono una clausola etica che vieti ai funzionari governativi di alto livello — presidente incluso — di avere interessi personali diretti nel settore crypto durante il mandato. Secondo CoinTelegraph, anche la senatrice Elizabeth Warren si è schierata pubblicamente contro quella che ha definito “corruzione finanziaria sfacciata”.
La bozza aggiornata del CLARITY Act, attesa già in settimana, non risolverebbe ancora questo punto secondo i tre senatori — che pure avevano votato a favore del testo quando era stato approvato dalla Senate Banking Committee.
I Numeri al Senato Dopo la Morte di Graham
Il quadro politico è cambiato nel weekend con la scomparsa del senatore Lindsey Graham, che ha lasciato ai repubblicani una maggioranza di 52 seggi contro 47. Con il senatore Mitch McConnell ancora ricoverato in ospedale, i repubblicani potrebbero contare su appena 51 voti disponibili al momento dell’eventuale votazione — ben lontani dalla soglia dei 60 voti necessaria per superare l’ostruzionismo (filibuster) al Senato.
Trump, lunedì, ha comunque esortato il Senato ad approvare il provvedimento “in onore” di Graham, definendolo “un grande sostenitore” della legge — anche se lo stesso Graham non risulta aver mai rilasciato dichiarazioni pubbliche a favore del CLARITY Act.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Guadagni crypto Trump 2025 | $1,4 miliardi |
| Maggioranza repubblicana al Senato | 52 su 99 (post Graham) |
| Voti repubblicani disponibili stimati | 51 (McConnell ricoverato) |
| Soglia necessaria per approvazione | 60 voti |
| Scadenza promessa per il voto | Entro il 10 agosto 2026 |
| Prezzo Bitcoin (contestuale) | ~$64.650 |
Dati: CoinDesk e CoinTelegraph, 14 luglio 2026.
Il CLARITY Act è in Discussione da Quasi un Anno
Il CLARITY Act è in discussione al Senato da quasi un anno, dopo essere stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti nell’ambito della cosiddetta “Crypto Week” repubblicana — la stessa settimana in cui divenne legge anche il GENIUS Act, il provvedimento sulle stablecoin, come ricostruito da CoinTelegraph. Mentre quest’ultimo ha già completato il proprio iter, il CLARITY Act resta bloccato al Senato proprio sul nodo della soglia dei 60 voti, che costringe i repubblicani a trovare sponde bipartisan nonostante la maggioranza numerica.
Chi Sostiene Ancora il CLARITY Act
Non tutti si oppongono al provvedimento: secondo CoinTelegraph, due organizzazioni delle forze dell’ordine — la National Organization of Black Law Enforcement Executives e la Federal Law Enforcement Officers Association — hanno dato il proprio sostegno al CLARITY Act, sostenendo che aiuterebbe a contrastare i reati legati agli asset digitali. Anche la senatrice Cynthia Lummis, tra le principali sostenitrici del testo al Congresso, ha dichiarato lunedì che il testo definitivo della legge sarà pubblicato “nei prossimi giorni”.
Cosa Significa il CLARITY Act per gli Investitori Bitcoin
Il CLARITY Act stabilirebbe per la prima volta una cornice normativa chiara su quali asset digitali ricadono sotto la giurisdizione della SEC e quali sotto quella della CFTC — una distinzione che riguarda direttamente anche Bitcoin, oggi trattato come commodity dalla CFTC. Per gli exchange e i gestori di ETF spot Bitcoin, una cornice normativa definitiva ridurrebbe il rischio legale che finora ha frenato il lancio di nuovi prodotti istituzionali negli Stati Uniti. Un rinvio del voto oltre il 10 agosto, o un nuovo stallo sulla clausola etica, prolungherebbe invece l’incertezza regolatoria che da mesi pesa sul sentiment del mercato, in un momento in cui Bitcoin quota comunque sopra i 64.000 dollari nonostante il clima politico incerto a Washington. Su BitcoinLive24 seguiamo l’evoluzione del testo in tempo reale, insieme agli altri sviluppi di politica e regolamentazione crypto e alle analisi tecniche su Bitcoin.
Conclusione e Prospettive
Il CLARITY Act arriva a un bivio: Thune ha fissato un termine politico (10 agosto), ma la matematica dei voti resta sfavorevole senza un’intesa sulla clausola etica che convinca almeno alcuni Democratici. Nei prossimi giorni la pubblicazione del testo definitivo, annunciata da Lummis, sarà il primo banco di prova per capire se il compromesso è ancora possibile prima della pausa estiva del Congresso.
Domande Frequenti
Cos’è il CLARITY Act?
Il CLARITY Act (Digital Asset Market Clarity Act) è un disegno di legge USA che punta a definire quali asset digitali ricadono sotto la giurisdizione di SEC e CFTC, gia’ approvato dalla Camera.
Perché i senatori democratici si oppongono?
Chiedono una clausola etica che vieti ai funzionari governativi, presidente incluso, di avere interessi personali nel settore crypto, dopo che Trump ha dichiarato guadagni per 1,4 miliardi di dollari nel 2025.
Quando si vota al Senato?
Il leader di maggioranza John Thune ha promesso un voto entro il 10 agosto 2026, prima della pausa estiva del Congresso.
Quanti voti servono per approvare la legge?
Servono 60 voti su 99 per superare l’ostruzionismo al Senato; i repubblicani, dopo la morte di Graham, ne controllano 52 (51 disponibili con McConnell ricoverato).
Come influisce sul prezzo di Bitcoin?
Il CLARITY Act non fissa regole dirette sul prezzo, ma la certezza normativa su SEC e CFTC riduce l’incertezza che pesa sul sentiment degli investitori istituzionali in Bitcoin.
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